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Guerra

L’accusa di Londra: “In Cisgiordania pulizia etnica”. Altri 11 Paesi vogliono aderire alle sanzioni contro i coloni. Teheran attacca Marina militare Usa

Secondo l’inchiesta del giornale israeliano, Hamas e Tel Aviv stavano lavorando ad un accordo prima della guerra. Lo stop alle trattative avrebbe portato agli attacchi terroristici dello Shabbat di sangue. Intanto Usa e Iran hanno ricominciato a sferrare attacchi missilistici l’uno contro l’altro

Un’inchiesta del giornale israeliano Haaretz scuote il governo di Tel Aviv. Secondo le fonti raccolte dalla testata, il premier sarebbe stato avvertito dagli Emirati dieci giorni prima degli attacchi del 7 ottobre. E questi sarebbero stati la conseguenza del fallimento di trattative con Hamas per una pace a lungo termine. Nel frattempo, gli Houthi hanno attaccato le infrastrutture energetiche dell’Arabia Saudita e si starebbero preparando ad un’offensiva nel territorio di Riad. E la decisione di sanzionare il commercio con gli insediamenti illegali di Israele nei territori occupati, sembra materializzarsi sempre di più, con un totale di 12 Stati concordanti. Sull’isola di Kharg sentite nuove esplosioni.

I missili iraniani utilizzati per l'attacco alla Marina americana

I media di Stato iraniani hanno riportato che i funzionari di Teheran hanno detto di utilizzare nuovi missili dotati di caratteristiche avanzate per prendere di mira le navi da guerra americane. Sono missili che potrebbero disporre di sistemi di guida elettro-ottici che consentono manovre verso un bersaglio in movimento utilizzando immagini visive, nella lettura di alcuni esperti militari. Tuttavia, l’Iran avrebbe comunque bisogno di conoscere la posizione approssimativa delle navi Usa all’avvio dell’attacco; ciò solleva il timore che Cina e Russia possano aiutare l’Iran a tracciare la posizione delle navi americane, hanno affermato i funzionari. L’anno scorso l’Iran ha presentato un missile balistico a medio raggio noto come Qassem Bassir, dotato di tecnologia di guida a ricerca di bersaglio, nelle stime di John Caves, ricercatore senior presso il Wisconsin Project on Nuclear Arms Control.

8 settembre 2026

Attacco dell'Iran contro le navi della Marina Usa'

L’Iran ha lanciato un attacco contro navi della Marina Usa.

Gli attacchi destano preoccupazione per le crescenti capacità missilistiche dell’Iran, suggerendo che Teheran stia impiegando armi più sofisticate e possa avvalersi dell’assistenza di Cina o Russia.

8 settembre 2026

Nuove esplosioni udite sull'isola di Kharg: petroliera iraniana colpita

I media locali iraniani hanno riferito che diverse esplosioni sono state udite sull’isola iraniana di Kharg, situata nel Golfo Persico e centro strategico per l’esportazione del petrolio iraniano. Una petroliera iraniana è stata colpita da un missile americano. “Il suono di diverse esplosioni è stato udito in alcune parti dell’isola di Kharg pochi minuti fa”, ha dichiarato l’agenzia di stampa Mehr, senza fornire ulteriori dettagli.

8 settembre 2026

Gli Emirati non smentiscono l'avvertimento a Netanyahu: "Canali comunicazione sempre aperti"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che i canali di comunicazione con Israele restano “aperti e diretti”, senza confermare né smentire la notizia di Haaretz secondo cui il presidente emiratino Mohammed bin Zayed avrebbe avvertito Benjamin Netanyahu di un imminente attacco di Hamas circa una settimana e mezzo prima del 7 ottobre 2023. Il ministero degli Esteri di Abu Dhabi ha precisato in una nota di non commentare notizie di stampa o indiscrezioni riguardanti conversazioni tra leader. Dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Emirati e Israele, oltre cinque anni fa, “i canali governativi tra i due Paesi sono rimasti aperti e diretti” e, quando necessario, “tutte le informazioni di intelligence rilevanti sono state e continuano a essere scambiate tra i funzionari competenti”, ha aggiunto il ministero, sottolineando che dopo il 7 ottobre gli sforzi di Abu Dhabi si sono concentrati sulla riduzione delle tensioni, sul rafforzamento della stabilità regionale e sul contenimento della violenza.

