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Terrorismo

“Ultranazionalista”, appassionato di armi e con l’ossessione per gli assalti: chi è davvero l’attentatore di Cracovia

Oksinski pare frequentasse il poligono con il padre ogni domenica: nella sua auto è stato trovato un arsenale di armi e munizioni

Fiori e candele che le persone hanno portato per commemorare le vittime dell'attentato avvenuto nella Piazza del Mercato Principale a Cracovia, Polonia, il 07 novembre 2026. In alto, un'immagine di Michal Oksinski postata nel suo profilo Instagram, identificato come l'attentatore dell'attacco. 8 novembre 2026 ANSA +++ ATTENZIONE: L'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++

Michal Oksinski, l’attentatore di Cracovia, si trova ancora ricoverato in ospedale, piantonato dalla polizia. È l’uomo che ieri ha fatto la strage nel centro della città polacca, nell’ora di punta e con le vie invase dai turisti, dopo aver sterminato la sua famiglia. In queste ore in Polonia si sta cercando di capire chi sia davvero e le informazioni che arrivano dai suoi ex compagni di scuola sembrano convergere verso l’idea di un ragazzo che da tempo covava il feticcio della strage. Viene definito dal governo come “ultranazionalista” e da ieri circola la voce secondo la quale si tratta di un soggetto con legami nell’estrema destra polacca o, comunque, simpatizzante.

Ai media locali, gli ex compagni hanno raccontato che a scuola disegnava spesso persone impiccate o armate in un attacco e quando gli venivano chieste spiegazioni, diceva che “ si trattava di un attacco a una scuola e che lui era l’assalitore”. Viene descritto come una persona molto introversa, che non faceva facilmente amicizia e che le uniche lezioni alle quali prestava attenzione, che sembravano interessargli davvero, erano quelle di storia. Era in possesso di un regolare porto d’armi, così come il padre, che utilizzava per il tiro sportivo. Un vicino ha raccontato che la domenica li vedeva uscire vestiti in mimetica e con i borsoni, probabilmente diretti verso un poligono. Quando è stato fermato ed è stata perquisita l’auto, nel bagagliaio c’era quasi un arsenale tra armi e munizioni: questo ha fatto nascere inizialmente il sospetto che potesse trattarsi di un militare, visto anche che indossava abbigliamento tattico in uso all’esercito polacco, incluse le protezioni.

Ma questa notizia è stata rapidamente smentita dalle forze di polizia, che hanno sottolineato come Oksinski non abbia alcun legame con l’esercito e, in generale, con le forze armate nazionali. Si è diplomato come meccanico e alcuni suoi ex compagni pare fossero convinti che si fosse iscritto all’università per proseguire gli studi, invece aveva scelto un’altra strada ma non è noto se sia in questo momento impiegato o se vivesse sulle spalle dei genitori in cerca di un’occupazione. Appena le sue condizioni lo consentiranno, visto che non si trova in pericolo di vita al contrario di uno di uno dei poliziotti che l’ha fermato, verrà interrogato e si potrà forse capire qualcosa di più della sua vita e, soprattutto, delle ragioni che l’hanno spinto prima a uccidere sua madre, suo padre e sua sorella e poi a sparare all’impazzata nella principale piazza di Cracovia.

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