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Nuovo affondo di Ranucci contro Piervincenzi: “Mediocre chi ce l’ha fatta senza esserselo guadagnato”

L’ex conduttore di Report torna contro il nuovo volto del programma dopo il caso degli affidamenti alla società Outcast: “È disumano pensare di farlo senza averlo meritato”

Piervincenzi Ranucci

Un messaggio fiume in piena notte quelli che Sigfrido Ranucci ha affidato ai propri social per prendersela, nuovamente, con il nuovo volto di Report, Daniele Piervincenzi. Lo fa rilanciando un articolo de Il Domani in cui si cita la società del giornalista (di cui è socio al 50%), la Outcast srls. Il quotidiano scrive che la società “a marzo e a maggio scorso ha ottenuto due affidamenti diretti per complessivamente 47.000 euro dal Cnel, cioè dal consiglio nazionale dell’economia e del lavoro guidato dall’ex ministro Renato Brunetta, simbolo della ‘casta’ contro cui lotta da sempre Report”.

Ma, come chiarisce lo stesso Piervincenzi, non solo non c’è la mano di Brunetta, ma si libererà della sua quota societaria non appena avrà firmato con la Rai. A dirimere ulteriormente i dubbi ci sono le dichiarazioni di Massimiliano Monnanni, Segretario Generale del Cnel: “Leggo che l’affidamento di tali attività alla società Outcast di Daniele Piervincenzi e Alessandro Righi viene erroneamente ricondotto al Presidente del Cnel e poi collegato alla vicenda di Report paventando anche un inesistente conflitto di interesse. Come spesso accade la verità è invece molto più semplice e vicina rispetto a tante dietrologie”. E poi spiega che conosce Piervincenzi dal 2017 con il quale aveva già lavorato e che “da Segretario generale del Cn, quando abbiamo deciso di accompagnare il progetto degli open day studenteschi che promuoviamo dal 2024 con un prodotto di comunicazione che raccogliesse opinioni e proposte dei giovani, ho pensato che la persona giusta per raccontarlo al meglio fosse proprio Piervincenzi, visto che lo aveva già fatto nel 2019 su Rai Due con il programma ‘Ragazzi Contro’. Un incarico che quindi, oltre ad avere un importo economico largamente inferiore alla soglia degli affidamenti diretti a conferma della congruità e dell’economicità del servizio, è legato esclusivamente alla professionalità e all’expertise che Daniele Piervincenzi ha indubbiamente maturato sul tema specifico del dialogo con i giovani. Nulla di più e nulla di altro”.

Ma Ranucci decide di umiliare nuovamente il collega: “La Rai ha giustificato la vostra nomina a conduttori richiamando un concorso vinto. Si è dimenticata di specificare quale: un concorso pensato per coprire i buchi di organico nelle redazioni dei Tg regionali, che valuta la capacità di stare in video e leggere un testo di un minuto. Non la capacità di dirigere un programma di prima serata di 160 minuti di inchieste”, scrive. E aggiunge affondando il colpo: “È umano, per un giornalista, desiderare di condurre il programma più importante della televisione italiana. È disumano pensare di farlo senza averlo meritato, camminando indifferenti sulle sue macerie. E’ disumano mortificare le professionalità straordinarie che da trent’anni lo hanno reso grande anche rischiando la propria incolumità. Per questo non posso non tornare al concetto di mediocrità che tanto vi ha irritato. Non è mediocre chi non ce l’ha fatta. È mediocre chi ce l’ha fatta senza essersela guadagnata”.

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