8 settembre 2026

Oltre alla Gran Bretagna, altri 11 Paesi si uniscono alle sanzioni sui coloni israeliani

La Ue resta il primo partner commerciale di Israele, con circa il 28-30% delle esportazioni israeliane dirette verso gli Stati membri, per un interscambio complessivo di beni pari a 43,3 miliardi di euro nel 2025. I prodotti provengono principalmente dagli insediamenti della Cisgiordania, dalla Valle del Giordano e dalle Alture del Golan siriane, occupate dal 1967. I Paesi sono: Francia, Regno Unito, Canada, Danimarca, Spagna, Finlandia, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo e Svezia. Per un totale (per ora) di 12 Stati

8 settembre 2026

Teheran afferma di aver catturato drone sottomarino Usa a Hormuz

L’Iran sostiene di aver sequestrato un drone sottomarino statunitense nello Stretto di Hormuz. Nel dettaglio, i Guardiani della Rivoluzione della Repubblica Islamica affermano di aver “catturato uno dei droni sottomarini più moderni dell’esercito americano all’imbocco dello stretto di Hormuz all’alba”, secondo un comunicato diffuso dalla televisione di Stato.

8 settembre 2026

Trump loda le forze armate Usa e insiste, l'Iran non avrà l'arma nucleare

“Non dimenticheremo mai gli eroi dell’11 settembre”. Lo ha detto Donald Trump onorando le vittime degli attacchi nel corso di una cerimonia con i soccorritori. “Faremo il possibile per assicurarci che un altro giorno così” non si ripeta, ha aggiunto. “Ora ci stiamo battendo contro un Paese che vorrebbe l’arma nucleare. Ma non l’avrai mai: l’Iran non l’avrà mai”, ha messo in evidenza Trump complimentandosi con le forze armate americane per il lavoro “incredibile” che stanno facendo.

8 settembre 2026

Israele: il governo britannico alimenta l'antisemitismo nel mondo

‘’Il governo laburista britannico alimenta l’antisemitismo dilagante nel mondo. Per questo, in coordinamento con il premier Netanyahu, abbiamo deciso di intraprendere una serie di azioni contro il governo del Regno Unito in risposta alla loro azione’’. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar dopo che Londra ha annunciato sanzioni sui prodotti dei coloni israeliani

8 settembre 2026

Israele chiude il consolato di Londra a Gerusalemme est

Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha annunciato la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme; l’espulsione dei rappresentanti del Regno Unito nel centro di coordinamento del Board of Peace a Kiryat Gat e della forza ‘British support team’ a Ramallah, che addestra forze dell’Autorità palestinese; il divieto di ingresso di 12 funzionari di Londra “attivi nel boicottaggio e nella delegittimazione contro Israele”, in risposta alle sanzioni del Regno Unito sui prodotti dei coloni israeliani in Cisgiordania.

8 settembre 2026

Israele: le affermazioni di Londra scandalose e false

“Le affermazioni del ministro degli Esteri britannico sono scandalose e false. Le azioni intraprese dal governo laburista sono motivate da politica interna in vista del congresso del partito’’. L’ha affermato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar in una conferenza sulla decisione del Regno Unito di imporre sanzioni contro prodotti israeliani provenienti dagli insediamenti. ‘’E’ un palese tentativo di interferire nella politica israeliana nella campagna elettorale. Interessante che il governo laburista non abbia imposto sanzioni all’Autorità palestinese per il loro sostegno ai terroristi con il meccanismo ‘pay for slay’’'.

8 settembre 2026

Londra: in Cisgiordania pulizia etnica e Israele chiude gli occhi

l governo britannico “concorda” sul fatto che in alcune zone della Cisgiordania “sia in atto una pulizia etnica contro i palestinesi, perpetrata da terroristi coloni”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Ed Miliband alla Camera dei Comuni. Secondo il titolare della diplomazia di Londra il governo israeliano “troppo spesso” ha “chiuso un occhio su tutto questo e, peggio ancora, alcuni suoi membri hanno rilasciato dichiarazioni e intrapreso azioni a sostegno dello sfollamento forzato dei palestinesi”.

8 settembre 2026

Qatar: lavoriamo a ripresa colloqui fra Usa e Teheran

Il Qatar “sta collaborando con i partner nella regione e in tutto il mondo, inclusa la Cina, per riprendere i colloqui tra Stati Uniti e Iran”. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar citato dai media arabi. Il primo ministro e ministro degli Affari Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, è attualmente a capo di una delegazione in missione a Pechino.

