Siria, dalla Turchia altri 10 carriarmati mentre i curdi arretrano

Continua l'operazione Scudo dell'Eufrate. "Jarablus in mani turche, ora è sicura"

Il secondo giorno dell'operazione Scudo dell'Eufrate si apre con la notizia di dieci carriarmati inviati dalla Turchia in Siria, ad aggiungersi a quelli che ieri hanno varcato il confine, per coprire l'avanzata dei ribelli che hanno preso Jarablus, strappandola senza troppa fatica dalle mani dei jihadisti del sedicente Stato islamico.

Un'avanzata facile per le forze ribelli e per l'esercito turco (circa 350 unità), che davanti a sè hanno trovato il vuoto e una città praticamente deserta, concludendo in meno di dodici ore la prima fase dell'avanzata oltre frontiera. Ora sono le milizie ribelli a controllare la città nel nord della Siria, a pochi chilometri dal confine turco.

E se i ribelli avanzano, ad arretrare sono invece le milizie curde. Ieri la Turchia è tornata a chiedere alle Ypg di non superare l'Eufrate, una mossa che ad Ankara considerano un punto di non ritorno. E il vicepresidente americano Joe Biden, in visita, ha ribadito la stessa richiesta.

Di questa mattina una telefonata da Washington, con cui il ministro degli Esteri americano John Kerry - dicono fonti da Ankara - ha assicurato che le forze curde stanno cominciando a muovere verso Est, dove è in preparazione (ma se ne parla da tempo) una grossa manovra per portare l'attacco su Raqqa, capitale del Califfato.

La prevista ritirata dei curdi significa anche che il controllo di Manbij, appena strappata dalle mani dei jihadisti, proprio con l'arrivo delle Forze democratiche siriane (Sdf), coalizione in cui le Ypg fanno la parte del leone, è affidato ora a un Consiglio militare.

Le stesse milizie curde hanno annunciato di avere consegnato la città a forze locali, completata la "liberazione". Ieri, tuttavia, un portavoce delle Ypg ha detto che i miliziani non intendono ritirarsi e accettare l'ultimatum.

Oggi il portavoce della coalizione americana ha chiarito che una parte delle Sdf è diretta a est, mentre un certo numero di uomini rimarranno per rimuovere gli ordigni lasciati dall'Isis.

L'ingresso in Siria della Turchia ha strappato una città all'Isis. "Ora è sicura" ha detto il ministero della Difesa di Ankara, citato dalla Cnn Turk. Ha tuttavia un altro obiettivo: quello di impedire che le milizie curde, vicine al Pkk curdo, possano arrivare a controllare tutta la frontiera, unendo i territori su cui di fatto governano a oriente con il cantone occidentale di Afrin.

Commenti

wrights

Gio, 25/08/2016 - 18:00

I Turchi entrano in Siria e scacciano i curdi siriani che combattono contro l'Isis. Non ho capito bene cosa e chi è al sicuro.

blackindustry

Ven, 26/08/2016 - 07:29

I Turchi stanno facendo una porcata. Poi faranno come per Cipro, resteranno e ruberanno una parte della Siria. Schifo di popolo, hanno sempre creato problemi.

pioneer

Ven, 26/08/2016 - 09:13

La Turchia, come sappiamo, da sempre combatte ed e' nemica dei curdi. Quindi al loro posto vuole una fazione ribelle ed ha ordinato ai curdi vincitori di ritirarsi dalle zone liberate dall' isis. Un guaio, perche' non sappiamo nulla sulla credibilita' di questi ribelli diversi dall' isis ma nemici di Assad.