Parigi, il padre del kamikaze: "Andai a riprendermelo in Siria, mi cacciò"

Samy Amimour si è fatto esplodere venerdì al Bataclan. Inutile il tentativo del padre di convincerlo a lasciare i jihadisti

La storia di Mohamed Amimour è quella di un padre in pena per la sorte del figlio, fuggito in Siria per unirsi ai jihadisti del sedicente Stato islamico. La storia di una missione fallita, perché il 67enne provò a riportarselo a casa, ottenendo in risposta un rifiuto netto.

Samy Amimour, 27 anni, originario della banlieue parigina, era partito per il jihad, per unirsi alle milizie di al-Baghdadi. Una fuga a cui la famiglia non poteva rassegnarsi, tanto che a giugno del 2014 il padre partì dalla Francia per andare a riprenderselo, rischiando la vita per questo.

È Le Monde a riportare a galla la storia, già pubblicata sulle pagine del quotidiano francese nel 2014. Ci vollero tre settimane a Mohamed per raggiungere Samy, in un viaggio in cui rischiò la vita, passando il confine tra Turchia e Siria e raggiungendo la città di Manbij, roccaforte dell'Isis a neppure un'ora - in tempi di pace - da Kobane.

I jihadisti pensarono che fosse arrivati per unirsi a loro, una recluta di una certa età per la causa jihadista. Mohamed era però lì per riportare a casa Samy. Un faccia a faccia, quello con il figlio, che non portò nulla di buono. "Era accompagnato da un tipo che non ci ha lasciato soli neanche un attimo - ricordava Mohamed a Le Monde -. È stato molto freddo, nemmeno mi ha fatto vedere casa sua, non mi ha spiegato le cause delle ferite".

Neppure una lettera della madre, con una piccola cifra di denaro infilata nella busta, basta a convincere Samy a lasciare la Siria. Il jihadista francese è irremovibile e il padre non può che tornare a casa, una volta recuperato il passaporto che gli era stato sottratto al suo arrivo. Samy, classe 1987, ex conducente di bus, è uno dei responsabili della strage al Bataclan.

Commenti

pgbassan

Mar, 17/11/2015 - 11:59

Cambiate quel kamikaze in terrorista. Non offendiamo i veri Kamikaze, giovani giapponesi che IN TEMPO DI GUERRA, senza più munizioni, si scagliavano con gli aerei CONTRO OBBIETTIVI MILITARI (la guerra è guerra), sacrificando se stessi per la loro Patria.

Ritratto di Joker2

Joker2

Mar, 17/11/2015 - 12:13

Per salvarlo dalla morte, doveva solamente denunciarlo alle Autorità e farlo arrestare!!

electric

Mar, 17/11/2015 - 13:52

Pgbassan, è vero, il termine kamikaze è improprio ed offende la memoria di quei giovani giapponesi. Il termine più appropriato sarebbe assassini-suicidi

ismaele

Mar, 17/11/2015 - 14:52

sono padre e posso capire l'angoscia di questo genitore. Non importa che sia islamico, cattolico od ebreo, l'amore per i figli non ha limiti. Mi dispiace per lui che non sia riuscito a farlo rinsavire, avra' sulla coscienza un atto orribile compiuto da un figlio ingrato.

Ritratto di centocinque

centocinque

Mar, 17/11/2015 - 16:03

PGbassan concordo.