Milano città dei «talent» (anche) di classica A Casa Verdi una sfilata di enfant prodige

In piazza Buonarroti, per i «Pianisti», suona Coppin: ha soltanto 16 anni

Luca Pavanel

Tempo di «talent», anche la classica fa la sua parte. A Milano almeno tre casi sotto gli occhi di tutti, quello appena ripartito «Pianisti a Casa Verdi» foriero di enfant prodige, «Amadeus Factory» lanciato in pompa magna l'anno scorso con una giuria a base di italiche star e super virtuosi. Programmi alla mano.

Ecco la gara alla casa di riposo dei musicisti di piazza Buonarroti (ore 17, ingresso 2 euro), oggi è il turno di un giovanissimo che già si è fatto notare: si tratta di Guido Coppin (solo) 16 anni e già diplomato al Conservatorio «Giuseppe Verdi», il luglio scorso, «dita agilissime e maturità precoce» è la descrizione che di lui vien fatta. E non si può non averle del resto per affrontare giganti della composizione dell'Ottocento e del Novecento come Schubert, di cui eseguirà «Wanderer Fantasie in Do op.15 D 760», come Beethoven («Sonata n.23 in fa op.57 Appassionata») infine Skrjabin («Studio op.8 n.9 «La ballata»). Ma vediamo gli altri nomi di ottobre: il 18 è il turno di Marco Arcieri (programma: Chopin - «Notturno in do minore op. 48 n. 1» - «Scherzo n. 2 i si bemolle minore op. 31» - «Studio in mi maggiore op. 10 n. 3» - «Studio in do diesis minore op. 10 n. 4» - «Ballata n. 1 in sol minore op. 23 - Valzer in la bemolle maggiore op. 34 n. 1 - Andante spianato e grande polacca brillante op. 22»). Arcieri è un interprete che focalizza dunque l'attenzione esclusivamente su Chopin. Ingegnere, ha chiuso lo studio, messo in cassetto progetti e calcoli, per potersi dedicare a tempo pieno allo studio e all'esecuzione della musica. E ancora il 22 Gile Bae (con le «Variazioni Goldberg BWV 988» di Bach): nata nel 1994 in Olanda, ha suonato per la Famiglia Reale olandese, per il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi a Bologna in occasione della laurea ad honorem nel 2013. Nel 2014, per il 25esimo anniversario dell'Accademia di Imola, ha eseguito il Concerto in Re maggiore di Haydn diretto da Vladimir Ashkenazy. Di più.

Un altro «talent» rapidamente finito in vetta è appunto «Amadeus Factory», ideato e curato da Biagio Scuderi per il mensile Amadeus. Anche per l'edizione 2018 una giuria artistica degna di nota: per pianoforte Beatrice Rana, Monica Bacelli per il canto, Enrico Pieranunzi (jazz), Enrico Bronzi (musica da Camera), quinto giurato il direttore d'orchestra Ottavio Dantone, che ricoprirà il ruolo di presidente di giuria. Finale il primo dicembre al Teatro Dal Verme di Milano. Musica ancora, maestro!

Dulcis in fundo la proposta dalle parti dell'Umanitaria: dove le stagioni da vent'anni sono pure studiate per la promozione della carriera professionale dei giovani artisti, scoperti e selezionati attraverso il Concorso di esecuzione musicale della Società. Un concorso nato nel 1989 con una forma unica nel suo genere: la competizione è infatti aperta a tutti gli allievi senza distinzione alcuna di età, di corso o di strumento. Dalla prima edizione, svoltasi a livello lombardo, il concorso è presto diventato un punto di riferimento tra le realtà concorsuali italiane, coinvolgendo tutti i Conservatori e gli Istituti musicali pareggiati nazionali.