A Live, Loredana Bertè ricorda Mia Martini

Momento toccante a Live - Non è la d'Urso con Loredana Bertè, che insieme a Barbara d'Urso ha ricordato sua sorella Mia Martini e ha speso parole d'affetto anche per Renato Zero, con il quale non parla da ormai vent'anni

Ieri a Live – Non è la d'Urso c'è stato un tempo per sorridere e un tempo per commuoversi. Il secondo è stato con Loredana Bertè, una delle più grandi artiste italiane contemporanee, che nel salotto di Barbara d'Urso ha omaggiato sua sorella Mia Martini ma ha anche parlato del rapporto conflittuale con Renato Zero.

Un ingresso trionfale in studio sulle note della sua canzone che forse la identifica maggiormente, “Non sono una signora” e un abbraccio lungo, stretto e carico di emozioni, quasi fraterno, con la padrona di casa a cui rivolge un sentito “quanto mi sei mancata” fanno fa preludio all'intervista. Il divano bianco è al centro dello studio, proprio come è stato la settimana scorsa con Mickey Rourke. Dopo aver ricevuto il riconoscimento per il disco di platino di “Cosa ti aspetti da me”, la canzone che tra le polemiche si è classificata solo al quarto posto all'ultimo Sanremo, Loredana Bertè ha parlato di Renato Zero. I due per lunghissimi anni sono stati più che amici, erano legatissimi finché qualcosa non si è rotto. “Ti trema il labbro, già lo so, perché nel 1996 c'è stata addirittura la prima denuncia”, esordisce Barbara d'Urso. Loredana Bertè non ha mai dichiarato perché tra i due all'improvviso sia calato il gelo, ma sul divano insieme alla sua amica Barbara cerca di spiegare il suo sentimento in merito: “Gli voglio molto molto bene, soltanto che mi ha deluso fortemente. Io continuo a volergli molto bene, purtroppo, ma dentro di me mi ha ferito e la ferita è ancora aperta. Ho pianto molto ma continuo a volergli bene. All'amore non si comanda. Una persona può farti quello che vuole ma se ce l'hai nel cuore da sempre, ce l'hai.” Sono parole cariche d'affetto quelle di Loredana per Renato Zero e chissà che un giorno quella ferita tanto profonda non riesca a rimarginarsi.

L'intervista a Live – Non è la d'Urso doveva però soprattutto l'occasione per ricordare Mimì a pochi giorni dal suo compleanno, che coincide anche con quello di Loredana Bertè. La cantante ha ripercorso gli ultimi momenti del loro rapporto, quando Mia Martini si trovava a Napoli con Murolo per lavorare al capolavoro “Cumm'e.” Ci fu uno screzio tra le sorelle per la reticenza di Loredana di avere il telefono cellulare e questo la Bertè non se lo perdonerà mai: “Me ne pento amaramente, se avessi avuto quel telefonino magari, forse, sarebbe ancora viva.” C'è tanta rabbia nelle sue parole ma anche tanto amore: “Però Mimì non è morta. È viva, è più viva che mai! Io la sento dentro di me, è sempre con me ogni giorno.” È a questo punto che Barbara d'Urso ricorda i dubbi di Loredana Bertè sulla morte di sua sorella, che secondo la cantante non si sarebbe suicidata: “Aveva dei grandi progetti. Non ho la minima idea di cosa sia successo. Aveva troppo amore per la vita, lei impazziva, ogni giorno ne inventava una nuova, ogni giorno per lei era un giorno di musica, era un momento magico.

Barbara d'Urso ha, quindi, accompagnato Loredana Bertè nell'area drive-in per guardare insieme una clip dedicata a Mimì. “Ti conosco e sola là dentro non ti lascio”, ha detto la d'Urso alla Bertè prima di spostarsi nell'area dedicata alla visione del filmato emozionale. Tanti ricordi sono scorsi sul telo bianco del drive-in, interviste e momenti felici del passato di Loredana Bertè e Mia Martini, due sorelle legatissime ma anche due voci straordinarie e inimitabili del nostro panorama musicale. Non sono mancati i passaggi duri, quelli riguardanti la morte di Mia Martini, che hanno scosso fortemente Loredana Bertè, che ha trovato conforto tra le braccia della d'Urso che non le ha lasciato la mano per un solo momento. Le accarezzava il volto come si fa con un'amica, le asciugava le lacrime e la ascoltava commentare le immagini che correvano sullo schermo, ricordando Mia Martini che, purtroppo, l'Italia ha imparato ad apprezzare troppo tardi.