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Politica economica

Carburanti, benzina self in autostrada sotto 2,20 euro. Anche Q8 accetta il tetto ai prezzi. Meloni: “Segnale importante”

Primi effetti sui listini della decisione di Eni e Ip di applicare il price cap. Ma gestori e operatori chiedono interventi più ampi sull’intera filiera

Benzinai Eni con prezzo benzina e diesel calmierato- Bologna 28 Settembre 2026 - Bologna - Italia (Photo Alessandro Ruggeri / LaPresse) Eni service stations with capped petrol and diesel prices – Bologna, 28 September 2026- Bologna - Italy (Alessandro Ruggeri/ LaPresse )

Il primo effetto sui listini comincia a vedersi. Dopo settimane di tensioni alla pompa, i prezzi dei carburanti segnano una discesa sulla rete italiana, mentre entra nel vivo l’iniziativa avviata da Eni e seguita da Ip per contenere il costo dei rifornimenti. Al fronte delle compagnie si aggiunge ora anche Q8 Italia, che ha annunciato l’introduzione di un price cap su benzina e gasolio per 30 giorni a partire dal 1° ottobre. In base ai dati diffusi oggi, 29 settembre, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il movimento al ribasso riguarda sia la rete stradale sia quella autostradale, dove la benzina self torna sotto la soglia di 2,20 euro al litro.

Benzina a 2,126 euro, il diesel scende a 2,335

Sulla rete stradale nazionale il prezzo medio della benzina self si attesta a 2,126 euro al litro, contro i 2,152 euro della precedente rilevazione: una riduzione di 2,6 centesimi. Più marcato il movimento del gasolio, che passa da 2,369 a 2,335 euro al litro, con un calo di 3,4 centesimi. I dati arrivano dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit basato sulle comunicazioni che ogni giorno il Ministero riceve dai gestori degli impianti.

In autostrada il calo è ancora più evidente

La flessione interessa anche la rete autostradale, dove i livelli restano superiori rispetto alla viabilità ordinaria. La benzina self scende da 2,214 a 2,180 euro al litro, tornando così sotto quota 2,20 euro. Il gasolio passa invece da 2,420 a 2,383 euro, con una riduzione di 3,7 centesimi. Già nella rilevazione precedente il Mimit aveva registrato una discesa dei prezzi autostradali, con benzina passata da 2,254 a 2,214 euro e diesel da 2,459 a 2,420 euro.

Q8 introduce il price cap dal 1° ottobre

Anche Q8 Italia entra nel fronte delle compagnie che intervengono sui prezzi alla pompa. Il gruppo ha annunciato l’introduzione di un price cap su benzina e gasolio per 30 giorni a partire dal 1° ottobre, accogliendo l’invito del governo a sostenere i consumatori in una fase di forte volatilità dei mercati energetici. Il tetto sarà applicato con un approccio modulare, adattato alle diverse caratteristiche della rete, mentre l’azienda assicura sostegno a gestori e partner per preservare la sostenibilità economica della filiera. Nella nota Q8 non indica, però, i livelli numerici del tetto massimo che verranno applicati. “Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei carburanti”, dice Giorgia Meloni “Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”.

1,99 euro per la benzina

A imprimere una nuova dinamica al mercato è stata soprattutto la scelta di Eni-Enilive, che dal 28 settembre ha fissato sulla propria rete un prezzo massimo self di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. L’iniziativa è prevista inizialmente per 30 giorni, con la possibilità di essere prolungata fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Ip parte da 300 impianti

Anche Ip, controllata da Socar, si è mossa nella stessa direzione. L’intervento è partito da circa 300 distributori, una ventina dei quali sulla rete autostradale, applicando gli stessi livelli indicati da Eni: 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il diesel. L’operazione è destinata ad allargarsi progressivamente sulla rete Ip sulla base delle diverse aree di mercato. Eni e Ip rappresentano insieme una quota rilevante della distribuzione italiana, rendendo l’estensione dell’iniziativa un elemento da osservare per capire l’evoluzione dei prezzi nei prossimi giorni.

Il governo guarda anche a Q8,

Il dossier resta aperto. Il governo è in contatto anche con Q8 e da parte del gruppo in questione sarebbero arrivati segnali positivi sulla possibilità di intervenire sui prezzi. Intanto Assopetroli-Assoenergia chiede che il meccanismo venga esteso anche alle vendite all’ingrosso, così da coinvolgere gli operatori indipendenti. Sindacati dei gestori e associazioni di categoria sollecitano inoltre soluzioni capaci di evitare squilibri competitivi tra le diverse reti.

Gli effetti

L’avvio dei prezzi calmierati ha attirato subito molti automobilisti, con code ai distributori e, in alcuni casi, scorte esaurite a Roma, Napoli, Firenze e in diverse aree della Lombardia. Ora l’attenzione si sposta sulla capacità dell’iniziativa di incidere davvero sui prezzi medi alla pompa: i primi ribassi sono già visibili, ma la portata dell’effetto dipenderà da quanto a lungo verranno mantenute le tariffe agevolate e dall’evoluzione dei costi energetici e degli approvvigionamenti.

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