Crolla un altro ponte Salvi due carabinieri "Siamo dei miracolati"

La loro auto schiacciata da un cavalcavia «Abbiamo udito scricchiolare, siamo fuggiti»

Due miracolati. Si definiscono loro stessi così i carabinieri Vincenzo Matera, 25 anni, e Giuseppe Marcigliano, 55 anni, sfuggiti per un pelo a una morte quasi certa. La loro auto di servizio è sotto un cavalcavia della Tangenziale di Fossano, nel Cuneese, venuto giù nel primo pomeriggio di ieri, schiacciata come una scatoletta di tonno da quella montagna di cemento spezzatasi in due manco fosse un wafer. I due militari stavano lavorando a un posto di blocco nella sottostante via Marene, controllavano i documenti di un automobilista. «Eravamo arrivati sul posto da poco, abbiamo sentito il ponte scricchiolare, ci siamo allontanati subito. Un attimo dopo è venuto giù tutto. Siamo due miracolati». Sono stati visitiati dai medici del 118, sono entrambi sotto shock.

Il crollo ha interessato una campata dell'asta di svincolo per Marene in località Fossano, al km 61,300 della strada statale 231 di Santa Vittoria. L'arteria è stata chiusa provvisoriamente al traffico, in entrambe le direzioni, tra i km 59 e 66. Il crollo è avvenuto per motivi ancora da accertare. L'Anas ha istituito una commissione d'inchiesta interna presieduta dal generale dei carabinieri Roberto Massi, direttore della Tutela aziendale di Anas, e composta da due ingegneri strutturisti ed esperti di tecniche costruttive. I primi accertamenti non escludono nessuna ipotesi, compresi, fanno sapere dall'Anas, «i possibili vizi costruttivi dell'opera». Di certo il cavalcavia, realizzato negli anni Novanta, «non rientrava nei piani di manutenzione straordinaria in quanto non presentava evidenze di problematiche strutturali, anche se, come avviene per tutte le opere Anas, era sottoposta regolarmente a ispezione. Anche in occasione dei monitoraggi programmati questa mattina (ieri mattina, ndr) da parte del sorvegliante e del caponucleo non è risultata visibile alcuna criticità».

«È gravissimo e inaccettabile che un ponte di recente costruzione avesse tali problemi di staticità da collassare in questo modo. Ritengo che vadano accertate con estrema urgenza le responsabilità nella realizzazione dell'opera e nell'esecuzione dei lavori. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto», si indigna il ministro il delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. «Non accetteremo risposte evasive: occorre individuare al più presto le responsabilità», dice il ministro per gli Affari regionali Enrico Costa. Sotto shock il sindaco di Fossano Davide Sordella: «Un crollo gravissimo e solo un miracolo ha evitato la tragedia». E mentre il Codacons chiede che la Procura proceda per la fattispecie di attentato alla sicurezza dei trasporti, il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli si chiede: «Ci prepariamo a stanziare 4,6 miliardi per mantenere i richiedenti asilo per tutto il 2017: ma con questi miliardi quanti ponti potremmo mettere in sicurezza?».

Non passa inosservata la frequenza di episodi simili negli ultimi tempi. L'Italia sembra cadere a pezzi. Nelle Marche si sono da poco asciugate le lacrime per Emidio Diomedi, 60 anni, e la moglie Antonella Viviani, 54 anni, morti il 9 marzo scorso per il cedimento di un ponte in manutenzione sull'A14 nei pressi di Ancona. Il 28 ottobre 2016 per il crollo di un cavalcavia sulla statale 38 ad Annone (Lecco) mentre passava un Tir morì Claudio Bertini, 68 anni. Quattro feriti invece il 7 luglio 2014 nel cedimento di un tratto del viadotto Petrulla, sulla strada statale 626 tra Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento. «Serve una mappatura dei cavalcavia del Paese», è il grido d'allarme della Cna-Fita, l'associazione degli autotrasportatori artigiani.

Commenti
Ritratto di mvasconi

mvasconi

Mer, 19/04/2017 - 09:25

e vai con il ponte verso la Libia, di primaria importanza per il benessere delle risorse e di chi ci lucra

Geom.Calboni

Mer, 19/04/2017 - 11:55

"L'Italia sembra cadere a pezzi". No, l'Italia sta cadendo a pezzi. E questo ne è un esempio lampante. Solidarietà ai 2 Carabinieri.

marco.olt

Mer, 19/04/2017 - 12:37

Ovviamente non ci sarà nessun colpevole a fine inchiesta (tra 20 anni), nessuna responsabilità di progettazione, nessuna per la realizzazione e nessuna per la manutenzione ..in Italianistan è sempre colpa della sfiga

Blueray

Mer, 19/04/2017 - 13:56

Si tratta di un viadotto con impalcato a conci in precompresso verosimilmente post-tensionati con i consueti trefoli interni in acciaio armonico. Sottopassandolo con la Google car si notano due giunti, ergo sono tre conci. In corrispondenza del giunto di dx, dalla foto, è avvenuta la rottura del/dei cavo/i di precompressione. E la struttura è collassata per flessione a causa del solo peso proprio. Le cause andranno ricercate fra la corrosione dei trefoli o la rottura delle intestature dei medesimi, a mio avviso meno probabile. Questo fatto impone un controllo capillare dell'intera tratta se costruita con analoghe scelte progettuali, dato che la condizione dei cavi di precompressione non è visibile all'esterno. Certo se non si prendono misure draconiane anti crollo, viaggiare sulle ns strade sarà a breve una sorta di roulette russa!