Il governo accelera sul fisco Assaggio di flat tax ad agosto

Il viceministro Garavaglia annuncia: «Possiamo fare qualcosa subito per le imprese con fatturati ridotti»

Un assaggio di flat tax via decreto, prima delle ferie estive. Il viceministro all'Economia Massimo Garavaglia nella sua prima uscita dalla nomina, ha fatto il punto sull'agenda del governo in politica economica. Per quanto riguarda la riforma delle aliquote fiscali, «penso che si potrà fare subito qualcosa nel 2018, in particolare sul fronte delle imprese».

L'esponente della Lega ha spiegato che al ministero di via XX Settembre sono già al lavoro. «Mi auguro di poter fare qualcosa prima di agosto in tema di pace fiscale per allargare i modelli di sistemi forfettari a favore delle imprese con fatturati ridotti, anche con una flat tax per le partite Iva».

Confermata quindi l'intenzione del governo di dare subito un segnale sull'economia con un provvedimento, un decreto legge che vedrà la luce a metà luglio, con misure per favorire lo sviluppo. Quindi semplificazioni (care al premier Giuseppe Conte), la revisione del codice degli appalti annunciata dal ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio. Forse un capitolo «lavoro» con la riforma dei centri dell'impiego oppure, meno verosimilmente, il «decreto dignità» annunciato dallo stesso Di Maio.

Poi le misure per il fisco delle imprese, che dovrebbe chiaramente entrare in vigore nel 2019. In attesa della dual tax sui redditi delle famiglie, cioè del sistema a due aliquote, 15% per cento fino a 80 mila euro e 20% per i redditi superiori, in agenda per il 2020.

Il sistema ad aliquota unica per imprese e partite Iva dovrebbe essere un'estensione del regime forfettario dei lavoratori autonomi con partita Iva e quello dei minimi.

Garavaglia ha poi confermato l'intenzione di sterilizzare gli aumenti dell'Iva, previsti dalle clausole di salvaguardia per il 2019. Già nella risoluzione di maggioranza al Def ci sarà un riferimento esplicito a modificare il Documento in autunno con la nota di aggiornamento e quindi annullare gli aumenti con la legge di Bilancio. L'esponente leghista ha poi confermato che l'innalzamento del tetto al contante non è nel programma di governo, come ha sottolineato Di Maio subito dopo l'uscita di Salvini al congresso di Confesercenti. Ma sarà discusso.

Garavaglia ha poi confermato che il governo varerà la cosiddetta «pace fiscale» che non è un condono. Come le misure per imprese e partite Iva, anche questa finirà nel decreto di metà luglio e sarà la rottamazione delle cartelle emesse fino al 2014, con dei meccanismi che favoriscano i redditi bassi.

La pace fiscale consentirà di avere delle risorse da spendere, anche se le entrate previste (circa 5 miliardi di euro) non possono essere contabilizzate nella legge di Bilancio.

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria è al lavoro anche per valutare gli effetti della fine del Quantitative easing. Lo stop all'acquisto di titoli di stato italiani da parte della Bce comporterà un aumento della spesa per interessi. Il governo intende puntare sugli investimenti, possibilmente esclusi dal deficit. E anche sula flessibilità concessa dall'Ue. Un assaggio di come andranno i rapporti con Bruxelles, l'Ecofin e l'Eurogruppo che si terranno la settimana prossima.