Consip, interrogata la Sciarelli: pm indagano su sms e contatti

Due ore di interrogatorio in procura. La Sciarelli: "Sono sempre stata tranquilla". Ma il suo legale: "Non le hnno restituito il cellulare"

Si è concluso dopo circa due ore l'interrogatorio in procura di Federica Sciarelli. La giornalista che conduce Chi l'ha visto? non ha rilasciato alcuna dichiarazione sul contenuto dell'atto istruttorio reso davanti al procuratore Giuseppe Pignatone, all'aggiunto Paolo Ielo e al pm Mario Palazzi. Ai cronisti, ai fotografi e agli operatori tivù che la aspettavano fuori dal palazzo di giustizia ha rivolto soltanto una battuta: "Sono sempre stata tranquilla" (video).

Un arco temporale di dieci ore è sotto la lente degli inquirenti che indagano sulla presunta fuga di notizie nell'ambito dell'inchiesta Consip e che mercoledì hanno iscritto nel registro degli indagati il pm Henry John Woodcock e la giornalista Federica Sciarelli. L'attenzione di chi indaga è concentrata sul periodo trascorso tra l'iscrizione nel registro degli indagati di Luca Lotti, di Tullio Del Sette e di Emanuele Saltalamacchia, il 21 dicembre scorso, e l'uscita del Fatto Quotidiano il giorno successivo. Gli inquirenti romani avrebbero esaminato i tabulati telefonici dai quali emergerebbe un giro di chiamate finito poi sotto la loro lente.

"La Sciarelli ha risposto a tutte le domande, ha fornito ogni chiarimento e ha ribadito di essere estranea alla vicenda, così come ha ipotizzato la procura di Roma", ha fatto sapere l'avvocato Giorgia Papiri, difensore della giornalista Rai, al termine dell'interrogatorio reso ai pm (video). "Alla Sciarelli non è stato ancora restituito il telefono cellulare - ha spiegato la penalista - perché il consulente tecnico nominato dai pm non ha ancora finito tutti gli accertamenti e deve completare l'analisi dei messaggi WhatsApp e dei contatti". Nei prossimi giorni anche Woodcock sarà chiamato a rispondere alle domande dei pm di piazzale Clodio. Sempre nei prossimi giorni potrebbe essere sentito anche il giornalista del Fatto Marco Lillo, indagato nell'ambito dell'inchiesta Consip per pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale.

Commenti
Ritratto di Nubaoro

Nubaoro

Sab, 01/07/2017 - 07:32

Congratulazioni per la velocità! Un normale cittadino ci mette anni per farsi ascoltare, ammesso e spesso non concesso, che il magistrato si degni di sentirlo invece di decidere da se.