Urwerk, prossima ai 30 anni di attività (fondata nel 1997 da Felix Baumgartner, maestro orologiaio, e Martin Frei, designer), nel suo percorso di ricerca mirato a ridefinire i limiti tradizionali dell’Alta Orologeria, per spingerli verso un territorio assolutamente proprio ed individuale, con l’UR-300 Time Quantum s’insinua ancora più a fondo tra gli elementi costitutivi della misurazione del tempo. Il suo classico schema d’indicazione oraria, che potremmo definire vagante, basato su di un sistema satellitare composto da braccia rotanti per l’ora, interagenti con un arco di cerchio a definire i minuti, penetra nel contesto subatomico, reinterpretando l’entanglement: un continuum spazio-temporale, in cui due o più particelle (elettroni o fotoni) si collegano in modo tale che lo stato di ciascuna non può essere descritto indipendentemente dalle altre, anche se separate da grandi distanze. Si tratta di meccanica quantistica, un fenomeno fondamentale per comprendere il funzionamento di tutto ciò che ci circonda. In luogo dei suddetti satelliti orbitanti, coinvolti in una rotazione compatta, troviamo due entità polarizzate che si muovono in una simmetria riflessa e intrecciata, esplicitando non uno scatto retrogrado, come in precedenza (esempio, l’UR-150), ma un rapido salto in avanti per segnalare il passaggio da un’ora all’altra. In sostanza, due moduli orari lineari sono fissati perpendicolarmente, formando una struttura a T, entrambi a doppia estremità, con un prisma orario trilaterale su ciascuna di esse, per coprire tutte le 12 ore. Tale conformazione a T è calibrata in modo che il prisma orario alla base mostri l’ora, muovendosi, lungo un arco di 108° (scala dei minuti da 0 a 60). Quando la base della T raggiunge il 60° minuto, la struttura subisce una trasformazione per lo scatto dell’ora, scattando in avanti e ruotando di 72°, per portare in posizione il prisma orario successivo: quella che prima era la traversa della T ruota attorno al suo punto medio e diventa il nuovo stelo, allineandosi con il minuto 0, e viceversa; contemporaneamente, tutti i prismi orari ruotano per configurare correttamente la nuova ora e predisporsi per il salto successivo. La trasformazione dall’orbita dei pianeti alla danza delle particelle, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, avviene in una cassa tipicamente Urwerk, allungata e geometrica, da 45,2 x 58,8 x 18,25 mm, in titanio grado 5 (anche in versione DLC nero, 25 pezzi per ciascuna variante), alimentata dal calibro automatico di manifattura UR-30.01.V (bariletto a doppia molla, 44 ore d’autonomia). Osserva Baumgartner: «Lo stato di equilibrio atomico, se s’introduce energia nel suo sistema, si disgrega, si riorganizza e si evolve verso un nuovo stato. Sotto il vetro zaffiro dell’UR-300 si verifica una sorta di reazione atomica, in tempo reale». Sia Urwerk che Ressence (articolo in basso) sono proposti presso LOFT di Hausmann & Co, in via di San Giacomo 20, a Roma.
