In arrivo il "decreto dignità". È una stangata sulle aziende

"Multe" alle imprese che vanno a produrre all'estero. Contributi più cari per i contratti a termine rinnovati

Roma - Decreto estivo in bilico tra promesse da mantenere e coperture che non ci sono. Oggi al consiglio dei ministri (che ieri sera non era ancora stato convocato) potrebbe approdare il primo provvedimento economico del governo giallo-verde. Dovrebbe includere alcune misure annunciate come l'abolizione dello split payment, che dovrebbe però essere limitata alle partite Iva. Poi un capitolo lavoro, con una stretta senza precedenti ai contratti a termine e una stangata sulle aziende che delocalizzano. Un pacchetto complessivo che sta impegnando il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio, ma che sta incontrando molti ostacoli.

Il governo vorrebbe limitare gli incentivi, in particolare quelli previsti dal piano industria 4.0, alle aziende che delocalizzano. Le modalità le ha sintetizzate ieri lo stesso Di Maio e sono più drastiche di quanto si potesse pensare. In sintesi: precludere ogni forma di aiuto statale alle imprese che portano all'esterno la produzione, con la possibilità di recuperare gli aiuti già ricevuti «con gli interessi anche del 200%» se delocalizzano prima di dieci anni. Oltre alla restituzione del beneficio con interessi del 5%.

Altro cavallo di battaglia del governo, in particolare del M5S, le misure per rendere più rigido il mercato del lavoro. Confermate le misure per scoraggiare lo staff leasing e l'utilizzo dei contratti a termine. Sulla stessa linea della legge varata dal ministro Elsa Fornero ai tempi del governo di Mario Monti. Quindi, casuale per attivare il tempo determinato e, in caso di rinnovo del contratto, un ulteriore aumento del costo dei contributi tra lo 0,5% il punto percentuale.

Non ci sarà la norma per i «rider», cioè per i lavoratori che consegnano merci per piattaforme web, che oggi sono inquadrati come lavoratori autonomi. Il tavolo con le aziende come Foodora e Deliveroo è ancora in corso, all'inizio della prossima settimana ci sarà un altro incontro. Di Maio, che è anche ministro del Lavoro, ha confermato che aspetterà l'esito del confronto e solo dopo ricorrerà ad una legge. O meglio, un emendamento al decreto estivo.

Nessuna certezza sul destino del provvedimento. Anche perché molte delle misure annunciate hanno un costo e vanno trovate le coperture. Altrimenti dovranno essere rinviate alla legge di Bilancio.

Nelle bozze circolate nelle ultime ore è confermata la stretta sui giochi d'azzardo, con il divieto di fare pubblicità. Tra le misure più attese c'è l'abolizione dello split payment, il pagamento anticipato dell'Iva per i privati che vendono beni o servizi alla pubblica amministrazione. Ma dovrebbe essere limitato ai professionisti. Le aziende dovranno aspettare.

Commenti
Ritratto di italiota

italiota

Mer, 27/06/2018 - 22:57

aventi così ...che questo paese bisogna cambiarlo e ribaltarlo come un calzino

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Buggiomar

Mer, 27/06/2018 - 23:01

Aziende che periodicamente hanno goduto di foraggiamenti statali non possono ad un certo punto decidere di "scappare col bottino"; la delocalizzazione è un enorme danno erariale dall'inaccettabile ricaduta sociale, che l'Italia non può, né deve tollerare. La FIAT, prima ha intascato incentivi, rottamazione e cassa integrazione, poi ha spostato produzioni anche significative in Slovenia e Polonia, alla ricerca di manodopera a basso costo. Non dobbiamo più permetterlo, per la tutela del nostro mercato del lavoro.

yorick

Mer, 27/06/2018 - 23:16

Ma questo è un pazzo furioso! Nessuno può fermare quello che non è possibile fermare perchè le circostanze di maggior favore lo impongono.E' il tipico ragionamento di un Masaniello meridionale. Così, le aziende esporteranno non solo alcune produzioni meno pregiate,bensì tutta la linea.Anni fa l'Ansaldo aveva riportato in Italia del lavoro dislocato all'estero perchè la finezza non era compatibile con il personale straniero.Nel NordEst Slovenia e Austria sono delle calamite per le PMI;si cambino le condizioni e tutto resterà in Italia.Non sono accettabili questi ukase che fanno solo confusione e paura e sono tipici dell'economia della pizza e del vicolo.

Ritratto di s@ndrino

s@ndrino

Mer, 27/06/2018 - 23:34

BENE così

beccaria

Gio, 28/06/2018 - 00:47

Sto governo mi piace sempre di più

Ritratto di Professor...Malafede

Professor...Malafede

Gio, 28/06/2018 - 02:03

OK! Ma per chi lavora e rimane in Italia dove sono gli aiuti?

rise

Gio, 28/06/2018 - 05:18

Provvedimenti sacrosanti, volti al rilancio dell' occupazione professionale italiana e ad una stretta sulle furbate delle ultinazionali dell' industria 4.0. Se l' Italia da fondi ad un' impresa, non deve accontentarsi del gettito fiscale, ammesso che l' azienda non abbia sede nei paradisi fiscali. Queste imprese devono investire anche sul capitale umano italiano, altrimenti fra qualche anno avremo solo manovali disoccupati e nessuna possibilità di crescita. Bravo il manovale irpino!

cangurino

Gio, 28/06/2018 - 05:55

stangata? Non direi proprio. Un incremento dello 0.5% per ogni rinnovo di contratti a tempo determinato non mi sembra proprio una stangata. Togliere benefici e crediti a chi delocalizza è invece sacrosanto.

Popi46

Gio, 28/06/2018 - 05:56

Questi sono scemi

abocca55

Gio, 28/06/2018 - 06:47

Tra il decreto dignità e le festività di fine settimana per i negozi, mi sa che aumenterà la disoccupazione. C'è infatti molta gente che lavora part-time nei negozi, che verrebbe licenziata. Per il reddito di cittadinanza, sarebbe bene destinare quelle risorse a creare nuove aziende che creano lavoro, ma anche ricchezza, e quindi a catena altro lavoro. I progetti di Di Maio mi sembrano ottusi. Inoltre, dopo il suo incontro col comunista Boeri dell'INPS, vorrebbe scendere l'asticella riguardo ai pensionati da fregare. Un ex venditore di birre dovrebbe lasciare le scelte ai ministri economici, che sono politici di tutto rispetto.

portuense

Gio, 28/06/2018 - 06:55

belle parole ma mancano i fatti, sponsorizza il made in italy ma lui e tanti altri politici che auto usano ???

oracolodidelfo

Gio, 28/06/2018 - 07:55

Antonio Signorini, non è una stangata sulle aziende, in generale. Finalmente si cerca di fare giustizia. Si contrastano, a mio parere, giustamente, quelle aziende che prendono incentivi, delocalizzano e si permettono di marchiare la loro produzione come "made in Italy". Ergo, si cerca di contrastare il comportamento truffaldino di quelle aziende che delocalizzando, privatizzano i guadagni e socializzano le spese, sbeffeggiando e danneggiano le piccole imprese, sopratutto artigiane, che sono la vera colonna portante dell'Italia. Ci voleva!

MARCO 34

Gio, 28/06/2018 - 15:01

Vedo, purtroppo, che quando un ministro si rivolge a chi produce lo fa sempre minacciando. Credo che se si vuole che le imprese rimangano e producano in Italia dovrebbero essere incentivate con riduzione di tasse e di pratiche burocratiche e non con le minacce.