Isis, in carcere le voci dell'odio: "Deve scoppiare tutta l'Italia"

Rapporto dell'intelligence su imam e detenuti radicalizzati La gioia dopo gli attentati in Europa: "Facciamoli fuori"

«Se dovesse passare un agente di custodia, una donna, un medico, questi non sono nulla davanti a Dio. L'agente di custodia è un cane infedele e finirà all'inferno». Sono le voci dell'odio. Voci che riecheggiano quotidianamente dietro le sbarre delle nostre prigioni. Incoraggiate da alcuni dei 148 sedicenti imam che predicano nelle carceri e vengono identificati nel documento segreto del Dipartimento amministrazione carceraria di cui il Giornale pubblica alcuni stralci. Ma quelle voci non sono vacue esternazioni. Come spiega l'«Analisi di contesto e scenario 2016» sul fenomeno della radicalizzazione nelle carceri, quelle parole e quelle tesi servono a manipolare i detenuti musulmani «convincendoli a odiare coloro che professano altre fedi religiose».

Per capirlo ecco i passi di una «preghiera collettiva», citata nel documento, in cui un imam, ascoltato e registrato dal Nucleo Investigativo Centrale invita a denunciare i collaboratori delle forze dell'ordine e a mantenere atteggiamenti omertosi. «Chi collabora con le forze dell'ordine come informatore, devi raccontare quello che ha fatto. Mentre chi ruba, dice bugie, fa un omicidio, tu non devi andarlo a raccontare. Imparate a non raccontare i fatti dei vostri fratelli». Lo stesso imam in un'altra parte della predica insegna a disprezzare la civiltà europea. «In tutta l'Europa non c'è pudore né rispetto, è pieno di malattie e d'immoralità». Passaggi che gli analisti del Dap interpretano come «un chiaro esempio d'intolleranza per qualsiasi religione che non sia quella musulmana», per far capire che «chiunque non sia seguace di questo culto è un miscredente, un alleato di Satana e pertanto un nemico di Dio».

La radicalizzazione passa insomma attraverso le prediche dell'odio disseminate da alcuni imam durante le preghiere quotidiane seguite dai 7.646 musulmani delle nostre galere. E per capire come le prediche dei cattivi maestri rischino d' influenzare le menti degli 11mila detenuti provenienti da Paesi di religione musulmana ecco i passaggi dell'analisi del Dap, in cui un criminale comune spiega la progressiva adesione delle tesi dello Stato Islamico. «In tale luogo il ristretto avrebbe conosciuto delle persone che lo ascoltavano e superavano l'afflizione della pena rivolgendosi a Dio. La fede li univa, e mentre lui cercava di rispondere in maniera sempre più solerte ai dettami del Corano, cresceva nel gruppo l'odio nei confronti dei loro carcerieri e di tutti quelli che mancavano nei loro doveri verso Dio. In questo momento sarebbe cambiata radicalmente la sua mentalità portandolo anche a pensare che chiunque non avesse rispettato la sharia avrebbe meritato la morte per decapitazione».

Atteggiamenti da cui scaturiscono le numerose manifestazioni di esultanza con cui, come ammette l'analisi del Dap, sono state salutate le stragi dell'Isis in Europa. «Il detenuto, a voce alta, a seguito degli attentati di Parigi dell'11 novembre 2015, pronunciava frasi quali: Li dobbiamo fare fuori tutti, noi siamo i più forti prima i francesi e poi anche gli italiani. E poi ancora: Adesso tocca agli italiani, simulando l'esplosione di colpi da arma da fuoco». Ma gli esempi citati dall'analisi del Dap non si fermano qui. «Nella sera del 22 marzo 2016 alcuni detenuti hanno esultato per l'attentato terroristico di Bruxelles. Gli stessi, infatti, venivano sorpresi in camera a festeggiare ballando e gridando je suis Paris, je suis Bruxelles. Ascoltando il telegiornale che parla dei fatti di Parigi del 13 novembre 2015 il detenuto ha esultato con urla di gioia per oltre cinque minuti. Fonte confidenziale riferivano che un detenuto, durante la visione in tv della notizia dell'accoltellamento di 8 persone in un centro commerciale in Minnesota rivendicato dall'Isis, ha applaudito dicendo «ha fatto bene, Allah lo ricompenserà sicuramente. Se io fossi fuori farei una cosa peggiore al costo di morire perché andrei in Paradiso». La stessa fonte riferiva che un altro detenuto nell'apprendere della bomba scoppiata a New York esultava con le mani, alzando la testa al cielo e dicendo «Deve scoppiare tutta l'Italia». Passi inquietanti che raccontano come, prima dell'Italia, rischiano di scoppiare le sue carceri.

Commenti
Ritratto di Shard

Shard

Lun, 16/01/2017 - 09:02

E oltre il 50% dei jhadisti arrestati in Italia, l hanno mandati, ovviamente, in Sardegna (Sassari e Nuoro)!

venco

Lun, 16/01/2017 - 09:27

Bello, bello accogliere profughi poveri e bisognosi che poi si rivelano criminali.

roberto.morici

Lun, 16/01/2017 - 09:34

Secondo certi geni nostrani noi, padroni di casa, dovremmo "in ogni modo integrarci al loro modo di vivere".

