Roma, agguato nel Parco degli Acquedotti: ucciso con un colpo di pistola "Diabolik"

L'uomo, ex ultras della Lazio, è stato colpito alle spalle da un proiettile all'altezza dell'orecchio

Fabrizio Piscitelli, detto ‘Diabolik', ex ultras della Lazio, è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa.

L'agguato è avvenuto in un parco sulla Tuscolana, a Roma, nel pomeriggio di oggi intorno alle ore 19. Il fatto sarebbe avvenuto all'interno del Parco degli Acquedotti, zona Cinecittà. A dare l'allarme sarebbe stato un passante. Secondo una primissima ricostruzione, qualcuno avrebbe sparato alle spalle a Piscitelli, colpito da due proiettili di pistola alla schiena e alla testa all'altezza dell'orecchio. Il proiettile gli avrebbe trapassato il cranio.

Si tratta probabilmente di un regolamento di conti nell'ambiente della tifoseria ma le indagini sono ancora all'inizio. Quasi certo che si sia trattato di un omicidio premeditato. Piscitelli, 53 anni, stava percorrendo viale Monia, quando all'altezza del civico 273, un uomo in tenuta da jogging gli ha sparato alle spalle. Ad indagare sull'omicidio saranno anche i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia. In procura, a Roma, è stato aperto un fascicolo di indagine, al momento a carico di ignoti, coordinato dal pm di turno esterno e da quello della Dda.

Fabrizio Piscitelli, da sempre noto come "Diabolik", è lo storico capo ultrà degli Irriducibili della Lazio finito in manette per narcotraffico. Ha accumulato nel corso degli anni un patrimonio di oltre due milioni di euro: automobili, immobili di lusso e partecipazioni societarie. Il capo ultrà faceva soldi anche commercializzando gadget della Lazio e aveva fondato un'azienda il cui capitale era diviso a metà tra la moglie e la figlia. Nel corso degli anni Diabolik aveva accumulato una sfilza di carichi pendenti e di sentenze passate in giudicato ed era finito sotto processo per un brutto episodio di estorsione ai danni del presidente della Lazio Claudio Lotito, la tentata scalata alla società.

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Commenti

Michele Calò

Mer, 07/08/2019 - 21:33

Qui la tifoseria calcistica non c'entra nulla: dati i precedenti è piu' probabile che si tratti di un regolamento di conti tra narcotrafficanti. Magari quello che impensierisce è la contiguita' tra le tifoserie del calcio e la criminalita' organizzata.

hallogram

Gio, 08/08/2019 - 07:21

Via Lemonia e non viale Monia