Fedez-Rovazzi e la presunta indagine degli ex 007 di Israele

Secondo l'Espresso, i due cantanti sarebbero stati indagati da ex agenti del Mossad per conto della Siae (che ha smentito). L'obiettivo? Trovare lati oscuri legati alla Soundreef, il soggetto che ha infranto il monopolio sulla gestione dei diritti d'autore

Fedez e Fabio Rovazzi messi sotto indagine dagli 007 israeliani per conto della Siae? Quella che sembra l'improbabile trama di un Bond all'italiana, assume i contorni della verità. Almeno secondo L'Espresso. Un'inchiesta condotta da Emiliano Fittipaldi rivela che nell'ambito della guerra sui diritti d'autore tra Siae e Soundreef (la società che per conto dell'associazione Lea riscuote i diritti di copyright dei suoi artisti), la Siae si sarebbe rivolta alla società di investigazione privata Ifi Advisory per scoprire presunti lati oscuri e illeciti della Soundreef e dei suoi iscritti, come Fedez e Rovazzi. E Ifi Advisory avrebbe chiesto aiuto per l'attività di intelligence a un'agenzia privata israeliana fondata da ex agenti del Mossad, i servizi segreti che tutelano la sicurezza di Israele.

Sette anni dopo la nascita ufficiale di Soundreef - un gestore indipendente di diritti d'autore fondato a Londra dagli italiani Davide D'Atri e Francesco Danieli che opera in Italia dal 2014 - un pesantissimo sasso viene lanciato nel profondo stagno che separa gli interessi della Siae da quelli di Soundreef Italia. L'Espresso scrive che Siae avrebbe incaricato una società di investigazione privata di spiare le attività di Soundreef e di alcuni dei suoi iscritti, come Fedez e Rovazzi. In cambio, Siae avrebbe pagato una somma di 400 mila euro.

Ma c'è di più. Perché nello svolgere il suo lavoro, Ifi Advisory avrebbe chiesto aiuto a Black Cube, un'agenzia privata israeliana fondata da ex agenti del Mossad. Questa agenzia privata avrebbe analizzato le attività delle varie società che fanno capo al gruppo Soundreef e soprattutto avrebbero organizzato degli incontri per registrare di nascosto le parole di ex dirigenti e associati del gruppo, come i già citati Fedez e Rovazzi. Il tutto per ottenere informazioni sensibili su eventuali irregolarità nei contratti tra la società e i suoi aderenti. Il lavoro sarebbe stato riassunto in un report chiamato "Progetto spotlight".

Dopo la diffusione della notizia, la Siae ha pubblicato un comunicato stampa nel quale smentisce di avere "indagato su società e artisti. L'unico nostro obiettivo è tutelare gli associati. Siae si è limitata a richiedere alla società italiana IFI Advisory un approfondimento sul panorama internazionale del diritto d’autore, sulle relative grandezze e dinamiche economiche. Da sempre Siae adotta e adotterà nei confronti di Sounreef ogni azione lecita a tutela dei suoi 80 mila associati: infatti, le azioni degli operatori in campo devono essere svolte nell'ambito delle regole che, come è ovvio, sono e devono essere uguali per tutti".