La folle corsa in auto attraverso la piazza principale, gli spari contro le persone a caso e poi contro i poliziotti intervenuti per fermarlo: se il bilancio dei morti per mano di Michal Oksinki non è ancor più grave rispetto a quanto già è lo si deve proprio ai due agenti che hanno messo la propria vita tra l’attentatore e la comunità. Si chiamano Jakub Kulik e Artur Morański e il primo ministro Donald Tusk non ha esitato a definirli “veri eroi” per il coraggio con il quale hanno affrontato Oksinki.
Lo hanno inseguito, hanno ingaggiato con una sparatoria e finché non sono stati certi di averlo reso inoffensivo non si sono accasciati, nonostante le ferite riportate. Solo nel momento in cui hanno avuto la certezza del cessato pericolo hanno pensato a se stessi, tamponando l’emorragia derivante dai colpi ricevuti dal fucile dell’attentatore. “L’agente Jakub Kulik, che ha affrontato senza esitazione un aggressore armato, sta lottando per la vita in ospedale. Ha un polmone compromesso e ha bisogno di ogni singola goccia di sangue. È necessario sangue di gruppo AB Rh+”, è l’appello del ministro della Giustizia Waldemar Żurek per la donazione di sangue.
“Se non fosse stato per loro, il bilancio delle vittime del massacro avvenuto a Cracovia sarebbe stato inimmaginabile. Hanno affrontato un terrorista armato di un’arma automatica, hanno risposto al fuoco e hanno fermato l’assassino facendo scudo con i propri corpi. Uno di loro sta lottando tra la vita e la morte in ospedale, dopo essere stato colpito da tre proiettili; anche l’altro è rimasto ferito. Un eroismo senza confini”, ha aggiunto Żurek. Hanno entrambi meno di 30 anni e Kulik è da poco passato nella polizia: originario di Bielsko-Biała, non distante da Cracovia, è un ex militare della VI Brigata Aerotrasportata XVIII Battaglione di Bielsko, e solo di recente è passato alla polizia. Da quasi 10 anni è volontario dei vigili del fuoco e anche i suoi compagni della caserma e dell’unità militare hanno lanciato un appello urgente per donare sangue.
