Parlare di una coppia omosessuale in televisione? Per Rossano Sasso non si dovrebbe fare, almeno dalle 6 alle 23. È da qui che è partito l’attacco dell’esponente di Futuro Nazionale a Pierluigi Diaco, finito nel mirino durante un intervento a “La Zanzara”, su Radio 24. Parole che non sono passate inosservate e che hanno spinto il conduttore di “BellaMa” a replicare senza giri di parole: “Noi conduttori rispondiamo solo ai nostri vertici, non alla politica”. Al suo fianco si è schierato Maurizio Gasparri, difendendo la professionalità del giornalista e la sobrietà della trasmissione di Rai 2: “Evidentemente per qualcuno i pregiudizi valgono più di una valutazione sulla serietà e sulla professionalità”.
Ma andiamo per gradi. A innescare la polemica è stato Sasso, ex deputato della Lega oggi nella formazione di Roberto Vannacci. “Non si può assolutamente parlare di una coppia omosessuale come ha fatto Diaco in TV nella fascia dalle 6 alle 23, non si deve fare soprattutto per i bambini che oggi hanno bisogno di certezze, non possono avere come modello qualcosa che mette in discussione le basi della nostra società”, le sue parole a “La Zanzara”. Un attacco che dal conduttore si è allargato alla presenza di temi Lgbtq+ nei programmi televisivi. “Non c’è motivo di sfruttare la televisione di Stato per lanciare messaggi che inducono alla confusione sessuale”, ha aggiunto Sasso, secondo il quale questi contenuti “inducono alla perdita di identità”.
L’esponente di Futuro Nazionale ha proseguito sulla stessa linea rispondendo alle domande della trasmissione. Sulla possibilità di mostrare il Gay Pride in televisione ha affermato: “No, sono atti osceni in luogo pubblico”. E ancora: “Andrebbero fermate ed identificate le persone che fanno effusioni ai limiti della pornografia figuriamoci se possiamo trasmetterle in televisione, quello non è orgoglio ma pagliacceria”. Bocciatura anche per “Miss Trans”, il format condotto da Vladimir Luxuria su YouTube, e per la presenza di una coppia gay in un cartone animato: “Assolutamente no, in maniera subdola attraverso i cartoni animati provano a confondere i nostri figli con la fluidità sessuale”.
Diaco non ha lasciato cadere le accuse. Il conduttore ha riportato la questione sul terreno delle competenze e della libertà editoriale: “Quello che si può e/o non si può fare nella tv pubblica, nella fascia oraria in cui conduco ‘BellaMa’ su Rai2, lo decido io in qualità di autore e conduttore. Ma prima di me lo decide il mio direttore Angelo Mellone nel rispetto della linea editoriale che concorda con il nostro Amministratore Delegato Giampaolo Rossi”.
Una risposta che ha posto l’accento sulla catena delle responsabilità aziendali, respingendo le ingerenze politiche sui contenuti della trasmissione. “La Rai è un’azienda solida e libera e noi conduttori rispondiamo solo ai nostri vertici, non alla politica”, la sottolineatura di Diaco. Poi la conclusione: “E’ l’ultima volta che rispondo pubblicamente ad una forza politica perché non è mio compito ma il vaso, con le primitive esternazioni di FN, è colmo”.
A sostegno del conduttore è arrivato Gasparri, senatore di Forza Italia e membro della Vigilanza Rai. “Conosco e stimo Pierluigi Diaco da molto tempo”, la sua premessa, ricordando il successo pomeridiano di “BellaMa” e descrivendo la trasmissione come “caratterizzata da modi e toni sobri, rispettosi della funzione propria del servizio pubblico”.
Il giudizio sugli attacchi è netto e comprende anche quelli rivolti al direttore Tommaso Cerno: “Francamente resto sconcertato di fronte ai ripetuti attacchi che gli vengono rivolti, così come trovo inaccettabili analoghi attacchi fatti a Tommaso Cerno”. Gasparri ha poi messo al centro il criterio con cui valutare il lavoro dei professionisti della televisione: “Evidentemente per qualcuno i pregiudizi valgono più di una valutazione sulla serietà e sulla professionalità di protagonisti dell’informazione e dell’intrattenimento a cui va la mia stima e l’impegno a tutelarne l’autonomia e la libertà”.
