La crisi soffoca i negozianti E la Regione anticipa i saldi

Gli sconti invernali inizieranno sabato 3 gennaio anziché il 5 L'assessore Parolini: «Preoccupante contrazione dei consumi»

«Abbiamo accolto la richiesta delle associazioni di categoria per sostenere il comparto in questo momento di preoccupante contrazione dei consumi». A dirlo l'assessore al Commercio Mauro Parolini dopo la decisione di far partire già dal 3 gennaio i saldi invernali in Lombardia. Anticipando le vendite di fine stagione rispetto al previsto primo giorno feriale antecedente l'Epifania. «Una data - spiega Parolini - che quest'anno cade lunedì 5 gennaio e che quindi avrebbe privato gli esercenti delle vendite del fine settimana». Un danno che secondo le stime di Federdistribuzione può essere stimato in almeno 600 milioni di euro su aspettative di vendite che arrivano a 6 miliardi. Perché storicamente nel primo fine settimana gli incassi arrivano anche al 20 per cento del totale e nei quattro giorni da 3 al 6 gennaio solo in Lombardia si potrebbe arrivare a oltre 1,7 miliardi. Per questo l'assessore Parolini ha inoltre chiesto l'intervento del coordinatore della commissione Commercio della Conferenza delle Regioni Antonio Canzian per permettere a tutte le regioni di anticipare la data.

«Apprezziamo - dice il presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli - la disponibiltà espressa dall'assessore Parolini che permette al mondo del commercio di cogliere le massime opportunità in occasione dell'avvio dei saldi invernali». Di una decisione «importante» parla anche Renato Borghi, il presidente di Federazione moda Italia e Federmodamilano. «Va incontro alle aspettative di molti operatori in questo momento di difficoltà». Sottolineando, però, di «non trovare corretto il comportamento di chi, in un periodo di debolezza dei consumi che sta affliggendo tutti gli operatori, effettua pubblicità di iniziative promozionali e di sconto, vietate nel periodo che precede i saldi». Con Federmodamilano che si impegna a segnalare alla polizia municipale i comportamenti scorretti e lo stesso Parolini che nel suo ruolo di presidente della commissione regionale per la Tutela dei consumatori dice che «i saldi devono costituire una sana opportunità per il rilancio della domanda, senza che questo incida negativamente nel rapporto tra esercente e acquirente che deve essere improntato al rispetto del quadro normativo attualmente in vigore».

Da rispolverare il decalogo per cui i commercianti hanno l'obbligo di esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto. Mentre è facoltativa l'indicazione del prezzo di vendita ribassato. I prodotti in saldo devono poi essere ben separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale e, se ciò non fosse possibile, «cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli». Nel caso il prodotto risulti difettoso, il consumatore può richiederne la sostituzione o in alternativa esigere il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino che va quindi sempre conservato. Tutte le norme sono pubblicate e consultabili sul portale di Regione Lombardia nella sezione dedicata al Commercio.