Palermo ha sete, l'acqua è per le navi

Boom di prelievi per garantire i servizi in crociera. E le abitazioni restano a secco

Valentina Raffa

Palermo Interi quartieri di Palermo sono rimasti a secco. L'acqua è servita alle navi da crociera che vanno e vengono dal porto del capoluogo siciliano. E i disagi per i cittadini sono stati notevoli negli scorsi giorni quando si sono concentrate nello stesso lasso di tempo le richieste di diversi giganti del mare. L'approvvigionamento idrico alle navi ha mandato in tilt il sistema di erogazione della città.

«Si informano i signori cittadini di Palermo che i disservizi idrici che si sono manifestati in questi giorni sono dovuti al prelievo di acqua da parte delle navi da crociera in transito a Palermo. Amap S.p.A. sta provvedendo a regolare il prelievo presso l'ente Porto in modo da ripristinare il regolare funzionamento del servizio idrico di Palermo». L'Amap, l'azienda palermitana dell'acqua, ha spiegato che il prelievo di centinaia di migliaia di litri d'acqua potabile ha determinato un calo di pressione nella rete idrica. Parliamo del prelievo di una portata che ha quasi azzerato le riserve della società Osp che gestisce l'erogazione idrica in porto, tanto che sono stati aperti tutti i collegamenti con la rete Amap. E siccome piove sempre sul bagnato, si è pure verificata la coincidenza di lavori di manutenzione alla rete in alcuni quartieri, rimasti anche loro senz'acqua.

La situazione è rientrata mercoledì sera dopo un accordo tra Amap e Osp. Per ridurre i disagi ai cittadini l'Amap sta concordando con l'autorità portuale un calendario di prelievi a orari scaglionati e informerà le compagnie di navigazione, in modo che i prelievi eccezionali non avvengano per periodi prolungati e in orari di massima richiesta idrica da parte dei cittadini. «Non sarà possibile dice Amap - che il prelievo tramite gli impianti portuali possa durare più di 10 ore nel singolo giorno». Il nodo della questione è dovuto al fatto che tutte le navi che incrociano in porti italiani si approvvigionano d'acqua a Palermo, in quanto le altre regioni hanno dichiarato lo stato di calamità naturale per la siccità, vietando i prelievi.

«Siamo di fronte a un'altra conseguenza negativa, che si aggiunge alle tante già patite dai cittadini dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando - della mancata inspiegabile dichiarazione di stato di calamità naturale che, dopo ormai 9 mesi di sostanziale siccità, non è più rinviabile».