Un’ora e mezza di riunione per ribadire che se da una parte si intende garantire la libertà di manifestare, dall’altra serve una «risposta ferma» e «rapida» dello Stato. Risposta che arriverà già oggi alle 17.30, quando il Consiglio dei ministri si riunirà per varare un decreto legge con nuove misure per prevenire e contenere disordini di piazza.
Dopo un week end di violenze e saccheggi, ieri mattina Giorgia Meloni ha presieduto a Palazzo Chigi un vertice ad hoc dedicato all’ordine pubblico, un incontro che parte dall’analisi dei disordini che si sono verificati in diverse città italiane (Milano su tutte) e su cui relazionano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano (che ha la delega ai servizi) e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Una riunione a cui prendono parte i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e i vertici delle Forze dell’ordine e dell’intelligence. E nella quale emerge preoccupazione per un fenomeno che viene definito «complesso» e «con aspetti di novità rispetto al passato anche recente» e con «una varietà di causali da decifrare».
Perché, hanno convenuto tutti i presenti, non siamo di fronte a dinamiche conosciute come le proteste degli antagonisti o degli anarco-insurrezionalisti, ma a dei «ragazzini che escono da scuola e si autoconvocano sui social» (l’85% dei fermati a Milano sono minorenni, anche sotto i 14 anni). Una valutazione molto simile a quella che sembra scorgersi nelle parole di Sergio Mattarella che parla di «violenze inaccettabili» che «sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti».
Anche per questa ragione Meloni è intenzionata a dare una risposta celere. Tanto che già da domenica i tecnici dei diversi uffici legislativi dei ministeri sono al lavoro sul decreto legge da approvare oggi e nel quale dovrebbero convergere alcuni provvedimenti contenuti nel disegno di legge Sicurezza in conversione al Senato. Un lavoro in verità ancora in fieri, tanto che questa mattina si terrà un’altra riunione tecnica per limare il testo anche alla luce delle interlocuzioni con il Quirinale (nel tardo pomeriggio al Colle non era arrivata alcuna bozza del provvedimento).
Le novità dovrebbero riguardare l’estensione del fermo preventivo sui minori (quindi non solo identificazione sul posto ma anche accompagno in caserma per accertamenti), l’inasprimento dei reati di devastazione e saccheggio (con l’arresto obbligatorio per i reati compiuti durante le manifestazioni e la possibilità di arresto differito enni e la possibilità di arresto differito entro 48 ore), sanzioni amministrative per i genitori dei minori di 14 anni che mettano in pericolo l’ordine pubblico e misure contro le baby-gang. Su quest’ultimo punto in particolare insiste Salvini. «Qualcuno cercava il morto che per fortuna non c’è stato, ma - dice - i fatti di cronaca confermano la necessità e l’urgenza della proposta di legge della Lega “anti-maranza”».
Novità anche sul fronte dell’ordine pubblico, con il governo che rafforzerà l’operazione «Strade sicure» a Milano con lo schieramento immediato di altri 500 militari in aggiunta a quelli già a supporto delle forze dell’ordine.
Un’iniziativa che Salvini rivendica sui social: «Dalle parole hai fatti, una vittoria della Lega». Una norma su cui sta lavorando Crosetto insieme al suo sottosegretario Matteo Perego. «Facile annunciare militari in più senza nemmeno affrontare il problema di cosa dovranno fare e come. Perché abbia un senso - dice il ministro della Difesa devono poter agire come le forze di polizia, ovviamente solo per il tempo necessario» (cioè tre mesi).
