Usa, scandalo a luci rosse si abbatte sul proprietario dei Patriots

Il miliardario coinvolto nell'indagine ha reagito all'offensiva mediatico-giudiziaria ribadendo la propria "innocenza"

Negli Stati Uniti, uno scandalo "a luci rosse" si è abbattuto in questi giorni sul proprietario dei New England Patriots, vincitori del Super Bowl 2019.

Robert Kraft, settantasettenne presidente della squadra di football americano, è stato infatti di recente incriminato dalla polizia della Florida per "sfruttamento della prostituzione" e "traffico di esseri umani". Secondo gli inquirenti, il manager, grande "amico di Donald Trump", avrebbe messo in piedi, all'interno di un centro-benessere, una vera e propria "casa di tolleranza riservata ai vip". Tale attività illecita si sarebbe finora svolta in maniera indisturbata nella città di Jupiter, nella contea di Palm Beach.

In base alle rivelazioni fornite da The Independent, la polizia sarebbe riuscita a ricostruire un elenco comprendente oltre "100 clienti abituali" della struttura di piacere ideata da Kraft. Quest'ultimo, al fine di dare un tocco di "esotismo" alla casa di tolleranza, avrebbe "assoldato" molte prostitute straniere, quasi tutte "prive di permessi di soggiorno negli Usa". Di conseguenza, sempre a detta del quotidiano online, gli inquirenti del "Sunshine State" sarebbero in procinto di indagare il proprietario dei New England Patriots anche per "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina".

Il miliardario coinvolto nell'indagine ha reagito all'offensiva mediatico-giudiziaria ribadendo la propria "innocenza". Tramite un comunicato, l'ufficio stampa di Kraft ha affermato che quest'ultimo non avrebbe "commesso alcun reato" e che le accuse formulate dalla polizia sarebbero "assurde". La nota prosegue poi insinuando che possano esserci "motivazioni politiche" dietro al lavoro dei magistrati, intenzionati, a detta dell'ufficio stampa in questione, a "punire" il presidente dei New England Patriots per la sua "ventennale amicizia con Donald Trump".