Un’inchiesta del giornale israeliano Haaretz scuote il governo di Tel Aviv. Secondo le fonti raccolte dalla testata, il premier sarebbe stato avvertito dagli Emirati dieci giorni prima degli attacchi del 7 ottobre. E questi sarebbero stati la conseguenza del fallimento di trattative con Hamas per una pace a lungo termine. Nel frattempo, gli Houthi hanno attaccato le infrastrutture energetiche dell’Arabia Saudita e si starebbero preparando ad un’offensiva nel territorio di Riad.
Golan a Netanyahu: "Sapevi e hai ignorato, sei colpevole"
“Sapevi, hai ignorato, hai fallito. Sei colpevole”. Ad affermarlo in un video su ‘X’ è il leader del Partito dei Democratici israeliano, Yair Golan commentando le ricostruzioni contenute nel libro ‘in Kidnapped: 843 Days of Abandonment’ dei giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuva che rilevano che il premier israeliano Benjamin Netanyahu era stato avvertito personalmente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed su una possibile offensiva di vasta portata preparata da Hamas dieci giorni prima dell’attacco del 7 ottobre. “Netanyahu è illegittimo. Il suo posto è in prigione per i suoi crimini contro lo Stato di Israele”, sottolinea Golan. “Le storie del tipo ‘non sono stato svegliato’ sono finite. Lui sapeva. Era stato avvertito”, aggiunge Golan, secondo quanto riferisce ‘The Times of Israel’. “Nelle lettere scritte con il sangue di migliaia di israeliani — civili e soldati dell’Idf caduti — oggi ci troviamo di fronte a un’altra agghiacciante consapevolezza: l’uomo che ricopre la carica di primo ministro di Israele è una persona che ha abbandonato le proprie responsabilità. L’inchiesta che rivela che Netanyahu ha ricevuto un avvertimento esplicito dal presidente degli Emirati Arabi Uniti e che lo ha deliberatamente nascosto ai vertici dell’esercito e dello Shin Bet manda in frantumi tutte le menzogne che ci ha raccontato. È stato avvertito più e più volte. L’apparato di sicurezza lo aveva avvertito. Noi lo avevamo avvertito — le centinaia di migliaia di democratici che sono scesi nelle piazze, sui ponti e nelle strade, gridando: state mettendo Israele in pericolo e ci state conducendo verso la catastrofe.Ci ha chiamati anarchici… Ha scelto la propria sopravvivenza politica, insieme agli estremisti e a coloro che si sottraggono al servizio militare”, sottolinea Golan.
Pezeshkian: "Resisteremo finché aggressori non si pentiranno"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato sul suo account X che “l’Iran continuerà la sua ferma resistenza finché gli ‘aggressori’ non si pentiranno delle loro azioni”, aggiungendo: “La Repubblica islamica dell’Iran si è sempre opposta alla guerra. Tuttavia, così come si è coraggiosamente difesa dall’aggressione fino ad oggi, continuerà questa ferma resistenza finché gli aggressori non si pentiranno e continuerà a proteggere i diritti del popolo”.
Eisenkot: "Netanyahu ha condotto Israele alla cieca verso il 7 ottobre, ha ignorato tutti gli avvertimenti"
“Sempre più segnali indicano la stessa conclusione: Netanyahu ha condotto Israele alla cieca verso la catastrofe del 7 ottobre”. A scriverlo su ‘X’ l’ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf) Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar e tra i principali rivali del premier israeliano in vista delle elezioni del 27 ottobre commentando le ricostruzioni contenute nel libro ‘in Kidnapped: 843 Days of Abandonment’ dei giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuva che rilevano che Benjamin Netanyahu era stato avvertito personalmente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed su una possibile offensiva di vasta portata preparata da Hamas dieci giorni prima dell’attacco del 7 ottobre. Secondo la ricostruzione, rileva Eisenkot, “ricevette un avvertimento esplicito, giorni prima del massacro, dal presidente degli Emirati Arabi riguardo alle intenzioni di Sinwar, ma non aggiornò i capi dell’apparato di sicurezza. Chi non ha svegliato chi? Coloro che gli stanno intorno continuano a ripetere la patetica teoria del complotto sul tradimento, inventando la scusa più ridicola a cui un leader possa aggrapparsi: ‘Nessuno mi ha svegliato’, per due motivi: conosce la verità; ne è terrorizzato e sta cercando di sottrarsi alle proprie responsabilità”. Netanyahu, aggiunge Eisenkot, “ha ricevuto decine di avvertimenti riguardo al 7 ottobre e li ha ignorati tutti. Non è idoneo a ricoprire una carica pubblica. Non appena sarà costituito il prossimo governo, istituiremo una commissione d’inchiesta statale che esaminerà il decennio precedente, chiarirà ciò che Netanyahu sapeva e ciò che non sapeva, farà emergere la verità e impedirà che si verifichi una nuova catastrofe”.
Media: avvertirono Netanyahu del piano di Hamas prima del 7 ottobre
L’emiro di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed avrebbe avvertito personalmente il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in una telefonata di 45 minuti alla fine di settembre 2023, che il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar stava pianificando ‘’un terremoto’’ contro Israele. Lo rivela un’inchiesta di Haaretz oggi in cui vengono anticipati estratti di un nuovo libro del giornalista Shlomi Eldar sui retroscena delle trattative per la liberazione dei 251 ostaggi israeliani rapiti durante l’attacco del 7 ottobre 2023. Secondo la ricostruzione, basata su fonti anonime straniere e israeliane, l’avvertimento di bin Zayed partì dalle conversazioni tenute a settembre 2023 con Sinwar da parte di un intermediario palestinese noto con il soprannome ‘Occhi neri’, un dirigente di Fatah con fluente conoscenza dell’ebraico e rapporti sia con Hamas sia con lo Shin Bet, i servizi di intelligence interna israeliani. In quel periodo, il governo israeliano, che si era insediato a fine 2022, stava trattando segretamente attraverso questa intermediazione per raggiungere una ‘hudna’ con Hamas, ossia un accordo di tregua a lungo termine che includeva la graduale rimozione del blocco su Gaza, la creazione di una zona industriale nel nord della Striscia, l’aumento dei permessi di lavoro ai palestinsi, la fornitura di gas naturale alla Striscia.