8 settembre 2026

Arabia Saudita: attacchi Houthi aprono un secondo fronte sulla sicurezza del petrolio

Gli attacchi del gruppo sciita yemenita Ansar Allah, meglio noto come Houthi, contro le infrastrutture energetiche dell’Arabia Saudita aprono un nuovo fronte di rischio per il mercato petrolifero internazionale, gia’ sottoposto da mesi alle conseguenze della guerra con l’Iran e alle forti limitazioni dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz. Al momento non risultano interruzioni significative della produzione saudita, ma l’offensiva mette sotto pressione proprio la rotta alternativa attraverso la quale Riad ha cercato di aggirare la crisi nel Golfo Persico, trasferendo quantita’ crescenti di greggio verso il terminale di Yanbu, sul Mar Rosso. Il ministero saudita dell’Energia ha confermato questa mattina che diversi impianti e infrastrutture energetiche nella regione meridionale del Regno sono stati colpiti, provocando incendi e la sospensione temporanea di alcune attivita’. Gli attacchi contro obiettivi civili ed economici nelle aree di Abha, Khamis Mushait, Jazan e Najran hanno inoltre provocato 73 feriti. Gli Houthi hanno rivendicato il lancio di decine di missili balistici e droni contro infrastrutture energetiche, installazioni di Aramco e obiettivi militari. Tra le aree indicate figura la citta’ industriale di Jazan, sulla costa del Mar Rosso, dove si trova il grande complesso Aramco comprendente una raffineria progettata per lavorare fino a 400 mila barili al giorno.

8 settembre 2026

Media Houthi: raid aerei sauditi sulla città yemenita di Marib

L’Arabia Saudita ha risposto agli attacchi degli Houthi con quattro raid aerei sulla città di Marib. Lo riporta Sky News rilanciando l’emittente televisiva Al Masirah, controllata dagli Houthi. Finora non c’è stata alcuna conferma ufficiale degli attacchi da parte saudita. Marib si trova a est della capitale yemenita Sana’a ed è stata teatro di scontri tra gli Houthi e le forze armate allineate al governo nelle ultime settimane.

8 settembre 2026

Ufficio Netanyahu: nessun avvertimento da Emirati prima del 7/10, menzogna totale

“Una menzogna totale”: così l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu risponde all’articolo di Haaretz secondo cui l’emiro di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed avvertì personalmente il premier israeliano, in una telefonata di 45 minuti alla fine di settembre 2023, pochi giorni prima dell’attacco del 7 ottobre, che Hamas stava pianificando ‘’un terremoto’’ contro Israele. “Il Primo Ministro Netanyahu non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da parte sua”, ha dichiarato l’ufficio del premier, citato dai media israeliani tra cui Times of Israel.

8 settembre 2026

Golan a Netanyahu: "Sapevi e hai ignorato, sei colpevole"

“Sapevi, hai ignorato, hai fallito. Sei colpevole”. Ad affermarlo in un video su ‘X’ è il leader del Partito dei Democratici israeliano, Yair Golan commentando le ricostruzioni contenute nel libro ‘in Kidnapped: 843 Days of Abandonment’ dei giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuva che rilevano che il premier israeliano Benjamin Netanyahu era stato avvertito personalmente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed su una possibile offensiva di vasta portata preparata da Hamas dieci giorni prima dell’attacco del 7 ottobre. “Netanyahu è illegittimo. Il suo posto è in prigione per i suoi crimini contro lo Stato di Israele”, sottolinea Golan. “Le storie del tipo ‘non sono stato svegliato’ sono finite. Lui sapeva. Era stato avvertito”, aggiunge Golan, secondo quanto riferisce ‘The Times of Israel’. “Nelle lettere scritte con il sangue di migliaia di israeliani — civili e soldati dell’Idf caduti — oggi ci troviamo di fronte a un’altra agghiacciante consapevolezza: l’uomo che ricopre la carica di primo ministro di Israele è una persona che ha abbandonato le proprie responsabilità. L’inchiesta che rivela che Netanyahu ha ricevuto un avvertimento esplicito dal presidente degli Emirati Arabi Uniti e che lo ha deliberatamente nascosto ai vertici dell’esercito e dello Shin Bet manda in frantumi tutte le menzogne che ci ha raccontato. È stato avvertito più e più volte. L’apparato di sicurezza lo aveva avvertito. Noi lo avevamo avvertito — le centinaia di migliaia di democratici che sono scesi nelle piazze, sui ponti e nelle strade, gridando: state mettendo Israele in pericolo e ci state conducendo verso la catastrofe.Ci ha chiamati anarchici… Ha scelto la propria sopravvivenza politica, insieme agli estremisti e a coloro che si sottraggono al servizio militare”, sottolinea Golan.

