Il presidente egiziano Sisi a Londra: "La Nato deve pensare al caos libico"

Previsto per domani l'incontro con il premier Cameron, mentre l'opposizione mobilita la protesta

Un poster elettorale di Abdel Fattah al-Sisi a piazza Tahrir

Le priorità della Nato andrebbero riviste. Ne è convinto il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, che in un'intervista con l'emittente ITV invita la Gran Bretagna e i Paesi che parteciparono "all'azione per rovesciare Gheddafi" a occuparsi del caos che è diventata la Libia dopo la fine dell'intervento militare, per evitare che si ripeta quando accaduto in Siria.

Per Sisi la Libia è una "missione non compiuta", una situazione di "vuoto di potere", nel quale "possono prosperare gli estremisti". Un tema che gli è molto caro, dato che l'Egitto da oltre un anno combatte contro un crescente problema legato all'estremismo islamico, nella penisola del Sinai e - sebbene in misura minore - nel "deserto occidentale", dove corre il confine con i territori libici.

Un problema che in questi giorni è al centro dell'attenzione, dopo la morte di centinaia di persone per la caduta di un aereo russo nel Sinai. Fatti su cui grava una rivendicazione da parte dei miliziani della "Provincia del Sinai" del sedicente Stato islamico, sulla cui credibilità restano tuttavia molti dubbi.

Il tempismo dell'intervista a Sisi non è casuale. Domani il presidente egiziano sarà a Londra per un incontro con David Cameron e nella scorsa settimana la stampa britannica ha preparato il campo con una serie di articoli al vetriolo che ricordano come il regime del leader egiziano sia accusato di avere un'idea piuttosto vaga del rispetto dei diritti umani, un punto su cui ha battuto molto anche il Labour di Corbyn.

Un commento durissimo, pubblicato sulle pagine del Guardian dall'attivista politico Mohamed Soltan, parla di una visita che "sminuisce i valori e i principi del mondo moderno, ma minaccia anche la sicurezza, l'economia e gli interessi politici britannici", in un contesto in cui tuttavia i segnali politici che arrivano da Washingron e Bruxelles sono di tutt'altro tipo.

Giusto questa mattina Federica Mogherini, rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, ha ribadito l'importanza delle relazioni bilaterali con l'Egitto e il presidente Sisi conta, con la sua visita, di riportare l'attenzione sulla cooperazione tra Londra e il Cairo e di mettersi alle spalle critiche sulla mancanza di democrazia del nuovo corso, che in passato non sono mancate nemmeno da parte di Downing Street.

La stampa britannica si aspetta per domani centinaia di manifestanti di fronte alla residenza ufficiale del primo ministro, per protestare contro una serie di norme implementate dal regime, che Sisi tuttavia difende a spada tratta. Lo ha ribadito in un'intervista con la Bbc, convinto che l'Egitto sia "sulla strada verso la democrazia".

@ACortellari

Commenti

giovanni PERINCIOLO

Mer, 04/11/2015 - 17:30

Gli inglesi farebbero bene a scusarsi invece di continuare a dare lezioni. Bella democrazia hanno esportato in Libia! Buffoni!

fantasy_rm

Mer, 04/11/2015 - 18:20

scusate, ma il cortellari dimentica che l'egitto e l'arabia saudita da mesi bombardano lo yemen con armi italiane e tedesche; forse quando si fa un'analisi si dovrebbe tener conto del contesto....forse...io mica sono giornalista