"Uccisi banditi legati a caso Regeni". Soltanto speculazioni della stampa?

I media egiziani si smentiscono a vicenda e la verità sul caso è ancora lontana

Un momento del sit-in davanti all'ambasciata egiziana

Tutto e il contrario di tutto. Ciò che circola sulla stampa egiziana in relazione alla morte del giovane italiano Giulio Regeni è un rincorrersi di dettagli che, anziché avvicinare alla scoperta della verità, sembrano solo aggiungere polvere all'orizzonte di un'inchiesta che finora non ha portato a grande chiarezza.

Ciò che per certo si sa sul 28enne è che è stato torturato, è morto, è stato ritrovato senza vita sulla "desert road" che dal Cairo porta ad Alessandria. Per il resto ci sono le promesse. "Troveremo la verità", assicurava pochi giorni fa il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi a Repubblica. Ma il regime militare del Cairo non è certo noto per la sua trasparenza e che dietro alla morte di Regeni ci sia in qualche modo l'apparato statale è un'ipotesi che chi conosce bene il Paese nordafricano non si sente di escludere.

L'ultimo dettaglio sul caso Regeni, pubblicato dal quotidiano filo-governativo El Watan, vorrebbe che cinque criminali implicati nel rapimento del ricercatore, sparito nell'anniversario della Primavera del Cairo, siano stati uccisi in uno scontro con le forze di sicurezza egiziane. Il giornale sottolinea come facessero parte di una banda specializzata nel rapimento degli stranieri, guardati con sempre maggiore sospetto in un Paese che ha ceduto di recente spesso alla paranoia degli "infiltrati" che minacciano l'Egitto.

È tuttavia lo stesso ministero dell'Interno a smentire l'informazione, derubricandola a "una speculazione dei media". Altre fonti citate dalle agenzie di stampa guardano con sospetto ai legami tra i cinque morti e il caso Regeni, confermando però in parte la notizia.

Della morte dei cinque sono stati informati anche gli investigatori italiani, che sono al Cairo da più di un mese. E tuttavia c'è anche Al Ahram, quotidiano "statale" a dire che non ci sono al momento conferme che tra l'operazione dell'apparato di sicurezza e il caso del giovane italiano ci sia un legame tangibile. A quasi due mesi dalla morte di Giulio Regeni, ancora troppo è ignoto.

@ACortellari

Commenti
Ritratto di RubinRomario

RubinRomario

Gio, 24/03/2016 - 23:05

Come volevasi dimostrare. A poco a poco il caso Regeni finirá in ventisettesima pagina. Come insegnano i casi di Ilaria Alpi e Hrovatin. I maró... ecc. ecc. Ad onor del vero c'é da dire che lo scambio é stato fatto. Al Sisi ha fatto tornare a casa i quattro dipendenti sequestrati da otto mesi, due nella cassa da morto e due ancora vivi, ma questo non era previsto. Gli accordi erano di consegnarli vivi, é vero. Regeni sará piano piano ma inesorabilmente accompagnato nel paradiso degli eroi moderni, il dimenticatoio, sacrificati in nome della ragion di stato. Amen.