Siria, la Ue dice sì all'embargo del petrolio

Si inaspriscono le misure contro il governo di Assad. All'embargo sulle armi, si aggiunge il blocco sul petrolio. Continua il blocco dei beni per i soggetti coinvolti nella repressione. L'Ue autorizza però gli aiuti umanitari al paese mediorientale

Damasco - Continua il braccio di ferro tra l'Europa e il governo di Assad. Si inaspriscono le sanzioni contro Damasco. Dopo il blocco della fornitura di armi al paese, l'embargo si allarga, arrivando a comprendere tutte le transazioni relative al petrolio del paese mediorientale. Predisposto anche il congelamento dei beni per altre tre società e quattro individui considerati responsabili delle repressioni in atto.

Il petrolio E' dunque in vigore lo stop imposto dall'Europa al petrolio proveniente dalla Siria. Il Consiglio dei 27, in risposta alle repressioni attuate dal governo di Damasco nei confronti delle proteste popolari, ha ulteriormente inasprito le sanzioni nei confronti del paese mediorientale, fermando i flussi di petrolio. Il blocco riguarda l'acquisto, l'importazione e il trasporto di petrolio e prodotti derivati dal petrolio di provenienza libica. Sottolinea una nota emessa da Bruxelles, "Non sarà possibile garantire alcun servizio finanziario e assicurativo per transazioni di questo tipo". Su richiesta dell'Italia l'embargo, altrimenti già in vigore, sarà congelato fino a novembre per tutti i contratti già in essere.

Beni congelati In aggiunte alle sanzioni già stabilite, il Consiglio europeo ha aggiunto tre società e quattro individui alle lista dei soggetti a cui sono stati congelati i beni e tolti i permessi di viaggio. Un'iniziativa equipollente è stata messa in atto dagli Stati Uniti, che hanno bloccato le risorse economiche siriane all'estero e gli investimenti americani nel paese mediorientale. I nomi coinvolti dal congelamento dei beni sono, a detta dell'UE, quelli dei funzionari siriani maggiormente responsabili delle repressioni in atto nel paese.

Gli effetti dell'embargo Le misure, soprattutto quelle relative al blocco del petrolio, dovrebbero essere particolarmente importanti, dato che l'Ue assorbe il 95% della produzione petrolifera della Siria. Resta in vigore anche l'embargo sulla fornitura di armi e attrezzature utilizzabili in azioni di repressione, decisa a maggio dal consiglio Ue. Autorizzati gli aiuti umanitari nei confronti della popolazione.