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Dallo scolapasta alle grattugie: ecco come vedere l’eclissi solare anche senza occhiali

Con qualche piccolo stratagemma è possibile osservare lo spettacolo senza correre rischi

eclissi solare

Per guardare un’eclissi solare in totale sicurezza, i classici occhiali di cartone dotati di filtri certificati restano la scelta più diffusa. Il problema per i ritardatari è che cercarli ora, a ridosso dell’evento, può diventare una vera e propria impresa: tra spedizioni lente o eccessivamente dispendiose e il rischio di imbattersi in modelli non a norma, come quelli sequestrati nelle scorse ore in Spagna, l’acquisto può rivelarsi complicato.

Se non sei riuscito a procurarteli, puoi comunque aggirare il problema creando dei sistemi di proiezione fai-da-te con semplici oggetti domestici, tenendo sempre a mente la prima fondamentale regola: mai e poi mai guardare il sole in modo diretto se non si dispone di dispositivi certificati.

Per osservare il fenomeno in modo indiretto si può iniziare con un metodo a costo zero, intrecciando le dita delle mani per creare un proiettore stenopeico naturale. Questo metodo sfrutta i piccoli spazi tra le dita come fori stenopeici, proiettando l’immagine del sole parzialmente coperto direttamente sul terreno o su una superficie chiara, senza rischi per la vista.

Il primo passo è dare le spalle al sole, poi cercare una superficie liscia e chiara dinanzi a sé, come un muro bianco o un marciapiede pulito: si può anche appoggiare un foglio di carta bianco a terra per aumentare il contrasto. Dopo è sufficiente girare i palmi delle mani verso sé, incrociando le dita di una mano sopra quelle dell’altra in modo perpendicolare, come a formare una griglia o un nido d’ape. Mantenendo le dita leggermente aperte, si creano dei piccolissimi fori quadrati o romboidali tra di esse. Infine si sollevano le mani sopra la testa o davanti al petto, lasciando che la luce del sole attraversi gli spazi tra le dita e osservando l’ombra proiettata sulla superficie o sul foglio di carta a terra. Si vedranno così decine di piccole mezzelune luminose riprodotte sul terreno, che mostreranno l’esatta forma del sole che viene eclissato dalla Luna. È possibile allontanare o avvicinare le mani dal terreno per “regolare la messa a fuoco” e la grandezza delle proiezioni. Lo stesso effetto “stenopeico” si ottiene con moltissimi utensili domestici dotati di fessure, come scolapasta, grattugie, colini o cappelli di paglia, oppure guardando sotto un albero e quindi sfruttando il fitto intreccio delle foglie come un proiettore naturale.

Se hai a disposizione due cartoncini bianchi rigidi, puoi creare un altro proiettore fai-da-te in pochi secondi. Fora il centro del primo cartoncino con la punta di uno spillo, posizionati poi con la schiena rivolta al sole e solleva il foglio forato per far muovere la luce attraverso l’apertura: usa quindi il secondo cartoncino come base per raccogliere l’immagine proiettata. Modificando lo spazio tra i due fogli, potrai regolare a piacimento la grandezza del disco solare riflesso.

È possibile anche cimentarsi nella costruzione di una rudimentale macchina stenopeica. Si può iniziare con una scatola di cartone, come quella delle scarpe o dei cereali. Regola base: più la scatola è profonda, maggiore sarà la dimensione del sole proiettato. Servono poi del cartone, un foglio bianco, nastro adesivo, alluminio da cucina, uno spillo e delle forbici.

Il procedimento è semplice: si riveste il fondo interno della scatola con il foglio bianco per creare la base di proiezione. Sul lato superiore, vanno intagliate due finestre rettangolari ai lati opposti. La prima apertura va sigillata con la carta stagnola, poi si fora il centro con la punta dello spillo. La seconda apertura sarà usata come mirino per l’osservazione.

Ciò fatto, al momento dell’eclissi bisogna posizionarsi con la schiena rivolta al sole e orientare il lato con la stagnola verso l’alto: la luce filtrerà dal foro proiettando lo spettacolo sul fondo bianco, visibile comodamente dalla finestra rimasta aperta, senza alcun rischio per la vista.

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