Dopo oltre nove mesi lontani dai genitori, per i tre bambini della famiglia nel bosco si apre una nuova fase. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha stabilito un percorso di reinserimento progressivo nella famiglia: i fratellini resteranno per il momento nella struttura protetta di Vasto e frequenteranno la scuola pubblica, ma tra un mese, se la relazione delle assistenti sociali sarà positiva, potranno trascorrere un intero weekend con mamma e papà nella loro casa di Palmoli, insieme agli animali a cui sono legati.
La decisione dei giudici apre una nuova fase
Il ritorno dai genitori non sarà quindi immediato. I tre bambini resteranno nella casa famiglia di Vasto, fino a una data ancora da stabilire, ma il provvedimento apre la strada a un progressivo ampliamento dei tempi trascorsi con la famiglia. Il primo passaggio è previsto tra circa un mese. Se la relazione delle assistenti sociali sarà positiva, i tre fratellini potranno trascorrere un intero fine settimana nella casetta in pietra di Palmoli insieme ai genitori. Sarà il primo weekend tutti insieme dopo la separazione e con loro potranno esserci anche gli animali ai quali i bambini sono particolarmente affezionati. Il percorso sarà seguito dai servizi sociali, che dovranno valutare l’andamento del reinserimento prima di eventuali ulteriori passaggi verso il ritorno definitivo a casa.
La scuola pubblica a Vasto
Per il momento, dunque, la quotidianità dei tre bambini rimarrà nella struttura protetta. Il Tribunale ha stabilito che frequenteranno la scuola dell’obbligo a Vasto, superando così anche l’incertezza che nei mesi scorsi riguardava la loro futura iscrizione. Prima dell’allontanamento i bambini non frequentavano la scuola tradizionale e seguivano un percorso di unschooling, cioè di istruzione a casa. A giugno avevano però sostenuto e superato gli esami di ammissione alla classe successiva: la figlia maggiore è stata ammessa alla quarta elementare, mentre i due gemelli alla seconda. Durante l’estate hanno continuato a studiare nella struttura con Lidia Camilla, una maestra in pensione che li segue dallo scorso gennaio.“Sarà così fino all’inizio della scuola”, aveva spiegato l’insegnante. “Così arriveranno più preparati. Non si lamentano per questo impegno estivo, sono sereni e disponibili”.
La richiesta dell’avvocato Pillon: bambini di nuovo a casa con i genitori
La decisione arriva dopo la richiesta di ricongiungimento presentata dai genitori il 25 giugno e il successivo sollecito depositato il 7 agosto. L’avvocato Simone Pillon, che assiste Nathan Trevallion e Catherine Birmingham dopo la rinuncia al mandato da parte dei precedenti legali, aveva chiesto il ritorno dei bambini a casa sostenendo che le criticità rilevate in precedenza fossero state superate. “Ormai tutte le presunte criticità sono state superate”, aveva dichiarato Pillon. “La situazione abitativa è risolta, la famiglia ha intrapreso volontariamente un percorso di sostegno alla genitorialità e i bambini hanno brillantemente superato l’esame di ammissione alla classe successiva”. Secondo il legale, anche il rapporto con i servizi sarebbe ormai positivo: “La collaborazione con il tutore e il servizio è piena. Tutti chiedono il rientro in famiglia, perfino la consulente tecnica d’ufficio. Che senso avrebbe, allora, adesso, mantenere ancora quei minori in casa famiglia?”. Il provvedimento non coincide quindi con la richiesta di un ricongiungimento immediato avanzata dalla difesa, ma rappresenta comunque un’apertura verso il ritorno dei bambini nella loro famiglia.
L’avvocato al Tribunale: “Bisogna verificare eventuali altre criticità”
L’attesa della decisione aveva portato Pillon a recarsi personalmente al Tribunale per i minorenni dell’Aquila nella mattinata di oggi, 1° settembre. “Sarò al Tribunale per i minorenni per acquisire informazioni e documentazione inerente il procedimento”, aveva annunciato il legale, spiegando di voler “capire di persona se ci sono ulteriori problemi o se la procedura è finalmente in via di definizione”. Pillon aveva inoltre sottolineato che “in campo minorile non è prevista alcuna sospensione estiva dei lavori”. La decisione dei giudici è arrivata nella stessa giornata della sua visita al Tribunale.
La casa messa a disposizione dal Comune
Nel frattempo i genitori hanno trasferito la loro residenza a Palmoli, nel Chietino, nella casa messa a disposizione dal Comune. È qui che, secondo il nuovo percorso, i tre bambini potrebbero trascorrere il primo weekend insieme a mamma e papà. La famiglia sta inoltre lavorando a una sistemazione definitiva. Il progetto per la nuova abitazione è stato approvato e sono in corso le valutazioni sulle offerte dei costruttori. “Nel frattempo è stato approvato il progetto per la casa nuova e stanno valutando le offerte dei costruttori. Hanno ottemperato a tutto quanto richiesto”, aveva riferito Pillon.
L’intossicazione da funghi fece scattare le segnalazioni
La vicenda dei Trevallion era arrivata all’attenzione delle autorità dopo un episodio avvenuto nel 2024. L’intera famiglia era stata ricoverata in seguito a un’intossicazione provocata da funghi raccolti dal padre. Da quell’episodio erano partite le segnalazioni prima ai carabinieri e poi ai servizi sociali. Tra gli aspetti rilevati c’erano le condizioni igieniche dei bambini, l’assenza di un pediatra, le vaccinazioni non completate e la mancanza, secondo le valutazioni degli operatori, di cure adeguate. Il percorso seguito dalle autorità aveva inoltre evidenziato criticità sul fronte dell’istruzione e della socializzazione. I bambini non frequentavano la scuola e seguivano un modello di unschooling. Nathan Trevallion e Catherine Birmingham vivevano con i tre figli in un rudere di pietra a Palmoli, scegliendo una vita isolata e a stretto contatto con la natura. L’abitazione era priva di acqua corrente ed elettricità e i servizi igienici erano collocati all’esterno, con un bagno a secco.
L’allontanamento del novembre 2025
Il 20 novembre 2025 la responsabilità genitoriale della coppia era stata sospesa e i tre bambini erano stati allontanati dalla casa e collocati nella struttura protetta di Vasto. Al momento dell’allontanamento, la figlia maggiore aveva anche una bronchite non curata. Il provvedimento aveva dato origine a un caso mediatico nazionale, alimentando il dibattito sulle condizioni di vita dei minori, sull’educazione parentale e sull’intervento delle istituzioni. Il 6 marzo 2026 la madre era stata inoltre allontanata dalla struttura che ospitava i figli, dopo che gli operatori avevano definito il suo atteggiamento “ostile” e “squalificante”. La vicenda aveva assunto anche una dimensione politica. La premier Giorgia Meloni aveva espresso forti perplessità dei giudici, mentre il ministro della Giustizia aveva disposto un’ispezione sull’operato dei magistrati, conclusasi con l’archiviazione. I genitori erano stati ricevuti dal presidente del Senato e avevano partecipato anche a una conferenza stampa alla Camera, continuando a chiedere il ricongiungimento con i figli. Ora il Tribunale ha indicato un percorso preciso: i bambini resteranno per il momento a Vasto, frequenteranno la scuola pubblica e, se la valutazione dei servizi sociali sarà positiva, tra un mese potranno trascorrere il primo weekend nella loro casa di Palmoli. Per la famiglia Trevallion sarà il primo passo concreto verso una possibile riunificazione.
