L’inverno sta arrivando e con esso aumenta la preoccupazione degli italiani per le bollette da pagare, mentre i prezzi dell’energia rimangono alle stelle. Ma il governo non resta a guardare.Così ieri, su uno di quei dossier che si temeva avrebbe preso polvere nei corridoi di Bruxelles, è invece arrivato l’ok definitivo: il piano tutto italiano per calmierare i prezzi dell’energia ha superato l’esame dell’Unione europea. Un’intesa fondamentale che punterà ad alleggerire il peso sulle famiglie italiane.L’accordo non arriva come una sorpresa, infatti sono state necessarie discussioni «intense e costruttive» tra le parti.La misura si inserisce nella cornice del Metsaf (Middle East Crisis Temporary State Aid Framework), ovvero un progetto temporaneo sugli aiuti di Stato pensato per attutire l’impatto dei costi del gas sui prezzi dell’elettricità. Come spiegato da un portavoce della Commissione europea, il meccanismo si ispira al «modello iberico» - il regime Mibel che è stato approvato nel 2022 - e agisce direttamente sui costi di approvvigionamento delle centrali alimentate a combustibili fossili.L’obiettivo è chiaro: sterilizzare temporaneamente l’effetto domino del gas - che ieri ha chiuso sopra gli 88 euro al megawattora - sulla bolletta elettrica, preservando al contempo gli incentivi agli investimenti nelle fonti rinnovabili.Nella pratica, cosa cambia per le famiglie? Facciamo prima un passo indietro: in Italia l’energia viene prodotta sia tramite le fonti rinnovabili che con il gas, ma nella maggioranza dei casi sono i costi del gas a definire la spesa mensile in bolletta. Abbassando, anche se in modo solo temporaneo, il prezzo del gas, allora frenano anche le bollette. Non ci sono ancora certezze sul tetto negoziato tra il governo italiano e Bruxelles, ma sono trapelate informazioni che lasciano intendere a un intervallo tra i 55 e i 65 euro al megawattora, con uno sconto potenziale fino a 30 euro rispetto al prezzo attuale. Chiaramente la differenza tra il costo reale e il tetto stabilito non evaporerà, ma sarà lo Stato stesso a coprirlo. Partendo da questi numeri, possiamo stimare anche il risparmio per le singole famiglie. In media l’energia prodotta con il gas costa quasi due volte il prezzo del gas, a cui va aggiunto anche il costo della CO2 perché si applica l’Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione che pesa, secondo l’Arera, per circa 33 euro per megawattora. Questi chiaramente sono solo i costi di produzione, poi l’effettivo valore della bolletta si gioca sul mercato dell’energia.Con il tetto stimato, dovremmo assistere a un taglio intorno al 25% del prezzo all’ingrosso, che per le singole famiglie si tradurrebbe in un risparmio medio vicino ai 200 euro annui.Dal Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Capri, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha spiegato che l’intesa consentirà anche di «utilizzare risorse già destinate al decreto per compensare le imprese dalle distorsioni del grave meccanismo, per noi folle, degli Ets». È proprio il sistema europeo di scambio delle quote di emissione che rimane uno dei nodi centrali del confronto politico. Sebbene l’accordo con Bruxelles specifichi che il decreto compenserà esclusivamente il rincaro del gas escludendo la copertura diretta dei costi CO2, l’esecutivo spinge per una revisione del sistema. Sempre da Capri, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha ribadito che «il sistema degli Ets va assolutamente riformato».Intanto, con l’intesa di massima in cassaforte, spetta ora all’Italia inviare la notifica formale. La Commissione si è detta pronta a valutare e approvare il piano nel più breve tempo possibile.

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