Mussari (Abi): "Le banche sono vittime della crisi"

Per il presidente dell'Abi gli istituti di credito hanno alcune responsabilità, ma non hanno contribuito a creare la crisi. E al governo: "C'è ancora molto da fare"

"Il Governo ha fatto molto in tempi difficili ma ancora molto deve fare". A dirlo è  il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, che chiede di "completare il disegno riformatore" e che sottolinea come le banche siano "vittime della crisi", nonostante abbiano riconosciuto "alcune responsabilità", al punto da avere sofferenze per 111 miliardi lordi, pari al 5,6% degli impieghi, "con un picco al 10,5% per quanto riguarda gli impieghi alle famiglie produttrici"

"Le imprese bancarie non chiedono regole di favore ma un terreno di gioco basato sulle regole di stabilità, di trasparenza e di concorrenza, senza vincoli amministrativi e obblighi a prestare servizi gratuiti", ha detto Mussari all'assemblea annuale dell'associazione, ribadendo che "non un euro di potenziale liquidità (i 137 miliardi di euro erogati dalla Bce, ndr) per imprese e famiglie è stato sottratto all’economia reale". Anzi, nei primi due mesi della nuova moratoria varata dalle banche con le imprese "sono state accolte oltre 10 mila domande di sospensione per un ammontare di debito residuo pari a 3,6 miliardi di euro" e alle Pmi è stata data una liquidità aggiuntiva di 440 milioni di euro.

Parlando poi di Ue e moneta unica, poi, Mussari ha spiegato che "ci si salva solo con più Europa. Non c’è alternativa credibile e di progresso all’euro. Drammatici sarebbero gli effetti di una implosione". Anche per questo l’Italia non "potrà smettere di continuare a dare impulso a rigore e crescita. Serve continuità al percorso intrapreso oggi e, ancor più domani, all’esito della tornata elettorale".

Commenti

papik40

Mer, 23/01/2013 - 11:28

Ma quali "vittime" le banche sono state le maggiori "artefici" della crisi e del suo incremento per le loro incapacità gestionali! Per guadagnare cospicue commissioni hanno fatto sottoscrivere ai propri clienti(quando non immessi nei loro dossier senza neppure autorizzazione) obbligazioni con alti rischi di insolvenza (come Bond Argentini), obbligazioni di società (Parmalat docet) per rientrare di parte degli affidamenti concessi proprio alla stessa società, aver contrabbandato come obbligazioni titoli strutturati o titoli tossici nascosti dietro operazioni di swap contrabbandate come "copertura del rischio di cambio" etc etc! Il mondo obbligazionario è gestito dalle banche che si spartiscono la commissione che l'ente emittente offre loro per il piazzamento. Più basso è livello di affidabilità dell'emittente (rischio di default) e più alti sono i tassi di interesse e più alte sono le commissioni riservate alle banche salvo poi trovare il prestito Parmalat dove il rapporto interessi del prestito/commissioni era enormemente sproporzionato a favore delle commissioni! Per i noti problemi in cui le banche vedevano accrescere il loro livello di insolvenze,spesso anche per prestiti "forzati" fatti agli amici di qualche politico che si risolveva fatalmente in insolvenza, hanno iniziato sempre più a proporre ai propri clienti operazioni ad alto rischio lucrando grandi commissioni senza rendersi conto che le eventuali insolvenze avrebbero impoverito i loro clienti e, automaticamente, limitava la liquidità della banca stessa. Non soddisfatte e nell'illusione di "guadagnare" per coprire le loro perdite si sono gettate a speculare in proprio investendo in operazioni finanziarie con notevoli rischi sottesi e che,quasi sempre e di fatto, hanno accresciuto i loro "buchi" di bilancio. Di fatto drenavano quantità sempre maggiori di liquidità dei propri clienti da destinare alla speculazione finanziaria rinunciando al loro ruolo istituzionale limitando sempre più i finanziamenti agli imprenditori e contribuendo in maniera determinante a non far crescere l'economia dell'Italia!