"Così diventai il Boss". Springsteen racconta i selvaggi anni Ottanta

In un documentario-intervista il cantante ricorda la nascita di "The River" e la sua svolta impegnata

«Volevo essere un cantautore, un commentatore, un osservatore ma anche entrare nella realtà delle cose. A quel punto della mia vita The River era il simbolo delle mie aspirazioni». Così Bruce Springsteen, dal giardino della sua casa, armato di chitarra acustica e di armonica a bocca, parla del suo classico album, uscito nel 1980, che riapparirà in una megaversione in un cofanetto con 4 cd e 3 dvd ricchissimi di inediti e di rarità. Il box uscirà il 4 dicembre e si intitola The Ties That Bind: The River Collection. Insomma di tutto e di più sul glorioso album che segnò una svolta radicale nella carriera del Boss. La confezione contiene innanzitutto il doppio album The River in versione originale, quello uscito il 17 ottobre 1980 e arrivato al numero 1 della classifica di Billboard, con singoli come Hungry Heart, arrivato al quinto posto della hit parade.

«Un album complesso - racconta Springsteen nel nuovo documentario di sessanta minuti The Ties That Bind, diretto da Thom Zimmy, che raccoglie un'intervista a tutto campo e immagini della registrazione e dei concerti di The River - perché è stato difficile creare un disco omogeneo con un così vasto range di influenze. Lì si sono concentrate le mie radici, dal puro rock al country di Roy Acuff e Tammy Wynette. Volevo raccontare il mio mondo e al tempo stesso quello che mi circonda, come dovrebbe fare ogni vero autore. A 30 anni era complicato, avevo sempre in mente i legami imperfetti che tengono insieme la società. Volevo farne parte: non volevo stare lì fuori a guardare, ma al tempo stesso volevo difendermi dalle mie inclinazioni più dark e pessimiste».

Paradossalmente The River fu il disco che fece aumentare le quotazioni del Boss come rockstar (Born to Run lo aveva trasformato nel «Futuro del rock'n'roll» come scrisse Dave Marsh) e al tempo stesso ne aumentò lo spessore di cantautore socialmente impegnato. Nel 1980, dopo il Vietnam, il Watergate, la crisi degli ostaggi in Iran, l'America girava pagina e nominava presidente Ronald Reagan. La sera successiva Springsteen suonava a Tempe, all'Arizona State University. Davanti a migliaia di giovani, prima di attaccare Badlands, disse al pubblico: «Non so cosa pensiate di ciò che è successo la notte scorsa, ma io lo trovo terrificante. Voi ragazzi siete giovani, e penso che da voi dipenderà il nostro futuro, così vi dedico questo pezzo». Per continuare con la musica, il terzo disco, The River Single Album, contiene i dieci pezzi incisi da Springsteen come seguito di The Darkness On the Edge of Town mai pubblicato. «Alle canzoni mancava quella sorta di coesione e intensità concettuale - dice Springsteen - che mi piace avere nella mia musica». Sette dei dieci brani poi finirono su The River con arrangiamenti e testi diversi mentre altri, come Cindy, rimasero definitivamente fuori.

L'ultimo cd è The River: Outtakes, che comprende tutte le session di registrazione dell'album con 22 brani mai incisi, rari o catturati soltanto su bootleg dal vivo come Paradise By The C o From Small Things (Big Things One Day Come).Oltre al nuovo documentario The Ties That Bind, c'è anche il film musicale (sempre per la regia di Zimmy) Bruce Springsteen & The E Street Band: The River Tour, Tempe 1980, cui abbiamo già accennato, che in 2 ore e 40 raccoglie le prime versioni dal vivo dei pezzi di The River ed è considerato un classico tra le centinaia di show tenuti dal Boss. Per gli incontentabili ci sono anche 20 minuti di prove con l'elaborazione degli arrangiamenti e un libro con 200 foto, di cui molte assolutamente inedite.

Commenti

Shukanikita

Mar, 24/11/2015 - 09:27

Ah, se solo al mondo ci fossero un pò più Springsteen......