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Politica internazionale

“Fondi esteri per Bolsonaro”. La Corte Suprema brasiliana apre un’inchiesta dopo la vittoria di Lula

Il giudice Dino ordina alla Polizia federale di indagare su possibili finanziamenti stranieri e manipolazioni degli algoritmi. Nel mirino ci sarebbero anche Meta e una rete di imprenditori americani

Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

La Corte Suprema brasiliana ha ordinato l’apertura di un’indagine su possibili finanziamenti esteri alla campagna presidenziale di Flavio Bolsonaro, sconfitto domenica scorsa da Luiz Inacio Lula da Silva. A disporre gli accertamenti è stato il giudice Flavio Dino, che ha incaricato la Polizia federale di verificare eventuali interferenze straniere nelle elezioni del 2026, comprese possibili manipolazioni degli algoritmi delle piattaforme digitali.

Secondo quanto riportato dal Correio Braziliense, al centro delle verifiche ci sarebbero i presunti contatti tra l’organizzazione statunitense Rockbridge Network e gli imprenditori Tallis Gomes e Pedro Sang, che avrebbero svolto un ruolo di intermediari per un eventuale sostegno economico alla candidatura di Bolsonaro. Sotto la lente degli investigatori anche alcune pubblicità elettorali finanziate da profili con sede all’estero, senza l’identificazione dei finanziatori, attraverso contenuti collegati alla piattaforma di previsioni Polymarket.

Nel provvedimento, Dino sottolinea che gli elementi raccolti finora indicano un possibile rafforzamento degli indizi di ingerenza straniera nel processo elettorale. L’indagine coinvolgerà anche Meta, la società proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp. Il giudice richiama le osservazioni di esperti delle Nazioni Unite, parlamentari americani e organismi di controllo della stessa azienda su possibili disparità di trattamento tra le diverse candidature. La Procura generale elettorale avrebbe inoltre riscontrato il mancato rispetto di alcune disposizioni relative alla trasparenza degli annunci politici e al funzionamento di Meta AI.

Un ulteriore filone riguarda gli interessi economici stranieri nello sfruttamento delle terre rare e dei minerali critici brasiliani. Gli inquirenti dovranno accertare se esistano collegamenti tra eventuali sostegni politici dall’estero e gli interessi di operatori economici internazionali nel settore minerario.

La legislazione brasiliana vieta i finanziamenti elettorali provenienti dall’estero, anche quando il sostegno viene fornito indirettamente attraverso servizi, pubblicità o altri vantaggi economici. L’inchiesta sarà condotta sotto la supervisione della Corte Suprema, anche per la possibile partecipazione di esponenti del Congresso nazionale. Dino ha disposto il coinvolgimento degli organismi federali competenti, tra cui Banca centrale, Agenzia delle entrate e servizi di intelligence. Respinta, invece, la richiesta del Partito dei Lavoratori di Lula di intervenire formalmente nel procedimento come amicus curiae.

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