Egitto, scontri tra esercito e pro Morsi: almeno tre vittime al Cairo

Scontri tra i sostenitori dell'ex presidente e le forze armate. Morti e feriti

Il colpo di Stato in Egitto non è bastato a placare gli animi. Dopo la cacciata di Mohammed Morsi, presidente eletto nell'ultima chiamata alle urne, e la sua sostituzione con Adly Mansour, presidente della Corte Costituzionale e ora Capo di Stato ad interim, i Fratelli Musulmani hanno proclamato per oggi una giornata di manifestazioni in sostegno dell'ormai ex presidente.

Alcuni manifestanti, presenti nel corteo che sostiene il deposto governo di Morsi, si sono scontrati al Cairo con gli uomini delle forze armate, vicino alla sede della Guardia Repubblica. Tre persone sarebbero rimaste sotto i colpi delle forze di Sicurezza, diversi i feriti.

La protesta si muove verso il palazzo del ministero della Difesa, controllato da vicini dai tank.

In strada anche i cortei della parte avversa. Il Fronte di salvezza nazionale, che raccoglie i principali partiti d'opposizione, ha chiesto loro di tornare a manifestare per "sostenere la rivoluzione del 30 giugno".

Un'altra persona sarebbe morta a Luxor, in scontri tra cristiani e musulmani.

La cacciata dell'esecutivo di Morsi ha creato problemi anche nella zona settentrionale del Sinai. Il valico di Rafah, dal quale si raggiunge Gaza, è stato chiuso dopo una serie di attacchi seguiti alla destituzione. Un gruppo armato ha attaccato durante la notte alcuni checkpoint vicino all'aeroporto di El Arish. Negli scontri un soldato sarebbero morto. L'esercito ha smentito un lancio del quotidiano Al Ahram, secondo cui per la zona è stato dichiarato lo stato d'emergenza.