8 settembre 2026

Pezeshkian: "Resisteremo finché aggressori non si pentiranno"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato sul suo account X che “l’Iran continuerà la sua ferma resistenza finché gli ‘aggressori’ non si pentiranno delle loro azioni”, aggiungendo: “La Repubblica islamica dell’Iran si è sempre opposta alla guerra. Tuttavia, così come si è coraggiosamente difesa dall’aggressione fino ad oggi, continuerà questa ferma resistenza finché gli aggressori non si pentiranno e continuerà a proteggere i diritti del popolo”.

8 settembre 2026

Eisenkot: "Netanyahu ha condotto Israele alla cieca verso il 7 ottobre, ha ignorato tutti gli avvertimenti"

“Sempre più segnali indicano la stessa conclusione: Netanyahu ha condotto Israele alla cieca verso la catastrofe del 7 ottobre”. A scriverlo su ‘X’ l’ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf) Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar e tra i principali rivali del premier israeliano in vista delle elezioni del 27 ottobre commentando le ricostruzioni contenute nel libro ‘in Kidnapped: 843 Days of Abandonment’ dei giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuva che rilevano che Benjamin Netanyahu era stato avvertito personalmente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed su una possibile offensiva di vasta portata preparata da Hamas dieci giorni prima dell’attacco del 7 ottobre. Secondo la ricostruzione, rileva Eisenkot, “ricevette un avvertimento esplicito, giorni prima del massacro, dal presidente degli Emirati Arabi riguardo alle intenzioni di Sinwar, ma non aggiornò i capi dell’apparato di sicurezza. Chi non ha svegliato chi? Coloro che gli stanno intorno continuano a ripetere la patetica teoria del complotto sul tradimento, inventando la scusa più ridicola a cui un leader possa aggrapparsi: ‘Nessuno mi ha svegliato’, per due motivi: conosce la verità; ne è terrorizzato e sta cercando di sottrarsi alle proprie responsabilità”. Netanyahu, aggiunge Eisenkot, “ha ricevuto decine di avvertimenti riguardo al 7 ottobre e li ha ignorati tutti. Non è idoneo a ricoprire una carica pubblica. Non appena sarà costituito il prossimo governo, istituiremo una commissione d’inchiesta statale che esaminerà il decennio precedente, chiarirà ciò che Netanyahu sapeva e ciò che non sapeva, farà emergere la verità e impedirà che si verifichi una nuova catastrofe”.

8 settembre 2026

Media: avvertirono Netanyahu del piano di Hamas prima del 7 ottobre

L’emiro di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed avrebbe avvertito personalmente il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in una telefonata di 45 minuti alla fine di settembre 2023, che il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar stava pianificando ‘’un terremoto’’ contro Israele. Lo rivela un’inchiesta di Haaretz oggi in cui vengono anticipati estratti di un nuovo libro del giornalista Shlomi Eldar sui retroscena delle trattative per la liberazione dei 251 ostaggi israeliani rapiti durante l’attacco del 7 ottobre 2023. Secondo la ricostruzione, basata su fonti anonime straniere e israeliane, l’avvertimento di bin Zayed partì dalle conversazioni tenute a settembre 2023 con Sinwar da parte di un intermediario palestinese noto con il soprannome ‘Occhi neri’, un dirigente di Fatah con fluente conoscenza dell’ebraico e rapporti sia con Hamas sia con lo Shin Bet, i servizi di intelligence interna israeliani. In quel periodo, il governo israeliano, che si era insediato a fine 2022, stava trattando segretamente attraverso questa intermediazione per raggiungere una ‘hudna’ con Hamas, ossia un accordo di tregua a lungo termine che includeva la graduale rimozione del blocco su Gaza, la creazione di una zona industriale nel nord della Striscia, l’aumento dei permessi di lavoro ai palestinsi, la fornitura di gas naturale alla Striscia.

