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Magistratura

Altro che folle: cercava l’Isis online un giorno su due. La jihad di El Koudri che la sinistra nega

L’analisi sui 68mila accessi online prima della strage: da Charlie Hebdo al concerto di Ariana Grande, l’attentatore di Modena cercava le stragi compiute in nome di Allah. E aveva aperto un dominio web dall’inquietante intestazione “11.september.2001″

Attentato Modena el Koudri

Salim el Koudri, un giorno su due, faceva ricerche sullo Stato islamico in rete. Negli ultimi mesi prima della strage di Modena era ossessionato da notizie e video sul terrorismo jihadista. Soprattutto i controlli sul suo cellulare Motorola hanno evidenziato che era andato a cercare dettagli, video e notizie, su alcuni sanguinosi attentati islamisti in Europa da Oslo, all’assalto a Charlie Hebdo fino all’attacco kamikaze a Manchester per il concerto di Ariana Grande. E aveva addirittura aperto un dominio inquietante: 11.september.2001. Rivelazioni a conoscenza del Giornale anticipate, ieri sera, nel programma su Rete 4, Dritto e Rovescio, dall’avvocato Liborio Cataliotti, che rappresenta la madre, un fratello e una sorella di Monica Esposito, la donna uccisa da El Koudri nell’attacco con la sua macchina ariete nel centro di Modena, che ha provocato altri 7 feriti, alcuni con le gambe amputate.

Gli investigatori hanno scandagliato 68mila accessi on line dell’italiano di famiglia marocchina, nei 63 giorni precedenti alla strage, a ritroso fino a marzo. «Un giorno su due faceva ricerche in rete con le parole Stato Islamico o la sigla IS (l’acronimo in inglese, nda)» dichiara Cataliotti. Gli inquirenti continuano a sostenere, negli atti, che «non manifesta espressamente adesioni a gruppi o visioni terroristiche», ma riprende alcune frasi inquietanti e sembra pure titolarle in maniera molto allarmante. Sui due mesi passati al setaccio, in ben 13 giorni fa ricerche specifiche su «armi e violenza» andando a vedere anche addestramenti e video di terroristi jihadisti più o meno mascherati. «Negli ultimi giorni, prima della strage, si è accentuata la ricerca di El Koudri sugli attentati in Europa» spiega l’avvocato Cataliotti.

L’aspetto più grave è che cerca e guarda video e notizie su azioni terroristiche clamorose, come l’assalto jihadista alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi, il 7 gennaio 2015. Il clamoroso assalto era stato rivendicato da Ansar al Sharia, la costola di Al Qaida yemenita e ha provocato 12 vittime e 11 feriti. E cerca pure l’attacco kamikaze di Manchester del 22 maggio 2017 al concerto di Ariana Grande. Un terrorista dell’Isis si era fatto saltare in aria uccidendo 23 persone e lasciando sul terreno 250 feriti. Attentati più recenti, che trova in rete nei due mesi successivi alla strage di Modena, sono quelli di Oslo e Lipsia. Nella capitale norvegese, il 22 maggio 2022, due persone sono state uccise e 21 ferite durante una sparatoria scatenata da Zaniar Matapour, di origine iraniana, nel cuore della movida Lgbtq+. Le autorità lo hanno classificato come «atto di terrorismo islamista» e il responsabile, catturato, è stato condannato nel 2024 a 30 anni di carcere, il massimo della pena in Norvegia. L’ultima visione inquietante in rete riguarda la strage di Lipsia del 4 maggio di quest’anno. Un trentenne tedesco, che secondo le autorità dava «segni di instabilità mentale», si è lanciato con un Suv fra la folla provocando 2 morti e 20 feriti. La dinamica è molto simile all’attacco di El Koudri compiuta appena nove giorni dopo avere visionato la strage di Lipsia su internet.

Gran parte dell’attività in rete dell’italiano di famiglia marocchina avvengono in inglese, anche se conosce bene la nostra lingua. I video selfie realizzati prima della strage, come rivelato la scorsa settimana dal Giornale, sarebbero più di quattro. Pure questi in inglese e postati su Instagram, ma in seguito cancellati, che sono stati visti e aperti da alcuni follower. Nei video pronuncia frasi minacciose nei confronti del nostro Paese («noi abbiamo bisogno di distruggere la Lombardia () e le persone di Venezia perché sono dei ratti») e dice «voglio vendetta, sono stanco». Si rivolge sempre ad un ipotetico «brother», fratello, che non è stato identificato e potrebbe essere un personaggio creato nella sua testa. Le indagini scaturite dai controlli sulle apparecchiature elettroniche di El Koudri vanno avanti e si stanno concentrando, secondo una fonte del Giornale, che conosce il caso, «su alcuni numeri di telefono pubblici e privati dell’Inghilterra e degli Stati Uniti». Nelle ricerche sono stati coinvolti anche i servizi alleati. Pure il viaggio di mesi compiuto in Europa fra il 2024 e 2025, con la stessa macchina Citroen C 3 usata come ariete nella strage, dovrebbe venire scandagliato a fondo. Nel fine settimana sarà depositata la perizia psichiatrica, ma non è detto che verrà dichiarato «incapace di intendere e volere». Non mancano indicatori che si atteggi a pazzo, più del «disturbo schizoide di personalità» che gli era stato diagnosticato, con l’obiettivo di evitare l’aggravante del terrorismo. L’avvocato Cataliotti sostiene che al momento è emersa «solo la punta dell’iceberg».

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