Un “gioco” finito davvero molto male. I due minorenni della microcar individuati e ascoltati dalle forze dell’ordine sono adesso accusati per tentato omicidio. Una delle vittime dell’aggressione, l’attore Davide Iacopini, ha subìto un doppio intervento chirurgico e rimane ancora adesso ricoverato nel reparto di terapia intensiva del San Camillo di Roma dove è sedato ma si va in direzione di un progressivo risveglio.
Le condizioni dell’attore
Il 42enne volto di “Suburra” e “Diaz”, alcuni dei suoi lavori più importanti, lo scorso 5 ottobre è stato colpito da un calcio sferrato da uno dei due minorenni che oggi sono stati denunciati e dei quali, adesso, si occuperà il tribunale dei minori. Dopo un primo intervento chirurgico, d’urgenza, alla testa per il grave trauma cranico riportato in seguito alla caduta sull’asfalto, venerdì scorso è stato operato nuovamente per un aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Il bollettino ospedaliero
L’intervento è “perfettamente riuscito” come spiegato in una nota del San Camillo lo scorso venerdì. “Il paziente con una buona stabilità complessiva dei parametri vitali, compatibilmente con la gravità delle lesioni post-traumatiche iniziali. Nella notte di venerdì è stato sottoposto a un secondo intervento neurochirurgico. L’operazione, eseguita dall’équipe della UOC Neurochirurgia diretta dal professor Riccardo Ricciuti, è perfettamente riuscita”.
“Prognosi riservata”
Da quel momento in poi, almeno fino a oggi mercoledì 14 ottobre, Iacopini rimane ricoverato parto di Terapia Intensiva “Shock e Trauma” del San Camillo “e ancora necessita di un monitoraggio e di un trattamento intensivo massimale, che nei prossimi giorni verrà modulato ed eventualmente ridotto sulla base delle necessità cliniche. La prognosi rimane strettamente riservata”.
Dunque, ad oggi non c’è alcuna notizia diversa da quanto comunicato dal San Camillo fino a questo momento: si dovranno attendere nuove notizie per capire come procede il decorso post-operatorio e quando Iacopini potrà essere inserito in un diverso reparto da quello della terapia intensiva e, soprattutto, quando potrà tornare a casa.