Finalmente

Lun, 16/01/2017 - 09:40

la soluzione per questi ci sarebbe...

nopolcorrect

Lun, 16/01/2017 - 09:46

Ma perché mantenerli in galera a nostre spese? Lavori forzati in attesa del rimpatrio e rimpatrio appena possibile.

pensaepoiagisci

Lun, 16/01/2017 - 09:51

tutti a casa loro

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Lun, 16/01/2017 - 10:18

ISOLAMENTO, ecco come si rompono i legami. Se non vuoi infettare con la parte malata un'altra, tagli di netto qualsiasi legame o prossimità. Cosa si aspetta?

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Lun, 16/01/2017 - 10:20

In pratica le carceri diventano dei laboratori dove l'estremismo viene coltivato a nostre spese. Invece che risolvere il problema lo stiamo solo spostando in avanti di qualche anno, perché questi usciranno ed avranno incamerato tanto odio verso la nostra società che non ci penseranno mezza volta a raggiungere le vergini in paradiso facendosi saltare in aria.

Giulio42

Lun, 16/01/2017 - 10:34

Abbiamo scopeto l'acqua calda, sono anni che assistiamo a questa deriva ma il potere l'ha sempre negata e continua a farlo. Quello che non capisco, è perché non sono stati espulsi. Non escludo che una parte degli immigrati sia pacificamente integrato ma la politica delle porte aperte è stata una scelta scellerata che ha sottoposto gli italiani a regole e tradizioni imposte da chi viene da noi animato da odio e disprezzo. Sono gli immigrati che devono adeguarsi alle nostre tradizioni non il contrario.

Mobius

Lun, 16/01/2017 - 10:45

Sappiamo molto bene che cosa dovremmo fare, perchè non lo facciamo?

Giorgio Colomba

Lun, 16/01/2017 - 11:22

E meno male che il carcere dovrebbe tendere alla rieducazione del condannato per consentirne il proficuo reinserimento nella società civile... Ma di là dalle innegabili carenze strutturali dei nostri istituti di pena, il problema è ideologico e l'errore a monte: l'assoluta incompatibilità culturale tra noi e tali soggetti avrebbe dovuto indurre i nostri governanti a centellinare gli ingressi, non a moltiplicare gli sbarchi, ma la sirena del profitto presente per le coop e del voto futuro a sinistra ha ottuso le sinapsi "di lotta e di governo".

moshe

Lun, 16/01/2017 - 11:33

..... ma nonostante tutto, GLI IDIOTI CHE CREDONO ALL'INTEGRAZIONE, CONTINUANO AD ESISTERE!

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Lun, 16/01/2017 - 11:41

@Mobius, noi si che sappiamo cosa fare ma non possiamo fare nulla per il momento. pazienza, verra' il nostro momento.

handy13

Lun, 16/01/2017 - 11:58

..niente di più facile,...far scoppiare l'italia,..con il nostro buonismo li lasciamo fare ed entrare e predicare odio...ma una cella in isolamento da soli pane e acqua no.???...perchè lasciarli predicare anche in cella.?....NON c'è la legge.?...fatela, voi politici.!!!!

pietrom

Lun, 16/01/2017 - 12:02

@Roberto_70: "ISOLAMENTO, ecco come si rompono i legami". No, non puo' funzionare. L'isolamento e' attuabile quando il numero di persone coinvolte e' limitato. Isolare 11.000 detenuti credo sia un costo enorme, che non ci possiamo permettere. Ci vogliono soluzioni piu' drastiche, che tengano conto dei costi/benefici, senza curarsi troppo dei loro diritti.

ex d.c.

Lun, 16/01/2017 - 12:02

Loro non hanno nessun interesse a fare 'scoppiare' l'Italia. Inoltre hanno già provveduto gli attuali politici

timoty martin

Lun, 16/01/2017 - 12:23

E noi, siamo imbranati al punti di accoglierli, di dar loro da mangiare, vestire ed anche le case destinate agli Italiani poveri. Governo incapace.

Ritratto di Raperonzolo Giallo

Raperonzolo Giallo

Lun, 16/01/2017 - 13:12

Questa "linfa vitale per il nostro Paese" (cit), dovrà pure "valorizzare i suoi talenti" (cit) in carcere! Non appena usciranno, i "Fratèli in cerca di felicità" (cit) ci onoreranno attivamente della loro cultura.

Opaline67

Lun, 16/01/2017 - 13:35

I PROFUGHI POVERI E BISOGNOSI ERANO GIA' INVASATI CRIMINALI MOLTO PRIMA DI ESSERE ACCOLTI QUALI PROFUGHI POVERI E BISOGNOSI

agosvac

Lun, 16/01/2017 - 13:42

La cosa che desta meraviglia è che dopo queste testimonianze delle forze dell'ordine ancora non si siano sbattuti fuori dall'Italia questi delinquenti!!! Ormai è risaputo: non esistono profughi, se non in stretta minoranza, esistono integralisti che vengono in Italia a combatterci, con lo scopo di impossessarsi del nostro territorio.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Lun, 16/01/2017 - 13:50

tranquilli che ci state riuscendo benissimo.

manfredog

Lun, 16/01/2017 - 15:29

Come ci amano..pace e amore..!! mg.