La trattativa ambiva a essere ultimata con il rilascio di due civili israeliani vivi e dei corpi di due soldati uccisi, in cattività a Gaza da anni, in cambio del rilascio di 30 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, tra cui 20 ergastolani. I negoziati si erano arenati ad agosto 2023, in quanto Netanyahu rimandava la convocazione della commissione ministeriale necessaria per approvare il rilascio. A inizi settembre, riporta Haaretz citando una fonte dello Shin Bet, Sinwar scomparve e smise di trattare con gli israeliani. In seguito, avrebbe chiesto all’intermediario di trasmettere il messaggio agli israeliani che se non si andava avanti, avrebbe scatenato un ‘’terremoto’’ (‘zilzal’ in arabo). L’intermediario riferì il messaggio in primis a bin Zayed, attraverso il consigliere palestinese dell’emiro di Abu Dhabi, emigrato anni addietro da Gaza, di cui l’inchiesta non rivela il nome ma il cui profilo sembra rispondere a Mohammad Dahlan. Il 15 settembre 2023, il consigliere palestinese di bin Zayed trasmise l’avvertimento allo Shin Bet, il cui capo avrebbe informato Netanyahu e convocato una riunione di sicurezza il 17 settembre, raccomandando un’azione militare decisiva per l’eliminazione di Sinwar. Secondo le fonti, Netanyahu chiese allo Shin Bet di presentargli un piano e la decisione fu posticipata. A fine settembre, dieci gorni prima dell’attacco, bin Zayed avrebbe telefonato direttamente a Netanyahu. Nella stessa settimana, secondo quanto rivelato da Yediot Ahronot ancora nel 2023, anche il ministro dell’Intelligence egiziano, il generale Abbas Kamel, avvertì Netanyahu che Hamas stava preparando ‘’qualcosa di insolito in arrivo’’. Secondo quanto riportato dalle inchieste, nessuno avrebbe segnalato espressamente che il ‘’terremoto’’ di cui si parlava sarebbe venuto da dentro Gaza, bensì dalla Cisgiordania. Lo Shin Bet, riporta Haaretz, partì da una valutazione ancora più errata, sostenendo che Hamas stava cercando di ‘’mettere le mani su Elisabeth Tsurkov’’, ricercatrice israliana rapita in Iraq sei mesi prima. L’ufficio del premier Netayahu ha smentito che sia avvenuta una telefonata con il presidente emiratino in quel periodo, così come il capo dello Shin Ben e del Mossad di allora hanno affermato ad Haaretz di non essere mai stati informati di un avvertimento di bin Zayed. La presidenza emiratina ha rifiutato di commentare quanto riportato da Haaretz.
Media: Houthi pronti a offensiva in Arabia, le forze yemenite contrattaccano
Gli Houthi, gruppo yemenita ribelle filo-Iran, starebbero preparando l’annuncio di un’offensiva in territorio saudita, dopo aver già attaccato aree del Paese con dei raid: lo riferisce sul suo sito Sky News, citando un portavoce del gruppo armato. La stessa emittente aggiunge che, secondo fonti locali citate da Al Jazeera, le forze leali al governo dello Yemen e appoggiate da Riad hanno intanto “lanciato contrattacchi” contro gli Houthi. L’obiettivo, ha dichiarato il viceministro per la Difesa Samir Al-Sabri, è quello di recuperare il controllo della città di Sanaa.
Arabia Saudita: adotteremo tutte le misure necessarie dopo l'attacco degli Houthi
L’Arabia Saudita ha condannato gli attacchi condotti dai ribelli Houthi dello Yemen contro il suo territorio, che hanno provocato 73 feriti tra i civili, affermando che adotterà tutte le misure necessarie per difendere la propria sovranità. “Il Regno riafferma il suo legittimo diritto di adottare tutte le misure necessarie per difendere la propria sovranità”, ha dichiarato il ministero degli Esteri in un comunicato, “sottolineando la necessità di porre immediatamente fine a tutte le forme di escalation praticate da questa milizia, nonché alle sue persistenti minacce alla navigazione marittima”.
Trump: "Prezzi del petrolio crolleranno quando vinceremo guerra"
“I prezzi del petrolio crolleranno vertiginosamente, proprio come sta crollando tutto il resto (ma ancora di più!), quando vinceremo la guerra contro l’Iran”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. “Tre dollari al gallone, ma alla fine scenderanno sotto i due dollari al gallone. Accadrà tutto in fretta e l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, ha aggiunto Trump.
Arabia Saudita: attaccate infrastrutture energetiche del Paese
“Diverse infrastrutture energetiche nella regione meridionale del regno sono state attaccate questa mattina”. Lo ha reso noto il ministero dell’Energia dell’Arabia Saudita, aggiungendo che diverse persone sono rimaste ferite e stanno ricevendo le cure mediche necessarie. “Gli incendi hanno causato una temporanea interruzione delle attività e le autorità continuano a occuparsi delle conseguenze degli attacchi”, ha affermato il ministero.
