Attaccati a un cavillo da 300mila euro. Ostentano ottimismo i legali di Ilaria Salis, condannata dal giudice del lavoro di Milano a risarcire due ex collaboratori a contratto che l’europarlamentare Avs avrebbe cacciato senza giusta causa.
La tesi della Salis, arrivata di buon mattino in via San Barnaba 50 con un elegante completo nero, è che lei non avrebbe mai ricevuto notifica dell’avvio del procedimento di primo grado e pertanto avrebbe saputo dell’esistenza del processo soltanto a sentenza già emessa. Quando il messo giudiziario è andato dove la Salis risiede per notificarle il procedimento del tribunale del Lavoro, non ha trovato nessuno. Così il legale dei due collaboratori Francois Gelmetti e Valentina Dadda ne ha approfittato per dichiararla «irreperibile». Secondo la memoria che il pool di legali ha sottoposto alla giudice Silvia Marina Ravazzoni, la Salis avrebbe dovuto usare la Pec o spedire la notifica all’Europarlamento.
L’udienza è durata una mezz’oretta, dalle 9.45 fino alle 10:15, quando la Salis si è infilata in ascensore coi legali, accertandosi che ci fosse una macchina ad aspettarla per evitare i giornalisti assiepati fuori. A loro ha concesso solo una battuta: “Attendiamo con serenità la decisione”.
Se il giudice crederà alla tesi dell’europarlamentare, il processo partirà da capo ma potrebbe concludersi comunque con una condanna a pagare i suoi ex collaboratori pignorando la sua ricca busta paga, diversamente si entrerà nel merito anche in Appello. Lo sapremo domani pomeriggio via Pec, non ci sarà lettura in aula. Al Giornale l’avvocato Federico Manfredi, che assiste l’eurodeputata di Avs, spiega che la decisione di domani non è sul merito ma “sulla corretta instaurazione del contraddittorio, quindi sul fatto che tutte le parti interessate abbiamo avuto effettivamente diritto di intervenire nel giudizio di primo grado”.
La decisione della giudice è attesa per domani: se il giudice dovesse dar torto alla Salis, andrà comunque avanti nell’esaminare l’appello nel merito. Se invece riterrà che le notifiche sono state fatte in modo irregolare e che quindi sono nulle, cancellerà la decisione di primo grado e riporterà il processo all’inizio.
