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Non temere, cara Concita: la “tua” sinistra scenderà in piazza. Ma per i terroristi del 7 ottobre e non per le vittime di quel massacro

Mentre Israele piange i suoi morti, qui da noi sfileranno le bandiere di chi quegli orrori li ha pianificati

Hamas

Concita, anzi Conchita, De Gregorio, dalle colonne di Repubblica, si sente orfana. Guarda Francia, Spagna, Germania e si strugge: perché gli italiani non spaccano le vetrine? Perché non bloccano le metropolitane? Il popolo, quel sacro lievito della sinistra, resta a casa, placido e silente. Sarebbe troppo facile, da bar dello sport, risponderle che non protestiamo perché, semplicemente, non abbiamo più nulla per cui valga la pena alzare la voce, o perché la protesta spontanea in questo Paese è morta e sepolta sotto strati di conformismo borghese. Ma, cara collega, non disperare. Le piazze si riempiranno. Il problema è quali piazze.

Per esempio domani, il 7 ottobre, saremo pionieri mondiali: celebreremo non le vittime di un massacro, ma i carnefici. Mentre Israele piange i suoi morti, qui da noi sfileranno le bandiere di chi quegli orrori li ha pianificati. Una sinistra confusa, che non sa più distinguere tra dibattito parlamentare e retorica da Brigate Rosse, si prepara ad abbracciare un mix inquietante: anarchici, islamisti e i compari di Mohammad Hannoun. Tutti insieme appassionatamente a sostenere un regime che tratta le donne come schiave e impicca gli omosessuali, per poi dare lezioni di morale a chiunque non si adegui.

Forse, alla fine, il silenzio degli italiani non era apatia. Era, saggiamente, disgusto preventivo.

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