La notizia della denuncia presentata da quattro ragazzi padovani contro Fedez e quattro componenti della sua sicurezza ha fatto rapidamente il giro del web. I giovani, tra i 19 e i 21 anni, sostengono di essere stati aggrediti nella notte del 16 ottobre all’esterno della discoteca The Club di Milano, dopo aver tentato di avvicinare il rapper per chiedergli un selfie. Nella querela, presentata alla Procura di Milano, sarebbero stati allegati anche alcuni filmati dell’accaduto. Secondo il racconto dei denuncianti, il cantante avrebbe minacciato uno dei ragazzi e lo avrebbe colpito al volto, mentre una guardia del corpo sarebbe intervenuta con calci fino a fargli perdere i sensi. Gli altri giovani avrebbero riportato lesioni più lievi. Si tratta, al momento, della versione contenuta nella denuncia, che dovrà essere verificata. Ma a poche ore dalla diffusione della notizia è intervenuto Gabriele Parpiglia, giornalista e autore, che attraverso un post pubblicato su Instagram ha raccontato una ricostruzione opposta, sostenendo che le immagini non mostrerebbero Fedez né i suoi bodyguard coinvolti nel presunto pestaggio.
Il post di Gabriele Parpiglia
Parpiglia ha esordito ammettendo di aver inizialmente criticato il rapper, convinto che fosse coinvolto in quella che definisce una “macchinazione scorretta”. Dopo aver visto le immagini, racconta di aver cambiato idea e di avergli scritto personalmente. “Sono stato il primo ad attaccare Fedez. Ero convinto facesse parte di una macchinazione scorretta. Mi sbagliavo: anche lui era una vittima”, scrive il giornalista, spiegando di essere tornato sui propri passi dopo aver appreso nuovi elementi. Il passaggio centrale del post riguarda proprio il filmato circolato online. Secondo la lettura di Parpiglia, le immagini mostrerebbero ragazzi in evidente stato di alterazione che entrano in conflitto con la sicurezza del locale, avvicinandosi agli addetti. “Poi guardi il video e scopri che non c’era né Fedez, né i suoi bodyguard”, afferma, contestando i titoli che hanno accostato il nome del cantante a parole come “risse”, “aggressioni” e “pestaggio”. Il giornalista critica anche il modo in cui la vicenda è stata raccontata, sostenendo che l’associazione immediata tra il rapper e la presunta aggressione rischi di alimentare una narrazione non verificata. “Ma chi scrive senza verificare alimenta la violenza”, conclude. Quella di Parpiglia è dunque una ricostruzione basata sulla sua visione del video. Per stabilire che cosa sia effettivamente accaduto sarà necessario confrontare le immagini con la denuncia e gli altri elementi raccolti dagli inquirenti.
La versione dei legali di Fedez
Il post non è l’unico elemento che mette in discussione la ricostruzione dei quattro giovani. Anche gli avvocati del rapper, Gabriele Minniti e Andrea Petrolucci, hanno sostenuto una versione differente, affermando che il loro assistito avrebbe soltanto “reagito a un’aggressione subita da alcuni giovani in evidente stato di alterazione” e negando che abbia preso “parte ad alcun pestaggio”. Le due ricostruzioni sono quindi contrapposte: da una parte i ragazzi, che nella querela attribuiscono al cantante e alla sua sicurezza precise responsabilità; dall’altra la difesa, che sostiene che Fedez abbia reagito a un’aggressione. Il contenuto dei filmati e la loro corretta interpretazione saranno centrali per ricostruire la sequenza degli eventi.
Che cosa mostrano davvero le immagini?
Il punto, adesso, è capire se il video citato da Parpiglia documenti l’intero episodio oppure soltanto una sua parte. La denuncia dei quattro ragazzi, le dichiarazioni della difesa e la lettura del giornalista dovranno essere confrontate con i filmati disponibili e con le altre testimonianze. Per il momento non è corretto affermare né che Fedez sia responsabile del pestaggio né che sia definitivamente estraneo ai fatti. Il post di Parpiglia introduce una versione diversa, ma saranno gli accertamenti a stabilire le eventuali responsabilità.
Le accuse passate finite con un’archiviazione
Non è la prima volta che il nome di Fedez finisce al centro di una vicenda giudiziaria accompagnata da un forte clamore mediatico. Un precedente documentato è quello relativo all’aggressione al personal trainer Cristiano Iovino, avvenuta nell’aprile 2024. Il 6 maggio 2025 il gip di Milano ha disposto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti del rapper. Secondo quanto riportato dall’ANSA, il provvedimento ha escluso la sua responsabilità per quei fatti, accogliendo la richiesta del pubblico ministero. I legali di Fedez avevano definito l’esito una risposta al processo mediatico subito dal loro assistito.
