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Previdenza e pensioni

Pensioni, il conto va a 372 miliardi

Dietro la media complessiva si nasconde un mosaico articolato

Il controllo umano sulle nostre pensioni

Guardare alle cifre dell’ultimo Osservatorio Inps significa sfogliare il racconto economico e sociale del nostro Paese. Nel 2025 la spesa per le pensioni sfiora i 372,5 miliardi di euro, in crescita del 2,3%. Un dato che misura la dimensione del sistema previdenziale, capace di garantire un reddito medio annuo per beneficiario di 22.703 euro, ma che al tempo stesso riflette con precisione le carriere e le differenti realtà del mercato del lavoro.

Dietro la media complessiva si nasconde un mosaico articolato. Oltre 4,5 milioni di italiani, pari al 27,5% del totale, percepiscono infatti un reddito da pensione inferiore a mille euro al mese, assorbendo l’8,6% delle risorse complessive. Il 45% dei beneficiari si attesta sotto la soglia dei 1.500 euro. Sul fronte opposto, i 477 mila pensionati con trattamenti da almeno 5mila euro mensili rappresentano il 2,9% del totale ma ricevono il 10,7% della spesa, valorizzando le posizioni contributive più elevate.

Queste traiettorie si proiettano anche sui divari di genere e sul territorio. Pur essendo il 51% dei 16,4 milioni di pensionati, le donne percepiscono solo il 44% dei redditi complessivi, con un importo medio di 19.553 euro annui contro i 26.031 degli uomini, superiori del 33%. Allo stesso tempo, la mappa del Paese disegna due modelli: al Nord il 54,1% dei trattamenti riguarda la vecchiaia e la lunga contribuzione, mentre nel Mezzogiorno - dove il 35,3% dei pensionati riceve fino a mille euro - il sistema previdenziale svolge un ruolo chiave di coesione, concentrando quasi la metà delle prestazioni assistenziali (48%) e di invalidità (47,2%).

Il quadro finale non è solo un resoconto contabile, ma una lente per osservare l’evoluzione demografica e occupazionale dell’Italia, dove il sistema non può che dialogare costantemente con i percorsi di vita dei cittadini.