L'India: "Il marò Latorre in Italia fino alla fine dell'arbitrato"

L'India accetta che il fuciliere resti in Italia fino alle decisione dell'Aja sulla competenza della giurisdizione

Massimiliano Latorre puà restare in Italia per tutto il periodo dell'arbitrato come richiesto del Tribunale internazionale dell'Aja.

È infatti finalmente arrivato da New Delhi l'atteso via libera della Corte Suprema indiana alla permanenza in padria del fuciliere di Marina accusato di aver ucciso due pescatori indiani nel 2012. "Latorre resta in Italia", esulta il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni su Twitter, "Corte suprema indiana ha deciso oggi in coerenza con la decisione del Tribunale internazionale". "Si tratta di un passaggio importante che riconosce l'impegno intrapreso dal governo italiano con il ricorso all'arbitrato internazionale per fare valere le ragioni dei nostri due fucilieri di Marina", spiegano inoltre dalla Farnesina, "Con identico impegno, conclude il comunicato, l'Italia affronterà i prossimi passaggi del procedimento arbitrale, che entra ora nel merito del caso della Enrica Lexie".

Latorre è già in Italia da due anni, da quando cioè la Corte Suprema indiana gli ha concesso il rimpatrio per cure mediche dopo aver subito un ictus a New Delhi nell'agosto 2014. Finora gli erano sempre state concesse successive proroghe e l'ultima scadeva il 30 settembre prossimo. I suoi avvocati hanno chiesto e ottenuto dalla Corte Suprema che possa attendere in Italia che il tribunale internazionale decida quale Paese, se Italia o India, abbia la giurisdizione sul caso, esattamente come è già stato concesso a Salvatore Girone.

Commenti
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Leonida55

Mer, 28/09/2016 - 13:27

No, no, per tutto quello che hanno fatto a loro, e di conseguenza all' Italia, non mandiamo più un bel niente. Oppure se vogliono gli mandiamo indietro qualche brl migliaio che sono qui in Italia, magari clandestinamente. Tanti per uno, ci dovrebbero stare.

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Italia Nostra

Mer, 28/09/2016 - 13:53

ERA ORA!!

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gzorzi

Mer, 28/09/2016 - 14:59

...alla permanenza in padria del fuciliere... Non ce la fate proprio a scrivere senza errori.

Raoul Pontalti

Mer, 28/09/2016 - 15:17

"l'Italia affronterà i prossimi passaggi del procedimento arbitrale, che entra ora nel merito del caso della Enrica Lexie": non è vero, la Corte arbitrale non è deputata ad entrare nel merito (questo spetta agli ordinamenti interni ritenuti competenti: sicuramente l'Italia ed eventualmente anche l'India) bensì solo a stabilire la giurisdizione e il thema decidendum è condizionato e limitato dalle norme UNCLOS, mentre la più pregnante argomentazione italiana rappresentata dall'immunità funzionale dei militari esula dalle competenze della Corte arbitrale. Da ultimo: la Corte arbitrale può assegnare la giurisdizione alla sola Italia oppure ritenerla concorrente, cosicché sia Italia che India potrebbero processare i marò, con priorità per l'India che di diritto detiene i marò (pur materialmente trovantisi in Italia).

Lapecheronza

Mer, 28/09/2016 - 16:09

Se in India rischiamo la pena di morte, un giudice ha appena sentenziato che possono richiede in Italia lo status di rifugiato. Se la cosa è così banale farlo prima...

gigo52

Mer, 28/09/2016 - 17:05

e dopo le dotte disquisizioni dei kompagni gzorzi e raoul pontalti questa sera saremo tutti più contenti saluti

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rapax

Mer, 28/09/2016 - 18:32

l'INDIA è UN PAESE C A N A G L I A, che proditoriamente per suoi SPORCHI interessi, non ha esistato a rovinare i buoni..rapporti che intercorrevano con una nazione come l'Italia(tra le più indutrializzate) arrestando suoi militari con un pretesto vergognoso e NON PROVATO, ergo la sua affidabilità, diplomatica è a ZERO LIVELLO, come si possa intessere con sto cesso di paese, o sperare di intessere interessi commerciali..è da puri IDIOTI, figuriamoci cosa farebbero con le ditte!! ancora a non capirlo, vige la CONDANNA A MORTE, esono pur sempre un paesone arretrato e non NORMALE, cosa cavolo dobbiamo mediare? trattare? o discutere con sta feccia maleodorante??

blackbird

Gio, 29/09/2016 - 08:01

E' giuridicamente giusto. Finito l'arbitrato, chiesto dal'Italia, sarà chiaro l'iter processuale dei due. Se la competenza sarà indiana, dovranno rientrare in India (salute permettendo), se la competenza sarà italiana, rsteranno in Italia. La soluzione giusta era non cederli all'India: l'ambasciatore italiano sarebbe dovuto salire sulla nave i impedirne fisicamente lo sbarco, ma ci vogliono le palle per fare questo, non una carriere "diplomatica" alle spalle. E una volta rotte le uova si sarebbe potuto fare la frittata completa trattenendoli in Italia al loro primo rientro, magari con la scusa che le accuse possono prevedere la pena di morte. Se poi il governo indiano avesse garantito che la pena di morte non sarebbe stata richiesta si avrebbe potuto censurare l'India dove il governo interviene nei procedimenti giudiziari. A proposito di marò, che fine ha fatto De Mistura, quello che aveva promesso di stare loro accanto fino alla fine della vicenda?

Publio Sestio Baculo

Gio, 29/09/2016 - 08:27

MEGLIO TARDI CHE MAI !!! Ora auspico un fortissimo raffreddamento dei rapporti diplomatici e degli scambi commerciali con questa nazione di scorretti farabutti