I vertici militari in Afghanistan cauti sul ritiro delle truppe americane

Il generale Campbell, sentito al Senato, chiede di valutare alternative. Tra due anni dovrebbero rimanere poche centinaia di soldati

Da diecimila militari a poche centinaia. È questo, al momento, il piano che gli Stati Uniti contano di mettere in atto in Afghanistan, da qui alla fine del 2016. Una mossa che a Washington hanno programmato da tempo, ma sul quale tuttavia si continua a discutere.

Il capo delle forze americane a Kabul, John Campbell, ha parlato oggi in Senato a Washington, testimoniando sul recente attacco che ha colpito l'ospedale di Medici senza frontiere a Kunduz, ma dicendo la sua anche sulla questione del ritiro delle truppe e invitando le autorità a considerare anche opzioni differenti.

Il generale americano ha sostenuto che gli afghani chiedono ancora il sostegno degli americani e ha nel frattempo chiesto di potenziare l'addestramento delle forze locali, anche per evitare che si ripetano situazioni come quella che ha coinvolto l'ospedale di Kunduz, dove ventidue persone sono rimaste uccise.

Alla commissione Esteri, Campbell ha detto che la situazione del Paese, dove i talebani sono tornati a farsi sentire con forza, è tale per cui un ripensamento della strategia sarebbe da considerare. "Credo che dovremmo provvedere ad opzioni diverse da quanto indicato nei piani iniziali", ha chiarito, aggiungedo la sua voce a quella di Ash Carter, numero uno del Pentagono, che ieri ha detto di avere presentato altre opzioni alla Casa Bianca.

Gli insorti afghani sono tornati negli ultimi giorni a costituire una minaccia evidente, prendendo il controllo della città settentrionale di Kunduz, dove ancora oggi proseguono gli scontri con le forze Nato e afghane. Alla luce degli eventi, l'amministrazione statunitense potrebbe considerare seriamente un piano B.

Commenti
Ritratto di ilsaturato

ilsaturato

Mar, 06/10/2015 - 19:31

Quando gli è convenuto, hanno istruito, armato, finanziato, aiutato con informazioni e sorveglianza satellitare quei cani immondi terroristi jihadisti integralisti di Talebani, vanificando la derattizzazione che i Russi avrebbero sicuramente eseguito fino in fondo e con successo (vedi Cecenia...). Poi, quegli stessi terroristi se li sono trovati davanti e per anni hanno fatto finta di combatterli "ma senza fargli troppo male" altrimenti il disegno di destabilizzazione e asservimento dell'intero medioriente sarebbe andato a farsi benedire. Quindi, una volta sicuri di avere devastato fino alle fondamenta un'intera nazione e fatto carne da macello di tutto il popolo, avevano pensato bene di "smobilitare" (una bandiera del "premio nobel a priori e sulla fiducia") e lasciarli soli a completare il macello per poter poi tornare e prendere possesso del tutto con qualche "burattino messo lì". 1 di 3 SEGUE

Ritratto di ilsaturato

ilsaturato

Mar, 06/10/2015 - 19:32

E invece, quei rompiballe di Russi, gli hanno rovinato il giochino! E allora, via col piano B! Che vuol dire: "troviamo l'ennesima balla siderale (tanto le nostre "balle" nessuno osa contestarle e poi ci pensa la NOSTRA informazione mondiale a farle diventare la Bibbia) con cui rimangiarci tutto e vedere di non mollare neanche 1 centimetro a quegli iperattivi di Russi"! La puzza di una "Caporetto" la sentono già, dopo che anche il loro stato fantoccio afgano (ma come osa!) ha "aperto" ai russi e si è detto pronto a entrare in quella collaborazione tra Russia, Cina, Siria, Iran, Iraq e hezbollah che sta facendo avere gli incubi a tutta Washington. Certo, a vedere i risultati dei "generali" USA, il più intelligente deve aver frequentato il Cottolengo e/o qualche centro di disintossicazione. 2 di 3 SEGUE

Ritratto di ilsaturato

ilsaturato

Mar, 06/10/2015 - 19:33

D'altronde, col capo che si ritrovano e con le aberrazioni umane che lo manovrano, cosa si poteva pretendere di più? Il fatto è che hanno creduto che il temporaneo "non reagire" (ufficialmente) dell'orso russo fosse una dimostrazione di debolezza e di incapacità; hanno creduto di aver fatto tombola dall'Iraq alla Libia, dall'Ucraina allo Yemen, dalla Siria all'Afghanistan, ecc... e invece in un lampo si ritrovano a dover fronteggiare sonori schiaffoni ovunque con in più la maggioranza dei popoli occidentali (sto parlando della gente, quella vera, che vive davvero questi tempi bui) che non può più vederli. Sono rimasti soli con quella porcilaia di politici che hanno distribuito nei vari stati occidentali (il nostro in primis) e in quella suburra chiamata Bruxelles. 3 di 3 FINE