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Truffe

Maxi frode da 37 milioni sul Superbonus di Conte: con i soldi dello Stato finanziati anche ecomostri e abusivi

Il nuovo scandalo che travolge il Superbonus ha fatto scattare un imponente provvedimento di sequestro da oltre 37 milioni, si tratta di una delle più gravi truffe ai danni dello Stato

Ddl Superbonus, arriva l'ok della Camera

Emerge un nuovo caso di Superbonus utilizzato per frodare lo Stato e gli onesti cittadini. La procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere a Castel Volturno, nel Casertano, ha infatti portato alla luce una nuova truffa messa a segno sfruttando il Superbonus al 110% varato da Giuseppe Conte.

Al centro dell’inchiesta c’è un giro di crediti fiscali fittizi per decine di milioni di euro ottenuti su presunti lavori eseguiti su edifici che si sono poi rivelati abusivi, se non addirittura veri e propri ecomostri. Le indagini hanno portato a un maxisequestro di beni e denaro per oltre 37 milioni di euro, come disposto dal giudice per le indagini preliminari. La cifra corrisponde al valore dei crediti illecitamente generati.

A farne le spese sono due società edili, la Edil Tekno Consulting Group Spa e la Costruttori Normanni Scarl, con undici persone indagate, tra cui l’imprenditore Raffaele Pizzi, già assessore comunale ad Aversa, e alcuni membri della famiglia Moccia.

Secondo la guardia di finanza, che si è occupata del caso, sarebbe stata prodotta della documentazione non veritiera allo scopo di ottenere benefici fiscali. Da qui il provvedimento del gip, con sequestro preventivo della somma. In particolare, 30 milioni sono stati contestati alla Edil Tekno Consulting Group Spa, mentre 7 milioni alla Costruttori Normanni Scarl.

Il meccanismo fraudolento, ricostruito dagli inquirenti, si basava sulla contraffazione dei titoli edilizi per sbloccare il bonus. Per aggirare i paletti della legge del 2020 — che esclude categoricamente gli edifici totalmente abusivi edificati dopo il 1967 — gli indagati avrebbero esibito presunte licenze risalenti al 1964. Documenti la cui autenticità è crollata quando i finanzieri hanno constatato l’irreperibilità degli originali negli archivi del Comune di Castel Volturno.

Gli edifici in questione, inoltre, risultano abusivi. Molti si trovano nel Villaggio Coppola, zona sorta sul litorale e del tutto abusiva. C’è poi il caso di Palazzo Marina, considerato a tutti gli effetti un “ecomostro”. Un gigante di 8 piani con ben 104 appartamenti. I soggetti coinvolti sono indagati, a vario titolo, per truffa aggravata e false attestazioni.

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