Chiude la discarica di Bellolampo: rifiuti portati lontano da Palermo

Da oggi chiude ufficialmente la discarica di Bellolampo a Palermo per permettere i lavori di realizzazione della settima vasca, ma da domani i rifiuti saranno portati dall'altro lato dell'isola incidendo sui costi

La discarica di Bellolampo chiude i battenti per i ritardi della costruzione della settima vasca. La sesta vasca, invece, che era stata interessata dai lavori di ampliamento al fine di prolungarne la vita utile, ha definitivamente esaurito i volumi complessivamente autorizzati. Gli ultimi rilievi volumetrici hanno riscontrato una disponibilità di circa 2000 metri cubi residuali di volumetria utile per l’abbancamento dei rifiuti. Una boccata d'ossigeno che ha allungato la vita di qualche giorno. Adesso però non si può più rimandare. La Rap, l'azienda che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti a Palermo, nelle more della realizzazione della settima vasca e come da decreto regionale, è pronta per trasferire il sopravaglio presso altri impianti siciliani di smaltimento finale con capacità residuale tali di ricevere i rifiuti di Palermo. Un trasporto che triplicherà i costi e costringerà i mezzi a lunghe traversate dell'isola per mancare i rifiuti nelle altre discariche.

La Regione nel frattempo sostiene di aver investito 103 milioni di euro per finanziare nuovi impianti pubblici per il trattamento dei rifiuti in Sicilia. La giunta regionale nei giorni scorsi ha approvato la proposta dell'assessore regionale all'Energia Alberto Pierobon. Le somme serviranno anche ad aumentare l'incidenza del pubblico nel settore in vista del 2021 quando la raccolta differenziata dovrà raggiungere il 65 per cento e la quantità di organico da trattare, che è la parte più consistente della differenziata, sarà pari a 600 mila tonnellate l'anno. I finanziamenti saranno destinati alle Srr delle zone dove si registra maggiore carenza di impianti pubblici e saranno le stesse Srr, e quindi i Comuni, a decidere l'esatta localizzazione e la tecnologia da adottare, sempre secondo le indicazioni contenute nel piano rifiuti. La ripartizione delle somme vedrà il 30 milioni di euro destinati a Catania, 25 milioni a Messina, 30 a Palermo a 15 Siracusa.

Secondo i dati forniti dalla Regione entro tre anni la Sicilia arriverà al 65 per cento di raccolta differenziata. Eppure c'è un caso in Sicilia che fotografa una situazione paradossale. Bolognetta è il paese dove non si fa la raccolta differenziata: su 4187 abitanti del piccolo paese a pochi chilometri dal capoluogo solo l’0,4 per cento della popolazione fa la differenziata. L’allarme arriva direttamente dal report per il 2018 della Regione che pubblica i dati della raccolta differenziata per i 390 comuni dell’isola. I primi tre comuni virtuosi sono San Giuseppe Jato con l’82,9%, segue Rometta in provincia di Messina con l’82,7% e nel gradino più basso del podio Zafferana Etnea con l’82,1%. Insomma le prime tre posizioni si giocano sul filo dei decimali e i tre comuni hanno superato, quello che a lungo è stato il primo comune dell’isola per raccolta differenziata: Giardinello (sceso al sesto posto con l’80,3%).

All’ultimo posto c’è Bolognetta come l’0,4%, poco meglio Licata 1,4% e Pagliara in provincia di Messina con il 2,1% di raccolta differenziata. Numeri allarmanti e sono ancora più allarmanti se si considera che i comuni limitrofi a Bolognetta hanno fatto tutti decisamente meglio. Il circondario attorno a Bolognetta ha fatto registrare nel 2018 qualche dato più incoraggiante: Marineo (104esima posizione con il 60% di raccolta differenziata), Cefalà Diana (374 posto con l’8,4%), Godrano (263 posto con il 33,1%), Villafrati (153 ranking con 51,3%), Baucina (128 posto con il 55,5%) e Misilmeri (207 posizione con il 42,2% annua di raccolta).

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