“Siamo tutti antifascisti”. È questo il grido, in italiano, che si alza nelle strade di Parigi nella giornata delle piazze indette dagli studenti nel clima degli scontri partiti dai licei, che si sono poi diffusi alle università di tutto il Paese. Sono già innumerevoli i feriti negli scontri e i danni nelle scuole sono incalcolabili. Gli incendi hanno avvolto tantissimi licei da Parigi a tutte le altre città della Francia e gli studenti, fomentati dall’estrema sinistra, non sembrano intenzionati a retrocedere. Anzi, il movimento si sta espandendo anche in altri Paesi, Italia inclusa. “È il movimento giovanile più potente degli ultimi 50 anni. Nessuno è in grado di dire che avete torto perché avete ragione”, ha dichiarato il leader de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, candidato alle presidenziali contro Marine Le Pen, rivolgendosi agli studenti.
Una posizione di mero interesse quella del leader del partito radicale, che sta però fomentando la rivolta sociale con enormi rischi per la tenuta democratica della Francia. In tutta la Francia ci sarebbero oltre 260.000 persone nelle strade, oltre a quelli che sono scesi in strada a Parigi, dove nel pomeriggio si sono registrati violenti scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti. Oggi, il prefetto della Polizia ha reso noto che nella Capitale è stata fermata una ragazza che nello zaino aveva una bottiglia molotov, l’accendino, un sacchetto di bicarbonato e l’alcol ed è stata aperto un’indagine per i cori che sono stati scanditi a Beaugency, dove gli studenti di seconda generazione hanno inneggiato alla gloria di Mohamed Merah, terrorista jihadista franco-algerino, autore degli attentati seriali compiuti nel marzo 2012 tra Tolosa e Montauban, in Francia, intonando una canzone a lui dedicata. “Solo Allah può fermarmi”, hanno detto gli studenti. Ora la procura ha aperto un’inchiesta e da più parti si sottolinea come questa sia l’intifada promessa da tempo, che sta trovando la sua espressione per le strade francesi.
