Afghanistan, cambio di programma. Nuovo piano americano per il ritiro

Fonti della Casa Bianca parlano di un annuncio a breve. I soldati dovrebbero rimanere almeno fino al 2017 SOSTIENI IL REPORTAGE BACK TO AFGHANISTAN

Un soldato afghano a Ghazni. Nella regione sono esplosi scontri con i talebani

Sembra sempre meno probabile che il programmato ritiro dall'Afghanistan avvenga con le modalità previste dagli Stati Uniti. Gli americani, che entro il 2016 dovrebbero teoricamente lasciare il Paese, stanno considerando da tempo ipotesi diverse, spinti dal timori che gli uomini di Kabul non abbiano la forza necessaria a tenere a bada gli insorti.

Un pensiero che nelle ultime settimane è stato formulato anche dal generale John Campbell, l'ufficiale più alto in grado in Afghanistan, che secondo la stampa americana ha inviato cinque opzioni differenti tanto al Pentagono quanto alla Nato, tutte alternative all'ipotesi di un ritiro completo delle truppe.

Ai dubbi degli americani si è aggiunto il rinnovato timore scaturito da un'avanzata dei talebani, che sono riusciti nelle scorse settimane a prendere il controllo della città di Kunduz e soltanto negli ultimi giorni hanno iniziato a ritirarsi, dopo l'intervento delle forze afghane e Nato, non senza che questo significhi un pericolo minore per altre province afghane.

Fonti della Casa Bianca, sentite dall'Associated Press e che parlano coperte dall'anonimato, sostengono che a breve il presidente Obama annuncerà un nuovo piano per l'Afghanistan. Prevede che 9.800 soldati, ovvero l'intero contingente americano impegnato in questo momento, rimanga almeno per gran parte del 2016, per essere ridotta gradualmente.

Nel corso del 2017 i militari presenti scenderanno a quota 5.500, divisi tra Kabul, Bagram, Jalalabad e Kandahar. Numeri ben lontani dall'idea iniziale, che prevedeva che in Afghanistan rimanesse soltanto una piccola forza a protezione dell'ambasciata nella capitale e che fanno coincidere le tempistiche del ritiro con la fine dell'amministrazione Obama.

Non sono però soltanto i talebani il problema. A preoccupare c'è anche il tentativo sempre più evidente del sedicente Stato islamico di mettere un piede in Afghanistan, sfruttando le divisioni tra le diverse fazioni talebane. Alcune stime pongono a 3.000 il numero di uomini pronti a riconoscersi nelle bandiere dei jihadisti di al-Baghdadi.

@ACortellari