Morti sul lavoro: già 300 dall'inizio del 2018, +9,2% rispetto al 2017

I numeri riferiti alla Camera dal ministro Di Maio sulle morti sul lavoro sono un vero e proprio bollettino di guerra. Dall'inizio dell'anno si contano già 300 morti, una media di circa due al giorno. Un aumento di quasi il 10% rispetto al 2017

L'ultimo incidente è avvenuto la sera del 13 giugno, nello stabilimento Ficantieri di Sestri Ponente, a Genova. Un operaio è caduto da un'altezza di 20 metri, morendo sul colpo. Salvatore Lombardo, 43 anni, è l'ultima vittima di un fenomeno, quello dei morti sul lavoro, che rappresenta una piaga indicibile del nostro Paese. I numeri sono impietosi. Dall'inizio dell'anno, secondo i dati riferiti oggi in Parlamento dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio, la conta dei morti sul lavoro è arrivata a 300, una media di due al giorno.

Secondo il ministro e vicepresidente del Consiglio, "purtroppo il dato reale potrebbe essere ancora più alto considerando i lavoratori non tutelati dall'Inail e le denunce di infortunio mortale non riconosciute come tali dall'Inail". Negli ultimi giorni c'è stata una Caporetto. Una settimana fa la stessa sorte era toccata a Davide Olivieri che è morto a soli 22 anni schiacciato da un muletto, mentre solo l'altroieri si registravano altri due morti nel messinese. E rispetto al 2017 non c'è stato alcun miglioramento, anzi.

Secondo la relazione letta alla Camera dal ministro Di Maio, il trend dei primi 5 mesi "registra un aumento degli infortuni ascrivibili principalmente a cadute dall'alto, investimenti a opera di mezzi o macchine, a intossicazioni in ambienti confinati, al ribaltamento di mezzi meccanici specialmente in agricoltura". Di Maio ha ricordato inoltre che "tra gennaio e dicembre 2017 le denunce di infortunio pervenute all'Inail sono state 635.433, in linea con quelle rilevate nell'analogo periodo del 2016. La diminuzione di 1.379, -0,2%, è dovuta esclusivamente al calo degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro mentre quelli in itinere, nel tragitto casa-lavoro e viceversa, hanno avuto un incremento del 2,8%". Numeri che raccontano di un'emergenza estesa a tutto il Paese.

Il tema della sicurezza sul lavoro è stato affrontato da Di Maio nel suo intervento alla Camera. "Dobbiamo premiare le imprese che investono in sicurezza e dare un segnale a chi non rispetta le norme. Perchè è mia convinzione che non è con più leggi, e ancora più leggi, che tuteleremo i lavoratori ma esattamente con l'opposto", ha detto il ministro, aggiungendo che al tempo stesso occorre "premiare le aziende virtuose e potenziando i controlli e riducendo la burocrazia di chi vuole rispettare ma non può pensare di compilare decine e decine di scartoffie". Quindi una promessa: "Nei prossimi 5 anni il personale ispettivo subirà un dimezzamento, per potenziare la vigilanza si dovrà procedere all'assunzione dialmeno 1000 ispettori. È nostro interesse farlo", ha concluso.