Serie A e Serie B nel caos: ecco i criteri per i possibili ripescaggi

Si annuncia un'estate di passione per il calcio italiano. Con Chievo e Parma a rischio retrocessione e la mancata iscrizione in B di Bari e Cesena (con l'Avellino in stand-by), ecco i criteri adottati dalla Figc per stilare l'elenco delle ripescate

Mentre il mondo del calcio continua a celebrare la vittoria della Francia in Coppa del Mondo, i tifosi italiani pensano ad altro. Non solo al calciomercato, ma anche a quanto sta succedendo tra Serie A e B. I fallimenti di Cesena e Bari e i problemi con la giustizia sportiva di Parma e Chievo potrebbero portare a un rimescolamento senza precedenti dei due principali campionati italiani di calcio. Per riempire i posti resi vacanti dalle (eventuali) retrocessioni, ci saranno dei ripescaggi. In base a che criteri?Occorre fare riferimento ai documenti ufficiali pubblicati lo scorso 30 maggio dalla Figc e consultabili/scaricabili qui.

Criteri ripescaggio Serie A

La Figc ha stabilito che i criteri seguiti per eventuali ripescaggi in Serie A saranno tre: classifica finale dell'ultimo campionato, tradizione sportiva della città e spettatori medi nelle cinque stagioni precedenti. Questi tre criteri non avranno tutti lo stesso peso: la classifica della stagione 2017/2018 conterà per il 50%, mentre blasone e presenze allo stadio soltanto il 25% a testa.

Cominciamo dalla classifica finale dell'ultimo campionato. Nel conteggio rientrano tutte le squadre tra A e B a partire dal 18esimo posto della massima serie 2017/2018. Si va dai 18 punti del Crotone - arrivato terz'ultimo l'anno scorso - ai 17 del Verona, ai 16 del Benevento fino al solo punto dell'Ascoli, che nella passata stagione si è salvato dalla retrocessione in C grazie ai play-out. I punti conquistati secondo questo criterio valgono il 50%, contro il 25% della tradizione sportiva della città di provenienza. Come si calcola? Il sistema è abbastanza complesso. Per sintetizzare, si attribuisce un determinato punteggio per ognuna delle voci considerate, tra cui spiccano i 10 punti per la partecipazione a ogni campionato di Serie A a partire dalla stagione sportiva 1929/1930, 4 punti per ogni Scudetto vinto, 2 punti per ogni Coppa Italia, 1 per la Supercoppa e così via. Il terzo e ultimo criterio - sempre 25% - è quello relativo al numero medio degli spettatori allo stadio tra le stagioni 2012/2013 e 2016/2017, ottenuto dividendo il totale degli spettatori (paganti e abbonati) per il numero di partite disputato in casa. Alle società prese in considerazione nel calcolo sarà attribuito un punteggio crescente partendo dalla società col valore più basso.

La classifica delle eventuali ripescate si otterrà con questa formula matematica: punteggio classifica x 0,5 + punteggio tradizione sportiva x 0,25 + punteggio numero medio spettatori x 0,25. Un metodo di conteggio simile a quello previsto per la Serie B.

Criteri ripescaggio Serie B

Per la definizione della griglia delle squadre ripescate in cadetteria, la Figc ha stabilito gli stessi criteri - e con lo stesso peso - della Serie A. Rispetto alla massima serie, cambia soltanto qualche parametro. Per quanto riguarda il piazzamento nell'ultimo campionato, che pesa sempre per il 50% del punteggio finale, nel calcolo della Federazione rientrano tutte le società iscritte agli ultimi campionati di Serie B e C. Si parte dalla società perdente il play-out del campionato di Serie B 2017/2018, la Virtus Entella, a cui saranno attribuiti 51 punti. 50 al Novara, 49 alla Ternana e giù a scendere fino alle ultime classificate dei tre girone di Serie C. Si passa poi alla tradizione sportiva della città, che vale il 25% e verrà calcolata sulla base degli stessi parametri adottati per la Serie A: partecipazione a campionati di massima serie, B, C, Lega Pro e così via. Infine, ecco il terzo e ultimo criterio del numero medio degli spettatori allo stadio di casa tra le stagioni 2012/2013 e 2016/2017.

ULTERIORI CLAUSOLE PER A E B

Rimangono da fare alcune precisazioni. Nello stesso documento diffuso dalla Figc, sono riportate le clausole che portano all'esclusione dalla possibilità di colmare vacanze di organico delle società che:

  • sono state ripescate nelle ultime cinque stagioni sportive in qualsiasi campionato professionistico;
  • hanno subìto sanzioni per illecito sportivo e/o per violazione del divieto di scommesse, scontate nelle stagioni 2016/2017 e 2017/2018, nonché le società che, al momento della decisione sulla integrazione delle vacanze di organico, abbiano subito sanzione per illecito sportivo e/o per violazione del divieto di scommesse da scontarsi nella stagione 2018/2019;
  • hanno scontato nelle stagioni sportive 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018 sanzioni per il mancato pagamento, nei termini prescritti, degli emolumenti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo o delle ritenute IRPEF, o dei contributi INPS o del Fondo Fine Carriera relative ai suddetti emolumenti;
  • hanno acquisito nelle stagioni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018 il titolo sportivo di un campionato professionistico.

Infine, sempre da norme Figc, le società chiamate a integrare l’organico dei Campionati di Serie A e Serie B, dovranno versare un contributo straordinario alla Figc di 5 milioni di euro per integrare l’organico del campionato di Serie A e 700 mila euro per l'iscrizione alla Serie B. Insomma, anche il ripescaggio ha i suoi onori (e i suoi oneri).