“Solo un troglodita lo fa”. Licia Ronzulli non usa mezzi termini e demolisce Roberto Vannacci dopo l’uscita del generale contro Tommaso Cerno. Nel mirino della senatrice di Forza Italia ci sono le parole del leader di Futuro Nazionale, che nei giorni scorsi ha pensato bene di tirare in ballo il direttore del Giornale, parlando di “gusti invertiti”. Un attacco personale che ha sollevato un’ondata di indignazione, anche all’interno del centrodestra, e che Vannacci ha tentato di giustificare aggrappandosi persino al dizionario.
“Non è normale nel 2026 chiamare invertito un omosessuale che ancora oggi su tanti fronti deve subire discriminazioni. Solo un troglodita lo fa”, le parole dell’esponente azzurra: “E secondo me Vannacci, in preda alle rievocazioni storiche che genera con la sua intelligenza artificiale, sicuramente si è fermato al Medioevo, o forse ci è entrato dentro. Quindi, caro Vannacci, esci da ChatGpt”. Parole durissime, quelle pronunciate da Ronzulli, che rispedisce al mittente le provocazioni dell’ex generale.
La polemica era esplosa dopo le dichiarazioni di Vannacci (ma non solo, basti pensare alle parole di Rossano Sasso) sulle fasce protette in televisione e sulla necessità, a suo dire, di impedire la “propaganda gender e omosessualista” negli orari in cui i bambini sono davanti allo schermo. Una posizione contestata da Cerno, al quale il generale ha replicato abbandonando il terreno del confronto politico. “Non so se chi ha gusti invertiti abbia il patentino per sparare corbellerie più grosse rispetto a chi ha i gusti che si inquadrano nella normalità”, aveva dichiarato Vannacci, rincarando poi la dose con riferimenti alla “preferenza erotica per i maschietti” del direttore.
Un’uscita che si commenta da sola. Anziché rispondere nel merito delle critiche, il leader di Futuro Nazionale ha preferito rispolverare un’espressione offensiva e discriminatoria. E quando il caso è esploso, invece di fare marcia indietro, ha insistito: “Invertito significa volgere o dirigere nel senso opposto, parlare di inversione non vuol dire discriminare”. Come se bastasse una definizione lessicale a cancellare il significato dispregiativo assunto da una parola.
A intervenire è stato anche il consiglio di amministrazione della Rai, che ha giudicato “inaccettabili” le parole di Vannacci. Lo stesso Cerno aveva replicato accusando il generale di non reggere il confronto nel merito e di avere un “serio deficit di contenuti”. Ora arriva anche l’affondo di Ronzulli a stigmatizzare quella sparata vergognosa.
