Nel fascicolo sull’attentato a Sigfrido Ranucci sono emersi filoni collaterali che non riguardano solo la bomba, il mandante reo confesso Valter Lavitola, il factotum Clesio Tavares e i quattro esecutori materiali. Perché attorno ai rapporti tra il giornalista e l’ex faccendiere si sviluppano altri filoni di approfondimento investigativo, che spaziano dagli affari internazionali alle operazioni immobiliari, fino agli interrogativi sulle possibili interferenze nelle scelte editoriali della trasmissione Rai che oggi Ranucci non conduce più. Il primo capitolo riguarda il mercato dei crediti di carbonio e gli affari riconducibili a Lavitola in Africa, in particolare tra Zimbabwe, Camerun e Congo.
Al centro delle verifiche, grazie anche alla collaborazione di Natalia Potenza, ex compagna di Lavitola, ci sarebbero società estere, flussi finanziari e rapporti con imprenditori italiani, con l’obiettivo di ricostruire la natura delle operazioni economiche e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti. Un secondo fronte conduce invece in Montenegro, dove l’attenzione si concentra sui possibili interessi societari e immobiliari di Lavitola, sull’eventuale utilizzo di prestanome e sui collegamenti finanziari con l’Italia.
Ma il capitolo più delicato riguarda proprio i rapporti tra Ranucci e Lavitola. La frequenza dei contatti tra i due, gli interessi reciproci e l’eventuale influenza del faccendiere sulle scelte editoriali di Report rappresentano altrettanti aspetti da chiarire. Sullo sfondo rimane anche l’ipotesi che alcune inchieste televisive possano essere state suggerite, condizionate o addirittura accantonate, una circostanza che Ranucci ha sempre respinto, negando qualsiasi interferenza di Lavitola nel lavoro della redazione, nonostante ci siano puntate come quelle di Banca Progetto che non sono mai andate in onda per motivi ancora da chiarire.
Infine, il quarto capitolo riguarda le operazioni immobiliari e i rapporti proprio con la famiglia di costruttori romani Pulcini, uno dei quali è indagato proprio in uno dei filoni di Banda Progetto. In particolare, gli approfondimenti si concentrano su alcuni incontri ai quali avrebbe partecipato anche Ranucci, finalizzati a favorire l’acquisto delle mura del ristorante Cefalù. Il giornalista ha confermato il proprio interessamento, sostenendo di essersi mosso esclusivamente per aiutare l’amico e la sua famiglia, senza alcun tornaconto economico personale. Quattro capitoli che allargano il perimetro oltre l’attentato, facendo emergere una trama di rapporti personali, interessi economici e possibili interferenze editoriali ancora tutta da chiarire.