La trattativa ambiva a essere ultimata con il rilascio di due civili israeliani vivi e dei corpi di due soldati uccisi, in cattività a Gaza da anni, in cambio del rilascio di 30 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, tra cui 20 ergastolani. I negoziati si erano arenati ad agosto 2023, in quanto Netanyahu rimandava la convocazione della commissione ministeriale necessaria per approvare il rilascio. A inizi settembre, riporta Haaretz citando una fonte dello Shin Bet, Sinwar scomparve e smise di trattare con gli israeliani. In seguito, avrebbe chiesto all’intermediario di trasmettere il messaggio agli israeliani che se non si andava avanti, avrebbe scatenato un ‘’terremoto’’ (‘zilzal’ in arabo). L’intermediario riferì il messaggio in primis a bin Zayed, attraverso il consigliere palestinese dell’emiro di Abu Dhabi, emigrato anni addietro da Gaza, di cui l’inchiesta non rivela il nome ma il cui profilo sembra rispondere a Mohammad Dahlan. Il 15 settembre 2023, il consigliere palestinese di bin Zayed trasmise l’avvertimento allo Shin Bet, il cui capo avrebbe informato Netanyahu e convocato una riunione di sicurezza il 17 settembre, raccomandando un’azione militare decisiva per l’eliminazione di Sinwar. Secondo le fonti, Netanyahu chiese allo Shin Bet di presentargli un piano e la decisione fu posticipata. A fine settembre, dieci gorni prima dell’attacco, bin Zayed avrebbe telefonato direttamente a Netanyahu. Nella stessa settimana, secondo quanto rivelato da Yediot Ahronot ancora nel 2023, anche il ministro dell’Intelligence egiziano, il generale Abbas Kamel, avvertì Netanyahu che Hamas stava preparando ‘’qualcosa di insolito in arrivo’’. Secondo quanto riportato dalle inchieste, nessuno avrebbe segnalato espressamente che il ‘’terremoto’’ di cui si parlava sarebbe venuto da dentro Gaza, bensì dalla Cisgiordania. Lo Shin Bet, riporta Haaretz, partì da una valutazione ancora più errata, sostenendo che Hamas stava cercando di ‘’mettere le mani su Elisabeth Tsurkov’’, ricercatrice israliana rapita in Iraq sei mesi prima. L’ufficio del premier Netayahu ha smentito che sia avvenuta una telefonata con il presidente emiratino in quel periodo, così come il capo dello Shin Ben e del Mossad di allora hanno affermato ad Haaretz di non essere mai stati informati di un avvertimento di bin Zayed. La presidenza emiratina ha rifiutato di commentare quanto riportato da Haaretz.

8 settembre 2026

Media: Houthi pronti a offensiva in Arabia, le forze yemenite contrattaccano

Gli Houthi, gruppo yemenita ribelle filo-Iran, starebbero preparando l’annuncio di un’offensiva in territorio saudita, dopo aver già attaccato aree del Paese con dei raid: lo riferisce sul suo sito Sky News, citando un portavoce del gruppo armato. La stessa emittente aggiunge che, secondo fonti locali citate da Al Jazeera, le forze leali al governo dello Yemen e appoggiate da Riad hanno intanto “lanciato contrattacchi” contro gli Houthi. L’obiettivo, ha dichiarato il viceministro per la Difesa Samir Al-Sabri, è quello di recuperare il controllo della città di Sanaa.

8 settembre 2026

Arabia Saudita: adotteremo tutte le misure necessarie dopo l'attacco degli Houthi

L’Arabia Saudita ha condannato gli attacchi condotti dai ribelli Houthi dello Yemen contro il suo territorio, che hanno provocato 73 feriti tra i civili, affermando che adotterà tutte le misure necessarie per difendere la propria sovranità. “Il Regno riafferma il suo legittimo diritto di adottare tutte le misure necessarie per difendere la propria sovranità”, ha dichiarato il ministero degli Esteri in un comunicato, “sottolineando la necessità di porre immediatamente fine a tutte le forme di escalation praticate da questa milizia, nonché alle sue persistenti minacce alla navigazione marittima”.

8 settembre 2026

Trump: "Prezzi del petrolio crolleranno quando vinceremo guerra"

“I prezzi del petrolio crolleranno vertiginosamente, proprio come sta crollando tutto il resto (ma ancora di più!), quando vinceremo la guerra contro l’Iran”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. “Tre dollari al gallone, ma alla fine scenderanno sotto i due dollari al gallone. Accadrà tutto in fretta e l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, ha aggiunto Trump.

8 settembre 2026

Arabia Saudita: attaccate infrastrutture energetiche del Paese

“Diverse infrastrutture energetiche nella regione meridionale del regno sono state attaccate questa mattina”. Lo ha reso noto il ministero dell’Energia dell’Arabia Saudita, aggiungendo che diverse persone sono rimaste ferite e stanno ricevendo le cure mediche necessarie. “Gli incendi hanno causato una temporanea interruzione delle attività e le autorità continuano a occuparsi delle conseguenze degli attacchi”, ha affermato il ministero.

8 settembre 2026