Un ex vicesindaco con una lunga militanza a sinistra, un ragazzo disabile e diversi studenti minorenni. Persone lontane tra loro – anche geograficamente – accomunate dalla stessa contestazione: non aver mai chiesto la tessera di Futuro Nazionale. Si allarga il caso delle presunte iscrizioni all’insaputa degli interessati al partito di Roberto Vannacci. Tra elenchi di cui resta da accertare l’autenticità, tessere recapitate a casa ed esposti ai carabinieri, le nuove segnalazioni arrivano dalle Marche e dalla Puglia.
Il primo fronte è Civitanova Marche, dove secondo quanto ricostruito dal Resto del Carlino circola un file Excel con 603 nomi, accompagnati da codici fiscali e numeri di tessera. Per circa il 90 per cento delle persone indicate comparirebbero lo stesso indirizzo - riconducibile a un responsabile organizzativo locale - e identici recapiti telefonici e di posta elettronica. Una premessa è indispensabile: provenienza e veridicità del documento devono ancora essere accertate. Nell’elenco figurerebbero anche persone effettivamente iscritte al movimento, ma altre negano categoricamente di aver aderito.
Tra queste c’è Roberto Belardinelli, avvocato ed ex assessore e vicesindaco di Civitanova, con un percorso politico iniziato nel Pci e proseguito nel Pds e nel Pd. Informato della presenza del suo nome, non nasconde lo stupore: “Sono allibito. Vengo a conoscenza da questa telefonata del fatto di essere in questo elenco”. Quindi la precisazione: “È ovvio che non ho mai sottoscritto la tessera con il partito di Vannacci e che questa cosa comunque non finisce qui”. Belardinelli annuncia verifiche e un successivo passaggio in Procura per chiarire come sia stato generato il documento e perché contenga i suoi dati.
A sollevare un’altra segnalazione è Giovanni Torresi, già sindaco di Pioraco e oggi vicepresidente del Coni Marche. Il suo racconto riguarda un conoscente disabile che sarebbe stato inserito nella lista senza aver aderito al partito: “Ci ho parlato – racconta al Resto del Carlino – e mi ha confermato che non c’entra assolutamente niente”. Anche Torresi chiede di verificare l’origine dell’elenco: “Aspetto che qualcuno chiarisca l’origine di questa lista, di cosa si tratta, perché se fosse vero che questa persona è stata tesserata sarebbe molto grave”.
Il partito respinge le accuse. Il sindaco di Civitanova e responsabile regionale di Futuro Nazionale Fabrizio Ciarapica in una nota ha parlato di “illazioni”, spiegando che l’utilizzo di un unico indirizzo per la spedizione delle tessere risponde a “una normale procedura logistica”. Ha inoltre ipotizzato manomissioni dei file circolati e annunciato di aver incaricato un legale di valutare eventuali profili di diffamazione.
Il secondo fronte porta ad Acquaviva delle Fonti, nel Barese, e coinvolge anche minorenni. Secondo Repubblica, alcuni ragazzi hanno ricevuto una tessera nominale e una lettera di benvenuto firmata da Vannacci senza aver presentato domanda, versato la quota o fornito l’autorizzazione dei genitori prevista per l’adesione dei minori.
I genitori di una diciassettenne hanno presentato un esposto ai carabinieri e inviato una pec al partito chiedendo la documentazione dell’iscrizione. “Nostra figlia non ha mai aderito al partito di Vannacci, anche perché è di tutt’altra formazione politica”, afferma la madre Maria Nardiello. La famiglia vuole ottenere l’eventuale liberatoria e la ricevuta del pagamento, nella speranza di risalire a chi abbia utilizzato i dati della studentessa. Al momento, dopo due settimane, nessuna risposta.
La donna sostiene inoltre che nella classe della figlia - composta da 17 studenti - circa la metà abbia ricevuto la lettera. Sempre secondo Repubblica, nell’elenco dei tesserati il nome della ragazza sarebbe associato ai recapiti di un agriturismo: al numero indicato risponde Maurizio Scaramuzzi, coordinatore provinciale dell’area murgiana di Futuro Nazionale. Lo stesso riferimento telefonico comparirebbe accanto ai nomi di altri minorenni. Sulla vicenda sono in corso accertamenti dei carabinieri.
Le segnalazioni si aggiungono ai precedenti raccontati negli scorsi mesi A luglio la ventenne Francesca Caterina Laquale di Santeramo in Colle (Bari) aveva denunciato di aver ricevuto una tessera mai richiesta. Ad agosto era emerso il caso dei genitori di Mihai Tudose, militante di Sinistra Italiana in Friuli Venezia Giulia: anche loro avevano negato di aver presentato domanda o pagato la quota dopo l’arrivo delle tessere.
Sia chiaro: al momento non ci sono elementi per attribuire tutti gli episodi a un unico meccanismo. Restano però domande precise: chi ha raccolto i dati, chi ha inoltrato le adesioni e chi ha versato le quote? Per il partito del generale è un nuovo grattacapo. E per chi contesta quelle iscrizioni, la richiesta è molto concreta: vedere i documenti e sapere come sia finito tra i tesserati.
