C’è anche Lorenzo Pregliasco tra quelli che hanno avuto modo di conoscere il linguaggio di Youssef Siher, il trentenne individuato dagli investigatori come presunta mente del Movimento 17 ottobre. E il ricordo non è dei migliori. “Dev’essere lo stesso Youssef Siher che mi diede del razzista e del suprematista bianco (!)”, ha scritto su X il cofondatore di YouTrend, aggiungendo una considerazione tutt’altro che secondaria: “Già allora ero sconvolto che una realtà seria e importante come ISPI potesse essere associata a un simile personaggio...”.
A corredo del tweet, Pregliasco ha pubblicato uno screenshot eloquente. Siher accusava i suoi interlocutori di essere “razzisti, islamofobi, suprematisti bianchi, eurocentrici, colonialisti e imperialisti”. Non proprio un invito al confronto. Nel messaggio, il trentenne sosteneva inoltre che libertà, giustizia e democrazia fossero principi utilizzati soltanto quando facevano comodo, denunciando un presunto atteggiamento xenofobo nei confronti degli arabi.
https://x.com/lorepregliasco/status/2114007445148197125
Parole che oggi assumono un peso diverso, alla luce dell’inchiesta della Procura di Milano. Ricordiamo infatti che Siher, italiano di origini marocchine, è indagato per istigazione a delinquere nell’ambito delle indagini sulla pagina Instagram del Movimento 17 ottobre, utilizzata per rilanciare nuove mobilitazioni dopo le violenze che hanno sconvolto Milano.
Ma l’episodio ricordato da Pregliasco è soltanto uno dei tanti. Come ricostruito nelle ultime ore, nel 2024 Siher replicò a un messaggio del ministro degli Esteri Antonio Tajani sull’uccisione del riservista italo-israeliano Rafael Kauders con un eloquente “Alhamdulillah”, espressione araba che significa “Grazie a Dio”. E già il 7 ottobre 2023, nel giorno del massacro compiuto da Hamas in Israele, aveva risposto a un messaggio di solidarietà di Matteo Salvini con “Allahu Akbar”.Tra le altre uscite social figurano la contestazione del ruolo della Brigata ebraica nella Resistenza italiana e il ricorso allo slogan “From the river to the sea”.
Un repertorio che difficilmente può essere liquidato come una semplice intemperanza social. E che rende comprensibile lo sconcerto espresso da Pregliasco. Prima ancora che gli investigatori accendessero i riflettori sul Movimento 17 ottobre, il linguaggio del suo presunto ideatore era già sotto gli occhi di tutti.
